Il Nichilismo di Paolo Barnard.

Sabato sera ho partecipato all’incontro con Paolo Barnard ad Ascoli Piceno.

Barnard ha concentrato in circa 90 minuti il suo lavoro Il  più grande.crimine

Non sono esperto di economia, ma indubbiamente la sua visione della realtà economica internazionale, la perdita di potere degli stati europei dovuti alla impossibilità di stampare moneta e di legiferare, delegando tutto ai burocrati non eletti dell’Europa, è molto affascinante.
Ripeto: a occhio e croce mi sembra che nella logica di Barnard  (per sanare il debito pubblico è sufficiente che lo Stato sovrano stampi moneta a piacere) ci sia qualcosa che non funziona. Ma proprio “a naso”.

Chi fosse interessato all’argomento e volesse leggere una voce critica propongo questa.

Ma al di là degli aspetti economici, sono interessato ad alcuni aspetti del pensiero di Barnard, che non erano in tema nella serata. Io credo che concentrarsi troppo sull’economia sia anche un modo squilibrato di affrontare l’esistenza, dove l’economico sembra essere il segreto della felicità e gli aspetti di relazione, affettivi, i nostri sentimenti, la modalità di rapporto di natura simbiotica vengono messi in secondo piano senza diventare oggetto di studio e di ricerca. Ciò non significa che non sia lecito e doveroso interessarsi di economia, ma che, a mio parere occorre sempre tenere presente che ci sono aspetti della vita anche molto più importanti. Non si spiegherebbe altrimenti come sia possibile trovare casi di suicidio anche tra persone ricche sfondate.

Vorrei fare alcune osservazioni, che ho tentato di proporre anche nel dibattito, ma che non ho avuto modo di sviluppare.

Nel corso della conferenza Paolo ha spiegato che non vi è più alcuna differenza tra destra e sinistra e che una democrazia che ti permette di scegliere soltanto tra 2 contendenti (“lo schifo e l’orrore”)…

Ascolta QUI
L’unica soluzione proposta da Barnard sarebbe quella di non votare e di aggiungere sulla scheda elettorale una casella per scegliere “nessuno di questi” al quale poi corrispondano sedie vuote in parlamento. In tal modo, secondo lui, sarebbe possibile infine mandare a casa l’intero parlamento.

Io voglio ancora illudermi che una differenza ci sia, che sia possibile un progresso magari molto lento, ma che la nostra limitata possibilità di scegliere abbia ancora un significato.

Certo, la rappresentazione in parlamento delle sedie vuote per gli astenuti (anche per i non votanti) potrebbe essere significativo. Tuttavia io preferirei avere in parlamento e al governo qualcuno con cui poter dialogare e richiamare ad alcuni principi di fondo. Lo scrivevo già quattro anni fa ne “La Ragnatela del Grillo” nel Capitolo 4:

Cerchiamo di capirci un po’ meglio: io non sono d’accordo che chiunque vinca tanto è tutto uguale ! Questa, secondo me, è la via della impotente depressione ! Intendiamoci: il mio cuore batte a SINISTRA. QUANDO PER SINISTRA SI INTENDE: DEMOCRAZIA, DIRITTI CIVILI, SVILUPPO DEL PENSIERO AUTONOMO E INDIPENDENTE DELLA PERSONA, RISPETTO DELLE MINORANZE ETC ETC. POI possiamo discutere su quale sinistra si muova in modo + intelligente, ma l’antifascismo è un valore FONDAMENTALE sul quale non ho neanche interesse a discutere. Io mi sto riavvicinando alla vita politica, e anche partecipando a questo group, sto indagando dove ci possano essere spazi per esprimersi e cercare strade per migliorare. Non è detto, per me, che in tutti i partiti non ci sia nessuno spazio e TUTTI siano solo una banda di ladroni ! Ci sono sicuramente persone oneste e preparate che cercano di dare il loro contributo (anche a destra capita …) Però si può indagare insieme e verificare quali aperture ci sono nelle varie realtà locali …”

O anche nel Capitolo 13:

“Non ho inventato io certe categorie, servono a tutti per orientarci nel mondo.

Destra richiama conservatorismo tradizionalismo, nazionalismo e reazione

Sinistra ha a che fare con progressismo, riformismo, socialismo, uguaglianza sociale, comunismo e anarchismo.

Far finta che queste categorie non esistano è pura ipocrisia, è in definitiva QUALUNQUISMO! Anche se le generalizzazioni non mi piacciono, ma bisogna pur avere qualche punto di riferimento.”

Nella storia la lotta tra destra e sinistra ha visto lacrime e sangue e io non credo, come pensa Barnard, che la storia sia finita negli anni 80. Credo piuttosto che la sinistra abbia perso completamente la bussola, non abbia più un riferimento ideologico, come il comunismo, che, nel bene ma soprattutto nel male, è rimasto per circa un secolo un punto di riferimento fondamentale, da criticare finché si vuole, ma comunque una meta ideale da raggiungere, sia pur dopo innumerevoli correzioni per le aberrazioni che quasi tutta la sinistra ha sempre riconosciuto, fin dagli anni 60, quando si criticava aspramente l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati dell’URSS.

La caduta del muro di Berlino ha rappresentato la fine di un epoca, di una minaccia per l’Occidente che soltanto Berlusconi continua ad evocare come uno spauracchio per motivi propagandistici.

Eppure non si capisce più quale potrebbe essere l’ideale per la sinistra. Se non rivediamo una posizione centrale della persona umana, un rispetto dei diritti, un’attenzione per i bisogni naturali, per la cultura, per la conoscenza del significato della propria esistenza non come puro e semplice meccanismo produttivo, ma come persona dove i sentimenti e le emozioni sono preponderanti nella bilancia del benessere.

Questo aspetto viene invece colto maggiormente oggi dalla chiesa (che si richiama alla spiritualità) e cavalcato da Berlusconi (con il suo “partito dell’amore”)

Sono modi rozzi ma efficaci per attrarre un consenso altrimenti perduto.

La sinistra di fronte a tutto ciò rimane ubriaca ed intontita, senza comprendere e valorizzare le esigenze di ogni persona e richiamandosi soltanto ad un vano “più soldi per tutti” che rischia di apparire come una semplice truffa (considerando l’ipocrisia di tutti i nostri ricchi politicanti).

Io credo che, nonostante tutto ciò, abbia ancora un senso essere di sinistra e mi dispiace che, alla fine dei giochi, una persona come Paolo Barnard, che apprezzo per la sua volontà di capire il mondo, si riduca alla fine dei giochi a pensarla come Beppe Grillo che tanto critica: parlamento tutti a casa, destra=sinistra, non votiamo e, in ultima analisi, il risultato, seppure infarcito di un’altissima coscienza dello stato delle cose, diventa un semplice qualunquismo. Un inutile nichilismo.

Infine Barnard si lamenta delle migliaia di opinioni che si possono incontrare in Internet o, ancora peggio su Facebook.

