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	<title>Commenti a: Bullismo: a che serve il 5 in condotta?</title>
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	<description>un blog per discutere, ragionare, crescere</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Dec 2011 20:18:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: giosby</title>
		<link>http://www.giosby.it/2009/01/29/bullismo-a-che-serve-il-5-in-condotta/comment-page-1/#comment-2190</link>
		<dc:creator>giosby</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 20:43:11 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo che i genitori vogliano fregarsene dei figli, né che vengano convinti &lt;em&gt;&quot;a disfarsi del loro ruolo di educatori&quot;&lt;/em&gt;.
Penso invece che, troppo spesso, i genitori vengano colpevolizzati. Qualsiasi mancanza dei loro figli viene facilmente attribuita alla loro incapacità.
Questo genera una sorta di paralisi e tante volte i genitori hanno così timore di sbagliare che non fanno più niente.
E&#039; vero che la scuola è sovraccaricata di aspettative, ma è anche vero che molti pensano che essa serva a ben poco.
E in effetti, se guardiamo il grado di preparazione dei nostri ragazzi, qualche sospetto viene a chiunque ...
D&#039;altra parte ognuno è abbandonato a se stesso, ragazzi, genitori ed insegnanti.
Non esiste alcun tipo di percorso di sostegno per facilitare il lavoro di tutti, educati ed educatori.
Il tutto mentre abbiamo un sacco di &lt;a href=&quot;http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/psicologi-disoccupati-83694.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;psicologi disoccupati &lt;/a&gt;


Le famiglie che &lt;em&gt;&quot;allargano le braccia&quot;&lt;/em&gt; ci fanno proprio capire quanto sia forte il senso di impotenza in questi genitori.
Gli insegnanti spaventati sono l&#039;altra faccia della medaglia.
Credo più nel ruolo di qualcuno che possa aiutare a comprendere e sostenere chi fa fatica nelle relazioni con i figli e nelle relazioni con i propri allievi, piuttosto che ai tribunali che allontanano, separano ed aggravano ulteriormente situazioni già drammatiche.
Ma con la tendenza che abbiamo a tagliare tagliare e poi ancora tagliare la speranza di aiutare qualcuno rimane sempre più vana.
Ci terremo gli psicologi disoccupati, gli insegnanti terrorizzati, i genitori disperati e i ragazzi sempre più balordi ...
Evviva l&#039;Italia ...
:-(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che i genitori vogliano fregarsene dei figli, né che vengano convinti <em>&#8220;a disfarsi del loro ruolo di educatori&#8221;</em>.<br />
Penso invece che, troppo spesso, i genitori vengano colpevolizzati. Qualsiasi mancanza dei loro figli viene facilmente attribuita alla loro incapacità.<br />
Questo genera una sorta di paralisi e tante volte i genitori hanno così timore di sbagliare che non fanno più niente.<br />
E&#8217; vero che la scuola è sovraccaricata di aspettative, ma è anche vero che molti pensano che essa serva a ben poco.<br />
E in effetti, se guardiamo il grado di preparazione dei nostri ragazzi, qualche sospetto viene a chiunque &#8230;<br />
D&#8217;altra parte ognuno è abbandonato a se stesso, ragazzi, genitori ed insegnanti.<br />
Non esiste alcun tipo di percorso di sostegno per facilitare il lavoro di tutti, educati ed educatori.<br />
Il tutto mentre abbiamo un sacco di <a href="http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/psicologi-disoccupati-83694.html" rel="nofollow">psicologi disoccupati </a></p>
<p>Le famiglie che <em>&#8220;allargano le braccia&#8221;</em> ci fanno proprio capire quanto sia forte il senso di impotenza in questi genitori.<br />
Gli insegnanti spaventati sono l&#8217;altra faccia della medaglia.<br />
Credo più nel ruolo di qualcuno che possa aiutare a comprendere e sostenere chi fa fatica nelle relazioni con i figli e nelle relazioni con i propri allievi, piuttosto che ai tribunali che allontanano, separano ed aggravano ulteriormente situazioni già drammatiche.<br />
Ma con la tendenza che abbiamo a tagliare tagliare e poi ancora tagliare la speranza di aiutare qualcuno rimane sempre più vana.<br />
Ci terremo gli psicologi disoccupati, gli insegnanti terrorizzati, i genitori disperati e i ragazzi sempre più balordi &#8230;<br />
Evviva l&#8217;Italia &#8230; <img src='http://www.giosby.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Serenella</title>
		<link>http://www.giosby.it/2009/01/29/bullismo-a-che-serve-il-5-in-condotta/comment-page-1/#comment-2188</link>
		<dc:creator>Serenella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:57:24 +0000</pubDate>
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		<description>Giosby scrive.


