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4 pensieri su “Le differenze tra Anders Breivik e Silvio Berlusconi.

  1. Ci sono anche i casi contrari, cioé il padre pazzo e il figlio normale. Questo a dimostrare che l’influenza comportamentale può anche non c’entrare nulla. In alcuni casi si, ma nella maggior parte no.
    Penso che in questo caso non c’entri assolutamente nulla.
    Un figlio idiota resta idiota a prescindere dall’educazione del padre, che può essere presente, assente, buono o cattivo.
    È sbagliato dare delle responsabilità al padre solo perché é colui che ti ha messo al mondo. Sarà anche il padre, ma non certo il padre eterno.

  2. Ciao Jettero. Evidentemente non mi sono spiegato bene.

    Riporto nuovamente la citazione:

    “Per quanto malato, deteriorato e, peggio ancora, defunto, il genitore omologo è l’albero sul quale è germinato e si è sviluppato il frutto miracoloso di una figlia, di un figlio, e al quale nessuno potrà mai sostituirsi.”

    Non ho affermato che il padre è responsabile delle azioni del figlio. Anzi questo è ciò che comunemente si fa, soprattutto in ambito scolastico, attribuendo alle famiglie le colpe delle carenze degli studenti.
    Purtroppo è un luogo comune abbastanza diffuso che spesso ci fa trovare genitori talmente colpevolizzati da fare fatica a rendersi disponibili per i propri figli.
    Le notizie che abbiamo sulla famiglia Breivik sono talmente scarse che è impossibile azzardare anche soltanto una ipotesi sulle ragioni di questa lontananza tra padre e figlio.
    Resta comunque questo dato macroscopico.
    Nei casi osservati nel corso del lavoro di ricerca e di analisi del C.I.R.S.O.P.E. è sempre apparso che la causa della incapacità di accedere al rapporto d’amore con il genitore omologo da parte dei figli è da ricercare nelle interferenze che hanno disturbato questo rapporto primario, di fondamentale importanza per la formazione dell’identità.
    Il più delle volte sono i figli che rifiutano il genitore omologo.
    Comunque la ricerca del C.I.R.S.O.P.E. ha mostrato come la causa della malattia mentale sia proprio da ricercare nelle difficoltà ad accedere al rapporto d’amore con il genitore omologo.
    Il discorso andrebbe approfondito e lo spazio del blog non è proprio l’ideale …
    Ripeto: non cerchiamo colpe nei genitori.
    Tuttavia un rapporto d’amore con il genitore omologo è di vitale importanza per ognuno di noi.
    Come può un frutto crescere senza essere fortemente attaccato all’albero?

  3. Giosby, pur essendo ignorante in materia, questa tua analisi mi sembra si adatti assai bene alla personalità di S.B.
    Un bambino che ha visto nel padre un modello da imitare, convinto che il mondo sia dei furbi, ove tutto è lecito pur di eccellere.
    A mio parere S.B. ha una personalità assai disturbata ed il suo ‘IO’ ha perso ogni controllo.Per questo mi chiedo se non ci sia il modo ,da parte di un’alta carica dello Stato, di farlo interdire. SOGNI!
    CRISTIANA

  4. Ciao Cristiana, io non credo che Berlusconi sia mentalmente disturbato, anzi penso che proprio grazie alla forte relazione con suo padre abbia una forte personalità, una grande determinazione ed una invidiabile energia.

    Detto questo, però, penso che egli, grazie anche alla sua lucidità, ha anche la capacità di scegliere e di decidere.

    Cerco di spiegarmi meglio: ogni figlio può nutrire un grande affetto e un grande rispetto per il proprio padre, e questo è una garanzia di sanità mentale, anche se il padre è una persona con mille problemi e mille difficoltà.
    Ciò non toglie che ognuno di noi possa anche avere un atteggiamento critico nei confronti dei propri genitori, e andare oltre i loro limiti e le loro carenze.
    Cioè, per semplificare, se un genitore ti permette di crescere sano grazie alla relazione d’amore con lui, non necessariamente il figlio deve imparare a rubare se suo papà è un ladro.

    Anche Berlusconi, nella propria immagine pubblica, si è trasformato negli ultimi anni da uomo tutto” lavoro e famiglia” ad assumere una immagine di grande “puttaniere” super eroe del bunga bunga.

    D’altra parte le azioni e le scelte di Berlusconi hanno moltissime conseguenze sulla vita di un grande numero di persone, e spesso sono in gioco la vita e la morte.

    E dunque, a quel livello di potere, si può scegliere tra onestà e disonestà, tra bugie e verità.

    E la scelta di Berlusconi è una scelta cosciente, non pregiudicata da un disagio mentale.

    E perciò trovo le sue scelte e le sue bugie molto più riprovevoli delle deliranti “verità” di Breivik, il quale con ogni probabilità, nella sua debolezza mentale, non ha avuto alcuna possibilità per liberarsi dalla sua scelta di delirio onnipotente.

    P.S. scusa il ritardo nella risposta, ma ultimamente il tempo per il blog è davvero pochino…

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