Ascolta QUI

Barnard ha messo in rilievo come la partecipazione della gente alla vita democratica sia praticamente scomparsa nel nulla e come gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione, come internet o Facebook, non facciano altro che aumentare la confusione con la creazione di innumerevoli fonti, gruppi e posizioni spesso contrastanti e incompatibili tra di loro che creano, secondo Paolo, una specie di overdose di informazione che porta la gente a disinteressarsi di tutto a causa della eccessiva confusione.

Cioè da un lato si lamenta delle scelte ridotte del bipolarismo, destra o sinistra interpretate come schifo od orrore, mentre dall’altra si lamenta delle voci troppo numerosi ed assordanti che ritroviamo su Facebook, dove centinaia di gruppi si affollano a gridare la loro opinione.

Ma Facebook ed internet non sono altro che uno specchio della società.

Siamo noi che decidiamo come utilizzarli. Sono spazi enormi pieni di tutto e di più, ma siamo noi che selezioniamo di cosa interessarci al suo interno.

Lo dice lo stesso Barnard rispetto alla informazione televisiva:

“Lo scadimento dell’informazione in questo Paese riflette ciò che noi siamo, in tv particolarmente.”

Noi siamo liberi di scegliere un programma televisivo premendo il tasto del telecomando, ma caro Paolo, io la TV la guardo veramente poco, ma devo dire che la nostra scelta è davvero molto limitata e quasi sempre ci porta a  trasmissioni a dir poco nauseanti. Risponderai che potevamo pensarci prima e scegliere di seguire programmi diversi piuttosto che Mediaset, ma tuttavia potrai riconoscere che l’occupazione degli spazi televisivi negli ultimi 30 anni da parte del Signor B. si è allargata a macchia d’olio. E il risultato odierno, al di là delle analisi delle colpe è che la TV è una schifezza!

Almeno Internet permette una scelta MOLTO più vasta.

Sul fatto poi che nessuno va più in strada perché rincoglioniamo tutti dietro a una tastiera, mi sa spiegare il nostro Paolo perché di fonte a queste rivolte popolari in Egitto come in Libia si cerca subito di chiudere Internet, Facebook e Twitter?

Al di là di tutto mi ha fatto veramente piacere poter salutare e stringere la mano a Paolo Barnard.

Siamo usciti così dalla comunicazione virtuale, ci siamo potuti guardare in faccia e sentire una vicinanza al di là di tutto, delle opinioni differenti. Una comune volontà di continuare a ricercare una verità che sta comunque in fondo al pozzo.

Qualcosa in comune l’abbiamo senz’altro: siamo entrambi psicologi e praticamente coetanei !

Be Sociable, Share!

Facebook comments:

38 pensieri su “Il Nichilismo di Paolo Barnard.

  1. Il Debito Pubblico è una risorsa per lo STATo sovrano della sua moneta…Barnard si rifà alla Scienza della piena occupazione.Cercare Bill Mitchell,Randall Wray , Warren Mosler…ovvio che gli economisti mainstrem cercano di nascondere una BANALE VERITA’ OVVERO IL DEBITO Sovrano è LA RICHEZZA DI UNA NAZIONE.
    La sinistra Italiana appena è caduto il muro si è data alla Finanza Internazionale-

  2. Non so Andrea, davvero l’aspetto economico mi interessa molto relativamente. Io ho ancora qualche speranza sulle persone di sinistra, magari illuse, magari ingannate, qualcuna sicuramente in mala fede. Però è un ambiente in cui riesco ancora a trovare qualche argomento di dialogo, soprattutto riguardo a temi non economici ma legati alla sensibilità di ognuno di noi.

    Potremmo anche pensare al fatto che nel nostro secolo i poveri stanno probabilmente meglio di un ceto medio di 1000 anni fa.
    Inoltre i poveri Occidentali sono probabilmente considerati ricchi dai disperati morti di fame di altri continenti.

    In economia tutto è molto relativo. Ma quando parliamo dei nostri affetti ci rendiamo subito conto che essi esistono al di là del nostro portafoglio e sono essi a determinare molto spesso la nostra condizione.

    Non ti pare?

    _ _ _ _ _
    Attenzione: il sito in questi giorni ha qualche problema ed è in via di riparazione. Mi scuso per l’inconveniente con i lettori.

  3. Barnard ha riproposto un classico, vale a dire sempre la vecchia canzone ma con sempre nuovo titolo. L’errore di fondo, al di la dei vari contenuti trattati (che fungono da paravento), è certamente quello di suggerire al lettore una componente che in realtà non esiste: la distinzione tra cittadino (che in questo caso diventa solo spettatore) e stato (che è sempre il cittadino, tuttavia nel ruolo di attore). Dunque schizofrenia, il dissociarsi dalla realtà (da se stessi). Ovvio, poi, che ognuno di noi, in una sorta di monologo, può criticare se stesso (lo stato, la scuola, la burocrazia etc.) fingendosi estraneo (il classico passante che assiste ad una scena), e quindi eludere qualsivoglia responsabilità salvo poi, ma solo quando gli conviene, reclamare giustappunto questo diritto che prima ha negato. Ovvio, inoltre, dato che gli altri usano lo stesso incantesimo, che in questo modo non si ha mai un colpevole. In pratica l’orco (noi) violenta il bambino (la democrazia, i diritti, i poveracci del globo, la natura etc.) e in seguito, dopo il risveglio, si assolve da sé in quanto ha solo assistito alla scena (oltre che ad avere vissuto di sola aria visto che non ha mai toccato alcuna sostanza reale). Perfetto. Peccato che non funziona più, e non perché la gente è stufa ma perché ha sfruttato oltremodo questo meccanismo infantile che esige la doppia identità (spettatore e insieme attore). Cioè non può più funzionare se a praticarlo è la maggioranza degli esseri umani. E, infatti, oltre ai debiti materiali, vi sono anche quelli ambientali, l’ecosistema ridotto a brandelli. Sicché: non è l’essere umano ad avere capito perché appunto divenuto improvvisamente umano ma perché giunto al capolinea, ossia costretto a confrontarsi con una realtà ben più possente delle sue parole, la natura. E il pianeta è una solo, la torta da spartire quella di sempre, e non moltiplicabile con il solo impiego dell’immaginazione. Pare quindi assodato che la matematica alla fine, dopo essere stata per millenni ripetutamente elusa, si stia riconfermando da sé. Tuttavia, Giosby, possiamo ancora fingerla non tale, ovvero riesumare (o sostenere) una vecchia canzone senza dichiararci pertanto responsabili. Basta fingerci solo spettatori e non invece attori. E di profeti ce ne sono a bizzeffe, ti basta ricordare il tuo ex-idolo Marx che hai sostenuto (nel ruolo di attore) per quattro decenni e insieme scordare (nel ruolo di spettatore) le vittime della sua teoria, oppure rifarti a qualche taglia più piccola come all’epoca hai fatto con Grillo e insieme scordarti che ha per leggerezza spento tre vite umane per poi procedere a parlare di giustizia e onestà come se la vita (altrui) nulla fosse. Proprio come d’altronde ognuno di noi, chi più chi meno, ha fatto dacché fatto altrettanto suo suddetto meccanismo “incolpa tutti gli attori all’infuori di me unico spettatore”. E te l’ho appena dimostrato come è facile, cioè additarti e insieme escludermi da tutto ciò. Grazie per lo spazio che mi hai concesso.