In altri contesti, europei e mondiali, alla scuola e alla famiglia si affiancano una serie di servizi sociali.Ogni operatore, sia del sociale che della scuola, viene formato per svolgere il suo compito coadiuvato da tutti gli altri che svolgono altri compiti. Alla scuola e ad i suoi operatori viene chiesto quello che è logico chiedere, l&#039;istruzione. La famiglia non viene lasciata sola ed è sorretta ed aiutata. (Vedi Finlandia, Olanda, Svezia, Norvegia).
In Italia la situazione è diversa: la scuola deve fare tutto. Addirittura dopo la scomparsa degli Oratori parrocchiali e dei sacerdoti vicini ai ragazzi, alla scuola viene chiesto di coprire pure l&#039;orario pomeridiano e serale.
Di conseguenza ai suoi operatori si chiede non solo l&#039;impossibile, ma anche l&#039;illogico: devono essere non solo docenti, ma anche psicologi, badanti, assistenti sociali, missionari e...avere anche il ruolo di sacca per gli allenamenti.
Tutto questo senza alcuna formazione.
Le famiglie, e i suoi componenti, vengono, più o meno apertamente, convinte con continui lavaggi del cervello da una mentalità corrente, a disfarsi del proprio ruolo di educatori e di educanti e di genitori e figli affettuosi, per dedicarsi più che ai propri parenti e figli a esigenze individualistiche e narcisistiche.

Il risultato? Lo vediamo tutti i giorni.

Giosby scrive


Nella situazione attuale in tutte le scuole vi sono ragazzi pericolosissimi per se e per gli altri. Avere in classe ragazzi pronti ad infilare la punta della matita negli occhi di un altro o di spappolare a calci la milza di un adulto perchè esasperati da un portatore di handicap bullo, sono situazioni di emergenza che purtroppo sono diventati la normalità in tutte le scuole.
La cosa mi spaventa.
Le famiglie interpellate e a cui si chiede collaborazione allargano le braccia e anzi tante contrattano. Altre collaborano. Nei confronti delle prime, anche e soprattutto nell&#039;interesse non solo del minore in questione ma anche degli altri, non si deve intervenire con servizi sociali e tribunale dei minori?
Con le seconde il discorso è diverso e si va insieme combattendo per avere servizi da parte delle Ausl.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giosby scrive.</p>
<p>In altri contesti, europei e mondiali, alla scuola e alla famiglia si affiancano una serie di servizi sociali.Ogni operatore, sia del sociale che della scuola, viene formato per svolgere il suo compito coadiuvato da tutti gli altri che svolgono altri compiti. Alla scuola e ad i suoi operatori viene chiesto quello che è logico chiedere, l&#8217;istruzione. La famiglia non viene lasciata sola ed è sorretta ed aiutata. (Vedi Finlandia, Olanda, Svezia, Norvegia).<br />
In Italia la situazione è diversa: la scuola deve fare tutto. Addirittura dopo la scomparsa degli Oratori parrocchiali e dei sacerdoti vicini ai ragazzi, alla scuola viene chiesto di coprire pure l&#8217;orario pomeridiano e serale.<br />
Di conseguenza ai suoi operatori si chiede non solo l&#8217;impossibile, ma anche l&#8217;illogico: devono essere non solo docenti, ma anche psicologi, badanti, assistenti sociali, missionari e&#8230;avere anche il ruolo di sacca per gli allenamenti.<br />
Tutto questo senza alcuna formazione.<br />
Le famiglie, e i suoi componenti, vengono, più o meno apertamente, convinte con continui lavaggi del cervello da una mentalità corrente, a disfarsi del proprio ruolo di educatori e di educanti e di genitori e figli affettuosi, per dedicarsi più che ai propri parenti e figli a esigenze individualistiche e narcisistiche.</p>
<p>Il risultato? Lo vediamo tutti i giorni.</p>
<p>Giosby scrive</p>
<p>Nella situazione attuale in tutte le scuole vi sono ragazzi pericolosissimi per se e per gli altri. Avere in classe ragazzi pronti ad infilare la punta della matita negli occhi di un altro o di spappolare a calci la milza di un adulto perchè esasperati da un portatore di handicap bullo, sono situazioni di emergenza che purtroppo sono diventati la normalità in tutte le scuole.<br />
La cosa mi spaventa.<br />
Le famiglie interpellate e a cui si chiede collaborazione allargano le braccia e anzi tante contrattano. Altre collaborano. Nei confronti delle prime, anche e soprattutto nell&#8217;interesse non solo del minore in questione ma anche degli altri, non si deve intervenire con servizi sociali e tribunale dei minori?<br />
Con le seconde il discorso è diverso e si va insieme combattendo per avere servizi da parte delle Ausl.</p>
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		<title>Di: giosby</title>
		<link>http://www.giosby.it/2009/01/29/bullismo-a-che-serve-il-5-in-condotta/comment-page-1/#comment-2182</link>
		<dc:creator>giosby</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:29:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giosby.it/?p=857#comment-2182</guid>
		<description>Attenzione alle generalizzazioni Serenella. Mi sembra di capire che tu sia un&#039;insegnante.
Diagnosticare i ragazzi che hanno difficoltà con tanta facilità come &lt;em&gt;&quot;ragazzi che vivono in contesti familiari malati.&quot;&lt;/em&gt; è una semplificazione.
Quanto poi ad avere la cura già pronta: &lt;em&gt;&quot;allontanare il ragazzo dal contesto familiare per curarlo in apposite strutture&quot;&lt;/em&gt; lo trovo assolutamente fuori luogo e controproducente.