  4. Questa storia Hugo Kolion (Rettore Claupi) l’ho già letta, scritta da te, innumerevoli volte.
    Contiene qualche elemento di verità e qualche altro di fantasia.
    Anche perché non propone soluzioni …
    Quanto alla mia auto-assoluzione ti rimando qua:

    http://www.giosby.it/2009/12/26/natale-fa-schifo-e-noi-siamo-delle-merde/

    Il problema è che nonostante sappiamo tutte queste cose ci sentiamo tutti alquanto impotenti.
    Pensa tu, che scrivi sentenziando sulla mia esistenza che conosci ben poco, ma che sei costretto da anni a nasconderti nell’anonimato vittima delle tue paranoie o di un mondo davvero troppo crudele, per le tue personali ragioni non puoi neanche permetterti il lusso di rivelare la tua identità.

    Una condizione ben misera.
    Ma il mondo è bello perché è vario.
    Grazie per la visita.

  5. Non propone soluzioni? Tutt’altro: propone l’auto-limitazione. Nel tuo caso, per tornare a certe tue esperienze, avrebbe significato non sostenere crimini come quelli perpetrati in nome della solidarietà internazionale, ancora meno dacché si sapeva di questi crimini (dopo la morte di Stalin). Come vedi, non è poi tanto difficile mettere in pratica il buon senso. A te potrà sembrare poco, tuttavia non a chi è stato ferocemente privato della sua vita anche grazie al tuo contributo durato oltre quattro decenni. Un contributo, il tuo, che a te è costato poco ma non a chi l’ha subito. Prova a metterti nei loro panni, ad immaginarti come deve essere quando hai dinnanzi questa ferocia che allora si reputava necessaria e oggi per esempio si chiama “un blog per discutere, ragionare, crescere” … che con un giro di parole non soltanto tenta di cancellare la propria responsabilità ma soprattutto il dolore di chi ha perso un suo caro … che per sé reclama il diritto di fare morire altri mentre lo preclude ad altri, esempio a chi come i fascisti e nazionalsocialisti si è altrettanto adoperato in tal senso … come se un morto per mano destra lo fosse di più che uno per mano sinistra … E a proposito di anonimato, a me non sembra che il tuo nome stia scritto su qualche tomba di chi ha pagato la tua idea … o sbaglio?

  6. Che noia Hugo Kolion, (Rettore Claupi) sei molto ripetitivo sai …
    Penso che ormai sia chiaro il tuo pensiero, ma tu no ti stanchi mai …
    Ognuno cerca le proprie soddisfazioni come meglio crede nella vita …
    Contento tu …

  7. Il tuo modo di ragionare è interessante: ciò che conta sono solo io, una specie di DIO, giudice supremo che ci fa sapere quale vita all’infuori della propria sia da ritenere degna di attenzione, e quella delle vittime del tuo credo (purtroppo per loro) non contava e tuttora non conta minimamente e pertanto, dato che assolutamente insignificanti, è come se non fossero mai morti. Lo stesso atteggiamento, il tuo, come quello del tipico criminale o sostenitore nazista, che dopo il suo lavoro, l’avere predisposto o sostenuto l’eliminazione fisica di migliaia di persone, se ne tornava a casa e si metteva a giocare con i suoi figli. E, infatti, il processo di Norimberga ci ha mostrato sia artefici che sostenitori di immani crimini assolutamente dissociati da quanto avevano causato o comunque appoggiato. Ovviamente, e qui torniamo all’onnipotenza (impossibile per natura) che ti fa credere immune (ma solo a parole), per cui l’esperienza, ogni prova contraria al tuo credo, non conta. Indipendentemente se sia costituita da qualche centinaio di milioni di vittime o da quelle tre persone che Grillo ha spento per leggerezza. Mentre, per ciò che concerne un tuo avversario, la stessa auto-assoluzione non conta, e difatti in tali casi l’esperienza la usi come fonte di prova. Conta ogni pelo utile ad inchiodare l’infame di turno. Tu chiamala se vuoi schizofrenia o pseudo-onnipotenza di un soggetto capace di tutto ma purtroppo per lui, e fortunatamente per chi non la pensa come lui, completamente sprovvisto di quel reale potere per mettere realmente in pratica la propria esaltazione mentale. Tuttavia, dove hai potuto hai sabotato la società democratica che adesso, dacché sepolta sotto le macerie del muro di Berlino la tua ideologia anti-democratica, fai tua come se così fosse sempre stato. Tu chiamalo se vuoi l’uomo nero travestito da fata bianca. Oppure schizofrenia (comune a tutti noi, eccetto Giosby perché munito di auto-certificato che gli attesta una purità extra-umana). Come vedi, anche al sottoscritto interessa mettere in risalto il lato meno bello dell’avversario di turno, esattamente come fai tu. Concorderai, quindi, sull’inutilità di questo eterno girotondo tutti contro tutti, o sbaglio se credo ancora di trovarmi in un blog IDEATO per discutere, ragionare e CRESCERE?

  8. Il tuo modo di ragionare invece NON lo trovo interessante, poiché ripetitivo e sempre a cantare la stessa canzoni, con giri di parole che non portano a nulla.
    Ragionare, discutere e crescere è una cosa, mentre continuare ad attribuire agli altri ciò che si preferisce è una cosa diversa.
    Considerando per altro che nessuno ha il piacere di conoscerti, solito anonimo Hugo Kolion, e che tu continui a sparare sentenze pesanti senza conoscere nulla della mia vita.
    Ti ricordo che si continua a tollerare la tua anonima presenza. Speravo che il tuo senso di civiltà ti permettesse di astenerti dal commentare senza contravvenire all’unica regola del blog: avere un indirizzo email valido e raggiungibile.
    Ma evidentemente l’ostinazione è più forte di te.
    Se qualcuno volesse ulteriormente annoiarsi con le tue rimostranze può ritornare sul vecchio blog di SILVANO Z. e seguire una storia vecchia di tre anni.

    http://silvano-z.blogspot.com/2008/02/l-arroganza-dei-grillini.html?showComment=1210232340000#c970186507289576605

    Ma che senso ha continuare a ripetere la stessa tiritela?

    P.S. se proprio qualcuno vuole rischiare il suicidio per noia può anche andare a leggere qui la penosa storia …
    http://silvano-z.blogspot.com/2008/05/la-trasparenza-di-grillo.html?showComment=1213283280001#c1628687999363014615

  9. Tuttavia, quando dici agli altri (e a te stesso) le stesse cose che dico io …

    giosby Dice:
    14 Gennaio, 2008 a 7:19

    Caro Ramon,

    Sappi che … io ho continuato a votare, da più di trent’ann prima Democrazia Proletaria e poi Rifondazione.
    Sappi che nell’ultimo anno mi sto interessando maggiormente e, approfondendo meglio, non so più che pesci pigliare, se non una strada che cancelli tutti i pregiudizi che abbiamo costruito in anni di barriccarte, fisiche e politiche.
    Tu dici che non ti penti delle nostre barriccate di 35 anni fa!
    Eravamo fianco a fianco e gridavamo:
    “Viva il compagno Giuseppe Stalin! Terrore dei fascisti, terrore dei padroni!”

    http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/12/le-cose-vanno-molto-male/#comment-54

    giosby Dice:
    14 gennaio, 2008 a 14:48

    Caro martinetti,
    non sono io antipatico, ma è antipatica la storia purtroppo lastricata dai cadaveri lasciati alle spalle dal comunismo.
    Questa è la realtà, che ci piaccia o no!
    Fino a quando raccontiamo che milioni di morti sono un piccolo peccato originale, dubito che possa esserci un progresso!

    Un poco di serietà, di onestà e di buon senso per favore e non sempre a raccontare la favola di Babbo Natale!
    Ciao

    http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/12/le-cose-vanno-molto-male/#comment-57

    Allora il discorso è diverso … ?

  10. Non si capisce dove sia il problema. Forse c’era bisogno del tuo intervento per scoprire gli orrori del comunismo?
    In cosa consiste perciò il tuo contributo?
    Barnard afferma che tutti i politici, di “destra” e di “sinistra” sono in realtà delle marionette manovrate dalle lobbies del capitalismo.
    Ovvero l’economia domina la scena politica e i partiti non sono altro che attori della stessa commedia che si alternano a recitare la stessa parte, più o meno camuffata.
    Io osservo anche questo aspetto, ma non ho perso completamente la speranza di un movimento politico che sia orientato a sinistra, in quanto nella sinistra riconosco idealmente una maggiore attenzione agli aspetti più umani, più sociali e non una semplice soluzione matematica di tutti i problemi.
    Tu pensi che non ci sia molta differenza tra Stato e cittadino, e in questo concordi con Barnard, Prodi, Paolo Guzzanti e Leopardi …

    Forse non siamo neanche così distanti, basta non diventare noiosi …

  11. Una maggiore attenzione agli aspetti umani = finora (anche per chi si reputa di sinistra) essersi raccontati belli fuori, perché, fatti alla mano, altro non sembra essere venuto fuori. Essere noiosi = ripetere (nonostante prove contrarie) sempre gli stessi slogans (vedi qualche decennio consumato ad ostacolare verbalmente l’avversario di turno anziché produrre reale sostanza, cioè migliorare o rendere meno peggio l’attuale sistema politico). Pardon, i leader di sinistra, almeno loro, contrariamente a chi acclamava questi personaggi, non è che se la sono passata male grazie al business del dissenso simulato (vedi qualche barca a vela o immobile di lusso di troppo). Per quanto concerne lo stato = insieme di persone legate da vincoli comuni e non, come alcuni credono, un corpo staccato dall’insieme e pertanto osservabile come si può fare con la luna perché a una certa distanza dalla terra che abitano. E, dunque, solo se eludi “convenientemente” tutto quanto ostacola un tuo punto di vista riesci a giungere alle tue conclusioni. Diversamente ti tocca dovere affrontare la realtà, cioè te stesso. E questo lo sai, esattamente come lo sa ogni essere umano, tuttavia preferisce fare finta di non essere l’orco che finge di non avere violentato il bambino. Tu chiamalo se vuoi doppio legame, oppure paradosso, e proprio tu sai bene di cosa sto parlando. Dunque, sai bene che la confusione non è altro che una situazione creata da chi intende trarre un vantaggio personale sfruttando l’ambiente circostante. Ovviamente inconsciamente, tuttavia la barca a vela l’ha usata veramente, alla faccia dei poveracci di questo pianeta. Dopodiché gli basta fare girare qualche buona parola per escludersi dal mondo sostanziale, per fingersi solo spettatore rimasto lì al molo ad osservare uno che se ne stava andando in barca. Tu chiamalo se vuoi monologo, oppure perversione per cui l’insieme attore-spettatore prova piacere nel tormentare, beffare, gratuitamente i suoi simili con parole e atti che provochino dolore. E siccome non è l’unico a cimentarsi in tal senso, può insieme a chi la pensa in uguale modo, la propria società, negare qualsivoglia evidenza con il solo impiego di qualche bella parola. E siccome non risiede nell’unica società del globo che si cimenta in tal senso, eccoti spiegato il mondo umano apparentemente variegato ma sostanzialmente uniforme. Per cui, semmai qualcuno è ridicolo, allora chi crede ancora nella diversità raccontata ma finora mai comprovata. Perché ovunque nel mondo umano, dacché l’uomo si è affacciato sulla terra, la canzone è sempre (stata e tuttora è) la stessa. A cambiare, semmai, è solo il titolo.

  12. E invece le tue cosa sono, se non tante belle (?) parole?
    Senza sapere, per altro, se sguazzi nel lusso o arranchi nella miseria.
    Un altro amante del nichilismo, considerando le tue speranze di cambiare ridotte a zero.

  13. L’atteggiamento di chi rifiuta qualsiasi certezza, esempio quella di milioni di morti, perché convinto che la vita (altrui) fuoriuscita dal nulla, quindi priva di valore, a me sembra, secondo quanto tu stesso hai ammesso a Mantovani e anche in questa sede, essere una componente tua, per cui il nichilismo, che nel tuo caso si proponeva, senza valida alternativa alla mano, di distruggere l’ordinamento politico e sociale nel quale vivevi, non mi pare argomento appropriato. Ed è qui che ti ripeti e con ciò dimostri di non volere accettare la realtà, riproponendo, dopo la conta dei cadaveri, quanto appena li ha prodotti. Se quindi uno di noi due è noioso, poiché si auto-reputa perfetto, e pertanto non soggetto all’evidenza, a cambiamenti, a paragoni, probabilmente colui che insiste nel riproporre la vecchia canzone cambiando semplicemente il titolo. Tuttavia, dal nulla non potrà mai fuoriuscire che il nulla. Ed è il nichilista a dimostrarlo, contraddicendo se stesso, perché in tal caso, se possibile la sua convinzione, non avrebbe avuto nulla da ostacolare in quanto l’ostacolo inesistente. E non bastano certamente le sole parole per azzerare qualsivoglia realtà, diversamente, per chi vi crede per davvero, non resta altro che l’isolamento dal mondo circostante. Cosa che, nel tuo caso, è avvenuta. Ti basta rileggere quanto fin qui hai sostenuto, quel tuo monologo che non ha bisogno di confronti in quanto reputa il mondo circostante inesistente, appunto privo di valore. Sicché ovvio come la tua condizione sia per te l’unica possibile. Tu chiamalo se vuoi autismo, il ripiegamento dell’individuo su sé stesso, ciò che accomuna ogni essere umano. Ma, ed è qui la differenza, non le conseguenze che vi fuoriescono.