Comprendo che non sia affatto semplice per gli insegnanti avere a che fare con i ragazzi di oggi, ma probabilmente con i ragazzi di sempre.
Bisogna anche osservare che gli insegnanti non hanno in genere nessuna preparazione dal punto di vista psicologico per poter fare fronte alle difficoltà che incontrano.
Questo comporta un forte malessere soprattutto per gli insegnanti stessi che, essendo purtroppo impreparati e privi di strumenti, rischiano di essere travolti dalle situazioni più drammatiche rischiando anche le loro salute personale, sia fisica che psichica.

Ogni ragazzo ha le proprie difficoltà ed imputare automaticamente ai genitori la COLPA del loro malessere significa creare situazioni senza via d&#039;uscita.
Certo l&#039;impegno dei genitori è importante per il suo benessere e sono importanti anche le regole della scuola e della vita.

Ma pensare di risolvere i problemi accusando i genitori (o gli insegnanti) e creando sacche di emarginazioni con ragazzi MALATI e famiglie DISASTRATE mi sembra utile soltanto ad una specie di terrorismo affettivo.

Anch&#039;io proponevo una maggiore partecipazione dei genitori alla vita scolastica.
&lt;a href=&quot;http://giosby.splinder.com/post/18042627/La+scuola+ricomincia+tra+un+me&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Ne scrivevo tre anni fa nel primo blog&lt;/a&gt;

Certo, i servizi sociali possono sempre intervenire, ma dovrebbero essere un sostegno alle famiglie a agli insegnanti, aiutandoli a svolgere meglio le loro funzioni.
Favorendo i rapporti d&#039;amore ra genitori e figli, valorizzandoli, considerando che questi rapporti d&#039;amore sono l&#039;unica garanzia per il benessere non solo dei ragazzi, ma anche di chi lavora con loro e per loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione alle generalizzazioni Serenella. Mi sembra di capire che tu sia un&#8217;insegnante.<br />
Diagnosticare i ragazzi che hanno difficoltà con tanta facilità come <em>&#8220;ragazzi che vivono in contesti familiari malati.&#8221;</em> è una semplificazione.<br />
Quanto poi ad avere la cura già pronta: <em>&#8220;allontanare il ragazzo dal contesto familiare per curarlo in apposite strutture&#8221;</em> lo trovo assolutamente fuori luogo e controproducente.</p>
<p>Comprendo che non sia affatto semplice per gli insegnanti avere a che fare con i ragazzi di oggi, ma probabilmente con i ragazzi di sempre.<br />
Bisogna anche osservare che gli insegnanti non hanno in genere nessuna preparazione dal punto di vista psicologico per poter fare fronte alle difficoltà che incontrano.<br />
Questo comporta un forte malessere soprattutto per gli insegnanti stessi che, essendo purtroppo impreparati e privi di strumenti, rischiano di essere travolti dalle situazioni più drammatiche rischiando anche le loro salute personale, sia fisica che psichica.</p>
<p>Ogni ragazzo ha le proprie difficoltà ed imputare automaticamente ai genitori la COLPA del loro malessere significa creare situazioni senza via d&#8217;uscita.<br />
Certo l&#8217;impegno dei genitori è importante per il suo benessere e sono importanti anche le regole della scuola e della vita.</p>
<p>Ma pensare di risolvere i problemi accusando i genitori (o gli insegnanti) e creando sacche di emarginazioni con ragazzi MALATI e famiglie DISASTRATE mi sembra utile soltanto ad una specie di terrorismo affettivo.</p>
<p>Anch&#8217;io proponevo una maggiore partecipazione dei genitori alla vita scolastica.<br />
<a href="http://giosby.splinder.com/post/18042627/La+scuola+ricomincia+tra+un+me" rel="nofollow">Ne scrivevo tre anni fa nel primo blog</a></p>
<p>Certo, i servizi sociali possono sempre intervenire, ma dovrebbero essere un sostegno alle famiglie a agli insegnanti, aiutandoli a svolgere meglio le loro funzioni.<br />
Favorendo i rapporti d&#8217;amore ra genitori e figli, valorizzandoli, considerando che questi rapporti d&#8217;amore sono l&#8217;unica garanzia per il benessere non solo dei ragazzi, ma anche di chi lavora con loro e per loro.</p>
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