  14. Ho già perso fin troppo tempo dietro ai tuoi pensieri inutili quanto arzigogolati.
    Caro Hugo Kolion (Rettore Claupi), puoi sostenere ciò che ti pare, ma ciò che è più che evidente è che tu qui intervieni in barba alla elementare regola scritta chiaramente su questo spazio:

    Commenti aperti a TUTTI con indirizzo e-mail VALIDO e RAGGIUNGIBILE

    Tu non rinunci al tuo anonimato? Benissimo, affari tuoi.
    Andrai a scrivere il tuo pensiero da qualche altra parte.
    Buona fortuna

  15. A parte le disquisizioni qui sopra che non ho capito affatto (ignoranza mia…), credo che in realtà l’economia e le scelte economiche condizionino l’intera esistenza e abbiamo condizionato nei secoli dei secoli chi ci ha preceduto.
    Non c’ero quel giorno, ma dato che gli argomenti proposti sono gli stessi leggibili sul sito di Barnard mi vien da dire che come usuale l’analisi è lucida e questa volta in più una soluzione possibile (non che sia realizzabile visti i tempi) l’ha data. Non si tratta del non votare, risolverebbe cavoli, ma di qualcosa che ha scritto e che forse è irripetibile per quanto è crudo.
    Nichilista o meno, non saprei dirlo.
    Una domanda la faccio, per me anni fa è stata rivelatrice di quanto sia vero che c’è un disegno ben preciso da parte di alcune lobby.
    Perchè chiamiamo terrorismo quello che dovrebbe chiamarsi stragismo?

  16. Ciao Silvia! Sai che non ho capito la tua domanda?
    Quanto alle lobby che tutto comandano “oscuramente” non mi sembra una scoperta sensazionale, ma una cosa alquanto ovvia.

    Il problema è che io pongo l’attenzione su qualcosa di diverso, al di là dell’economia.
    E questo per un semplice motivo: al di là delle nostre condizioni economiche abbiamo relazioni umane che sono vissute più o meno bene e dove gli aspetti affettivi e sentimentali sono sempre più condizionati dagli aspetti economici.

    Renderci conto di questo ci permette di vivere un pochino meglio, al di là del nostro piccolo o grande conto in banca.

    Ti pongo allora una domanda diversa: come mai i suicidi sono maggior nei paesi ricchi?

    La violenza, l’omicidio, hann0 spesso un movente economico, ma anche un movente patologicamente affettivo, come la gelosia.
    In questi casi si percepisce e si gestisce il sentimento con un linguaggio economico, con il concetto di possesso.
    Il suicidio, per quel che capisco, è un indice della impossibilità di gestire la propria affettività in modo non economico.
    E quando iniziamo a parlare soltanto di economia, specie se siamo psicologi, c’è qualcosa che mi disturba.
    Ma probabilmente è soltanto un mio problema personale …
    Ciao!

  17. Ciao giosby,
    qualcuno (di cui ti stupiresti nel conoscerne l’identità) mi ha detto tempo fa, “Ama molto, è l’unica cosa che ti può salvare. Altro non c’è”.
    Detto questo è vero, abbiamo relazioni umane e dovrebbe essere questa la cosa più importante. Il problema però è che se uno per
    sopravvivere è costretto a mangiare un altro essere umano c’è qualcosa che non va. E non solo a livello umano.
    Si potrebbe dire se curassimo tutti il lato umano delle persone non si arriverebbe a tanto, sì belle parole, ma nei fatti non saremo mai tutti
    ligi e onesti, tutti umani, tutti leali, etc.
    Non me ne frega nulla del conto in banca della gente e nemmeno del mio (almeno fino a quando non dovrò andare a cercare da mangiare
    nei bidoni della spazzatura (si riesce a campare anche con poco meno di 500 euro al mese se si vuole).
    Sono la prima ad apprezzare forme comunitarie che non rivolgano importanza unica nel denaro e credo di averne disquisito anche qui
    fino ad annoiare (:D quando credo in qualcosa non mollo l’osso).
    C’è un però.
    Imparare a conoscere certi meccanismi mi sembra molto importante e non sono argomenti semplici da afferrare.
    L’economia regola la nostra vita che lo vogliamo o no. E la dimostrazione è anche quel che dici tu, non può rimanere un argomento di secondaria importanza.
    Anche perchè le conseguenze (suicidi con movente economico, violenze con movente economico etc) non sono altro che quello la manifestazione che quel che scrive e cita Barnard (che non è il primo a falo, non sono novità è verissimo) è tangibile e reale.
    La mia domanda era proprio in funzione di questo, perchè chiamiamo terroristi coloro che compiono una strage?
    Perchè senza accorgercene ci hanno portato anche a questo.

  18. Ciao Silvia,

    come avrai capito ultimamente non ho molto tempo per seguire il blog, ma comunque … meglio tardi che mai !
    Condivido il tuo anonimo consigliere, ma dai, se mi incuriosisci così adesso devi anche dirmi chi è!
    Stupiscimi!!!

    Tu dici: l’economia è importante e non è semplice da afferrare. Perfettamente d’accordo. Io per esempio faccio fatica ad afferrare tanti problemi economici e, in parte, rinuncio a capire.

    Eppure anche l’amore è importante. Si può morire di fame, ma anche per mancanza di amore, vera o presunta, si può morire o uccidere.

    Ma il linguaggio del denaro è, almeno in un certo senso, molto chiaro. Risponde ad una logica matematica, cui non si sfugge. Ed è un linguaggio che permette il controllo.
    Impariamo da bambini a controllarci, controllare le nostre evacuazioni, le feci, regolare l’alimentazione, l’igiene.
    L’educazione sembra essere una grande strada verso il controllo.
    Anzi, pensa che noi abbiamo il Ministero per l’Istruzione (come le istruzioni per l’uso?) e non per l’Educazione, che è cosa ben diversa …
    Ed il denaro risponde perfettamente a questo bisogno umano di controllare.

    Ma con l’amore è tutto diverso. Non possiamo quantificare. Non possiamo pesare. Non possiamo contare.

    Dobbiamo usare tutto un altro modo di sentire, non si può quasi neanche parlare di pensiero, non trovi?

    Be’ il discorso ci porta lontano …
    Comunque non ho ancora capito una cosa: perché trovi così importante sottolineare la differenza tra due parole che mi sembrano molto simili, terroristi e stragisti?
    Non so, sono perplesso …
    Ciao

  19. Ritengo che Paolo Barnard abbia ragione …. su molte cose …. dice e denuncia quello che la sinistra oggi non vuole piu’ vedere …. ( ma il PD e’ di sinistra?)

  20. Per quanto si tenti di esorcizzare, perchè fa male, l’informazione e non “visione” Barnardiana…..è questione di tempo…..si rivelerà tragica verità. Lui sta informando, sta pagando sulla sua pelle un caro prezzo secondo me. Sono d’accordo che l’economia DECIDE gran parte dell’esistenza ed i rapporti interpersonali. Cosa sono e perchè tutte le persone si alzano alla mattina per LAVORARE come MACCHINETTE radiocomandate? La sua disamina, che cita decine di fonti tra l’altro…con nomi e cognomi RISCONTRABILI, ha un sapore apocalittico per la sua grandezza d’insieme, che ti fa sentire troppo piccolo per pensare di poter cambiare repentinamente una tendenza. E a fronte di questo si tenta anche qui di sminuire, render meno credibile, dire…MA DAI non sarà mica tutto così IMPOSSIBILE ??E’ pazzo….ESAGERATO. Se vi pare che l’andamento attuale che si VEDE tramite media di massa sia solo una parte della realtà, Paolo ha RAGIONE e va RINGRAZIATO per quello che sta divulgando.Una bella lezione di storia economica e sociale, quella che muove realmente le nostre misere fila.

  21. Paolo Barnard cerca di fare informazione, e perciò va comunque ringraziato.
    Non mi sarei mai occupato di lui se non lo trovassi interessante.
    Ciò non toglie che mi sono permesso qualche critica.
    Ovvero possiamo fotografare la realtà, ma quando offriamo l’immagine al pubblico tutti devono ricordare che si trovano di fronte ad una particolare foto scattata da un particolare punto di vista con un particolare obiettivo ed una certa luce …
    Le immagini di Barnard da un lato invitano alla rivoluzione mentre dall’altro si rassegnano all’impotenza.
    Possiamo anche percorrere qualche altra strada, no?

    P.S. Attualmente il sito di Barnard http://www.paolobarnard.info sembra essere stato rimosso, con tutto il materiale in esso contenuto. Non mi sembra un grande segnale di amore per l’informazione. Ma come sempre capirò male io
    🙂

  22. Salve,
    si sa per caso se il sito è stato chiuso da Paolo Barnard, o qualcun altro l’ha rimosso?
    Non ci ho capito molto onestamente.
    Prima leggo che il sito è chiuso e solo a disposizione ed infine nemmeno più questo.
    Qualcuno ne sa qualcosa?
    Ho visto qualche volta Barnard in conferenze e dava stimoli più che interessanti (le critiche credo ovviamente, appartengano all’umano…).
    Grazie,
    Damiano Ansaloni

  23. Non so nulla del sito di Barnard. Penso che molto semplicemente l’abbia chiuso lui. Più volte ne aveva manifestato l’intenzione.
    Anche a me spiace per la quantità di materiale interessante andato perduto.
    Comunque molti articoli si trovano qui:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Search

    digitando “Barnard” nel modulo di ricerca di Comedonchisciotte si trovano molti articoli.

    Sembra ancora presente su You Tube:

    http://www.youtube.com/results?search_query=paolo+barnard&aq=f

    Grazie
    Ciao

  24. Grazie per la tempestività nel rispondere!
    Peccato per la rimozione del sito, ancor peggio se avvenuta per sua volontà; avevo iniziato a leggere alcuni articoli e li ho trovati molto interessanti…
    Grazie ancora e buon lavoro,
    Damiano Ansaloni

  25. Non e’ morto.Non si e’ spento.E’ sufficiente fare una ricerca su Google non italiani, quello Inglese per esempio, e troverete un Barnard attento,vivo e attivo come sempre.Solo esplicando in Inglese..Ci sono delle interessanti riflessioni sulla Palestina di fine Luglio.Aprite gli occhi.

  26. Ciao OcchiAperti.
    Se sei così gentile da indicare un link dove poter trovare nuovi scritti di Barnard ci fa piacere.

    Io, seguendo il tuo consiglio, ho interrogato google.co.uk e ho trovato una conferma del suo “ritiro a vita privata” qui:

    http://www.statoquotidiano.it/05/05/2011/paolo-bernard-a-foggia-lultimo-intervento-pubblico/47883/

    Apprezzo le collaborazioni e le informazioni che aggiungono qualcosa al dibattito.
    Gli sfoggi di “so tutto io” senza offrire poi un appiglio reale per qualche notizia in più li apprezzo un po’ meno.

    Allora, caro amico, aiutaci tu a tenere gli occhi aperti …

    P.S. ho cercato anche “Paolo Barnard Palestina Luglio 2011” ed ho trovato questo video:

    http://www.ilvasodipandora.co.uk/2011/07/paolo-barnard-israele-e-palestina.html

    E’ una conferenza di Barnard, pubblicata dal sito in Luglio, ma, a giudicare dall’abbigliamento dell’oratore, dubito che sia molto estiva …

    Io tempo ne ho poco. Per favore se hai notizie informaci, altrimenti evita di farmi perdere altro tempo inutilmente.
    Grazie

  27. Scusate sono capitata per caso e di passaggio in questo sito sulle tracce del pensiero sul web delle parole pesantissime di Paolo Barnard nel “il più grande crimine”
    @giosby : Silvia ha ragione quando dice che:” l’economia e le scelte economiche condizionino l’esistenza”…. che esiste altro….bene….interessante… è un altro argomento.
    Non so se ti sei accorto che il sito di critica che hai postato non è una critica ma uno sfogo. Chiedo almeno una sola affermazione su base scientifica e non una serie di insulti.

    @ Maurizio, presumo sia tutto corretto quanto dice Barnard, però, siccome queste informazioni indicano fatti gravissimi che peserebbero sulla nostra e su quella dei nostri figli per l’affermazione di Silvia sopra riportata, forse è bene essere certi che sia così.
    Barnard dice: che ormai non possiamo più nulla senza la moneta nazionale, che ormai siamo stati venduti e vinti…scusa ma io non ci sto
    e neanche ho intenzione di dedicarmi a raccoglier margherite giosby, se era quello l’invito nel tuo cambiar discorso alle parole di Silvia.

    Andiamo al sodo: quanto dice Barnard è confutabile? e se sì, dove e perché?
    Cerco di capire.
    Qualcuno è in grado di rispondere in modo scientifico?

  28. Ciao rumegusc!
    Scusami ma sono all’estero e al momento non ho tempo.
    Ma risponderò, non temere.
    L’unica cosa che vorrei chiederti però al volo è dove leggi gli insulti, perché almeno capisco meglio di cosa dovrei parlare …
    Grazie
    A presto

  29. Rumegusc, ho trovato il tempo di rileggere un poco del sito da me proposto e devo dire che, anche se a volte è un po’ pesante nei confronti di Barnard, non mi sembra di soli insulti e qualche critica sembra sensata.
    Ma, ti ripeto, l’economia, per quanto importante, mi annoia. E’ più forte di me. E perciò non ci provo neanche a confutare scientificamente le ipotesi di Barnard.
    Trovo che sia un peccato che una persona brillante come Barnard, capace di dedicarsi al giornalismo producendo servizi come quello sul terrorismo USA, solo per fare un esempio, si ritiri poi nell’ombra e senza più alcuna energia da dedicare all’informazione.
    Forse lo abbiamo troppo criticato, e non abbiamo fatto uno sforzo per capire il suo malessere. Ma c’è da dire che anche Paolo non sembra essersi spiegato molto bene.
    Spero che stia bene e possa tornare a far sentire la sua voce.

  30. Il problema è che Barnard è stato criticato nel modo peggiore per un giornalista, cioè in modo inappropriato, con critiche che non c’entrano nulla col suo lavoro. Qusto significa che non è stato capito, è stato frainteso e ha speso la sua intelligenza e professionalità per gente che non se ne fa nulla. Non ti sentiresti male? Anche tu ammetti di non saperlo confutare perchè l’economia ti annoia…mi dispiace che ti annoi, ma sappi che è il pane che mangi, sono i libri che compri e che nessun amore e legame familiare può vivere decentemente nella precarietà economica. Invece di cercare di capire, alla conferenza te ne sei saltato fuori con la questione delle donne che ci stava come i cavoli a merenda! Le sue argomentazioni sono puntuali e dal punto di vista accademico, perfette. Ha scritto tutte le motivazioni per cui il signoraggio è una mistificazione, la lotta e l’impegno vanno portati su un altro obbiettivo, e ai suoi incontri andavano principalmente signoraggisti fanatici che insistevano a ripetere meccanicamente palesi idiozie. In questa Italia non puoi rompere il giocattolo a nessuno, Barnard l’ha rotto praticamente a tutti per amore della verità e questi si incazzano invece di fermarsi a riflettere e, in piena onestà intellettuale, dire” meno male che Barnard mi ha aperto gli occhi! Finivo col perdermi per anni in una enorme cazzata…”
    No, tutti contro a dire che è scontroso, si spiega male, infinite illazioni sulla sua persona, sulle sua vita privata, sul suo malessere e non un vero serio, costruttivo dibattito SU QUELLO CHE DICE.
    Ciao

  31. Ciao Chiara!
    Io credo che se qualcuno cerca di spiegare delle cose e sono ben pochi a capirlo con ogni probabilità dipende dal fatto che si spiega male.
    E’ troppo comoda la spiegazione che gli altri sono tutti fessi.
    Poi è ben possibile che qualcuno precorra i tempi e, dicendo delle grandi verità si trovi a scontrarsi con un pubblico che non è ancora preparato a recepirle.
    La storia è piena di persone la cui genialità è stata scoperta soltanto dopo la morte.
    Purtroppo non sono esperto in economia, o quanto meno nella economia mondiale di cui si occupa Barnard.
    E’ un tema più grande di me, non ho il tempo per occuparmene ed ognuno ha i suoi limiti.
    Barnard mi interessa soprattutto come persona, mi ha fatto piacere conoscerlo e mi dispiace che sia sparito dalla circolazione.
    L’economia di ognuno di noi è un aspetto importante, ma in realtà in Occidente, bene o male, tutti riusciamo a sopravvivere.
    Ovviamente il grande divario tra ricchezza e povertà non è certo un pregio della nostra società, ma è proprio in nome delle necessità economiche che ci vengono propinate le peggiori schifezze.
    Per esempio si interrompe al più presto possibile l’allattamento al seno dei neonati, che potrebbe comodamente continuare fin oltre i due anni, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che ha un grande beneficio sia per la madre che per il bambino, in nome dell’economia e della necessità della madre di andare a lavorare.
    Anzi, questa pseudo necessità è diventata un diritto irrinunciabile che le donne stesse esigono come aspetto della loro libertà. Cioè il diritto di rinunciare alla gioia e al piacere della maternità.
    Molto spesso le donne tornano a lavorare per guadagnare i soldi con cui poi pagano la baby sitter! Davvero incredibile, se ci si pensa per bene, come l’economia possa separare e distruggere la nostra affettività.
    Questi sono gli aspetti dell’economia che mi interessano. Sono aspetti che entrano pesantemente nella nostra vita quotidiana e dal quale dipende il futuro dei bambini.
    Per questo, anche nella conferenza, ho cercato di spostare il punto di attenzione sugli aspetti più vicini alla vita personale di ognuno di noi.
    Sicuramente anch’io in quella occasione non sono riuscito a spiegarmi bene e, forse ero un po’ fuori luogo.
    Ho interessi paralleli a quelli di Barnard, ma mi sembra di cogliere nella sua persona delle affinità al mio pensiero, alle mie considerazioni, al mio modo di sentire.
    Perciò mi manca la sua presenza, come credo manchi a molti.
    Egli a volte esprime le aspirazioni di tutti noi, reali o fantasiose che siano.
    Ciao e grazie per le tue osservazioni, mi hanno permesso di riflettere ancora un po’…

    P.S. Sulla precarietà …
    http://www.giosby.it/2011/04/10/il-precario-e-il-clandestino/

  32. In occidente bene o male riusciamo tutti a sopravvivere? Ma davvero? Lo sapevi che i suicidi in Grecia sono raddoppiati? La dici tu questa bella verità ai loro familiari? Vogliamo parlare dell’ondata di suicidi che dal 2008 al 2009 ha provocato la politica di flesibilità del lavoro di France Telecom? Mi pare siano arrivati a 24! Ventiquattro! Quando ammazzano tre soldati in servizio di guerra in Afganistan, la chiamano “strage”.
    Lavorare, per una donna che abbia voglia e capacità, dovrebbe essere un diritto, e invece è una necessità. Obbligo, non scelta. E il fatto che devi pagare la baby sitter aumenta la necessità di denaro. Impresa sempre più difficile con la contrazione dei salari…per esempio io, per guadagnare quanto basta a non finire sotto un ponte, vado a lavorare a 40 km da casa. Ho due figlie (allattate fino ai17 mesi), l’affitto da pagare, l’asilo… Nella mia provincia le aziende hanno tutte chiuso o sono in cassa integrazione. Questa economia sta uccidendo anche a me. Ho fatto un incidente stradale per stanchezza e stress che mi è costato € 2300 di carrozziere…al pronto soccorso ho pianto tutto il tempo…i medici pensavano fosse il dolore…era la disperazione…

    Adesso parliamo della gioia della maternità…
    Parliamo dell’opulenza occidentale…
    Parliamo della noia dell’economia…

    Questa è vita REALE. E la vita che aspetta le mie figlie è peggiore. Mia madre ha passato la seconda guerra mondiale, orrore puro, ha patito la fame per 4 anni e si è sentita cadere le bombe in testa per mesi…ma è finita! e quello che è stata la sua percezione della vita dopo, aveva il profumo della speranza e la certezza di vedere ogni anno che passava nuove conquiste sociali: il giorno di riposo sul lavoro, il frigorifero, la lavatrice, gli stipendi che aumentavano, le case riscaldate, poter arrivare a compreare la casa CASH dopo anni di lavoro (ma neanche troppi) e ripeto, senza prestiti… La nostra generazione si alza la mattina con la stessa speranza di chi è rinchiuso nel “miglio verde”.
    Ecco l’economia di cui parla Barnard, quella che ha portato Mariarca a togliersi il sangue per protesta. E sono felice che abbia riaperto il sito, felicissima! Per quanto lo critichino, è l’unico vero amico dei disgraziati, dei deboli, degli ultimi. Ci spiega perchè siamo ridotti così. Almeno non siamo schiacciati dal senso di inadeguatezza e frustrazione per non avercela fatta. Almeno abbiamo la possibilità di un riscatto. Creare consapevolezza che è la base per una resistenza civica .

    Chiara

  33. Scusami Chiara, ma i morti che abbiamo in Europa a causa dei suicidi sono ben poca cosa rispetto a quelli che abbiamo per FAME nel terzo mondo.
    Il suicidio è una scelta tristissima di disperazione, ma non credo sia causato soltanto dalle difficoltà economiche. Altrimenti si morirebbe di fame.
    Invece, a volte, forse è l’enfasi che tutti noi mettiamo sul benessere economico che ci fa perdere il senso della nostra esistenza.
    E’ dura, è difficile, lo so. Complimenti per le tue figlie, però forse tra i soldi che spendi per fare 80 km al giorno e l’asilo da pagare del tuo guadagno alla fine ti rimane ben poco.
    E le bambine potrebbero godere molto di più della tua vicinanza, e tu godere la loro infanzia, che vola via più veloce del vento e che non torna più.
    Forse, se potessero scegliere tra la mamma vicino e le scarpette bucate, andrebbero via felici a piedi nudi …
    Scusami se utilizzo la tua storia personale, di cui non so nulla, e non prendere queste poche righe come un consiglio, ma vorrei far capire che le nostre (pseudo)esigenze economiche sono distruttive nel momento in cui ci tolgono i nostri affetti, ci mangiano il tempo per vivere vicino ai nostri cari.
    E il tempo è UGUALE PER TUTTI

    Certo la nostra situazione sembra estremamente precaria, e su questo dovremmo riflettere,però, come giustamente fai notare, la tua mamma, come i miei genitori, hanno visto le disgrazie di una guerra mondiale e, se è vero che è finita, è anche vero che loro, quando erano nel bel mezzo della guerra, non potevano sapere se e quando sarebbe finita e di certo non ho alcuna invidia per quella che fu la loro situazione.

    Invece anche noi usciremo in un modo o nell’altro da questa situazione, ma nel frattempo dobbiamo stare attenti a non farci derubare il nostro tempo, soprattutto quando ci sono dei bambini piccoli che sono il futuro e meritano tutta la nostra attenzione, e il nostro amore.

    Invece la mia domanda è: come ci aiuta Barnard in tutto questo? Raccontandoci che LA STORIA E’ FINITA?
    No, io non ci credo. Questo modo di vedere aiuta soltanto la depressione. Sarà sempre difficile, magari sempre di più, ma la storia non è finita. E’ nelle mani di ognuno di noi, che ogni attimo facciamo scelte.
    Anch’io sono contento che Barnard abbia riaperto il suo sito, spero soltanto che sia un primo passo per uscire dal suo nichilismo.
    Ciao

  34. Chiara hai ragione. E’ una strana sensazione apprezzare Barnard. E’ come essere grati a un medico che ci dice che abbiamo il cancro. C’è chi preferisce essere all’oscuro e chi, come noi, apprezza chi ci parla chiaramente; chi, a prezzo di tutto quello che ha e che fa, dice la verità, la sua verità. Il lavoro di Paolo è prezioso, forse non per noi in questa vita, ma sento che è prezioso. Non indica soluzioni? A seconda dei punti di vista. Barnard è più ottimista di quello che sembra. E nonostante sia disgustato da tutto e da tutti continua a scrivere sul suo sito. La serie di articoli sul Grande Crimine spiegato alla nonna dimostra quanto gli stia a cuore arrivare alla gente più semplice, a quella che soffrirà di più. Da quando seguo Barnard ho smesso di perdere tempo prezioso. Devo ancora capire cosa posso fare per contribuire alla causa, per intanto mi accontento di vedere meglio amici e nemici. Un abbraccio,

    Ale

  35. Ho letto il suo articolo su barnard, è vero, lei è comunista. Vero comunista, non perchè il suo assoluto compiacimento del suo antifascismo, e qui conosciamo tanti ignoranti che hanno fatto la loro fortuna su questo. No, lei è comunista perchè arrogante nella sua esposizione e come al solito ricorda solo quello che le fa comodo. Credo nella sovranità di uno stato, credo che quando voto una persona, questa abbia la possibilità di governare, e quindi che non sia inquisita per fini politici, come in Italia accade spesso, e ne che ci sia un colpo di stato con gente che mai hanno fatto politica e sempre si sono arricchiti alle spalle del popolo. Inquisizione per fini politici, le voglio ricordare non berlusconi, ma Rosa Russo Jervolino, Bassolino, ecc. ecc. che quando i problemi erano davanti agli occhi e se ne sentiva anche l’odore, qualcuno che doveva indagare era girato dall’altra parte. Ora Lei che è conoscitore di ciò, non menziona, mi sembra stumentale e disonesto, come al solito succede in italia. Ora che ci siano delle devianze è assodato, ma scrivere delle complete oscenità e amenità è quanto mai risibile. Oggi il problema economico c’è e le voglio anche ricordare che prima la sua parte politica e altri facevano battaglie contro quelle aziende che producevano altrove con costi bassissimi avendo poco rispetto per i diritti umani. Oggi che tutto è prodotto in Cina, paese anche con grossi problemi di inquinamento, siamo tutti a calarci le braghe e non fare nulla per la nostra economia e storia del made in Italy. Francamente resto un pò vuoto dopo aver letto il suo articoletto. La saluto e le auguro buona giornata.

  36. Luciano non sono comunista.
    Ho riletto il mio post, che non ricordavo bene cosa avevo scritto, e non vedo dove sia arrogante.

    Sentirmi dire che dovrei parlare di ben altro… Certo ci sono tante cose su cui si può scrivere e anche meglio di come ho fatto io, indubbiamente.
    Ma io ho scritto quanto sopra, su ciò che mi interessava.

    Avrei potuto scrivere su qualsiasi altro tema, ma la critica del tipo “invece di questo bisogna parlare di quest’altro” la ritengo inaccettabile.
    Ho scritto quello che ho scritto. Se abbiamo da dire qualcosa da osservare in proposito, bene, altrimenti pace !

    E beccarmi del disonesto perché non cito Bassolino mi sembra leggermente fuori luogo…

    Certo che oggi esiste un problema economico, ne è sempre esistito uno e sarà sempre un problema reale di noi tutti. L’ho forse negato?

    Ciò che intendevo dire era però che il porre l’accento ESCLUSIVAMENTE sui problemi economici può farci perdere di vista altri aspetti importanti del nostro benessere.

    Mi dispiace per il vuoto provocato, non saprei come essere utile.
    ..
    Saluti

Usa un indirizzo email valido e raggiungibile. Grazie