Paolo Barnard contro Paolo Barnard

 

Paolo Barnard 11/11/2011

“Piantatela di scrivermi, almeno.”

Paolo Barnard 12/11/2011

“(e smettete di scrivermi)”

Paolo Barnard 16/11/2011

“Grazie per avermi scritto ieri, credetemi, ho letto ogni singola mail. Non posso rispondere a tutti per due motivi: primo, troppe mail, oltre 200 finora. Secondo, come sapete, non rispondo più alle mail dei lettori, che devono imparare a darsi risposte, a darsi ordini d’azione, a combattere da soli.”

Ma come fa uno che si comporta così a pretendere di essere CREDIBILE?

Articolo correlato:  Paolo Barnard in mutande

Be Sociable, Share!

Facebook comments:

5 pensieri su “Paolo Barnard contro Paolo Barnard

  1. un vecchio quanto ero piccolo mi diceva sempre Mimì il capire è difficile ed io pensavo questo è matto.
    dopo tanti anni ho scoperto che aveva ragione.
    Il futuro è nelle nostre mani non in quelle di un altro anche se è bravo leader e trascinatore.
    ciao Giosby.
    Ferraioli domenico

  2. non vedo come si possa affermare che Barnard non è credibile sulla scorta di emozioni o rabbia del momento… la sua teoria economica si rifà a economisti seri. Francamente questo tuo commento rafforza le tesi di Barnard a parer mio. un po’ come dire che Mussolini non era cattivo eprchè baciava i bambini… cazzo vuol dire?

  3. Grazie Massimo per la tua nota. Purtroppo le contraddizioni in cui cade Barnard sono molteplici e spesso osservate in questo sito.
    Le trovi qui http://www.giosby.it/tag/paolo-barnard/

    Ti consiglio soprattutto :

    Paolo Barnard in mutande

    Scambio di email con Paolo Barnard

    Vedi Massimo, io ritengo che il nostro equilibrio sia piuttosto fragile, ma necessario per poter condurre ricerche sensate e per poter studiare soluzioni adeguate.
    Paolo Barnard è uno psicologo, non dimentichiamolo, e oggi come oggi scrive quasi esclusivamente di economia.
    Un po’ curioso, non trovi?
    Eppure si è cacciato in questo vicolo cieco dello studio ossessivo dell’economia.
    Ha già chiuso il suo sito almeno 3 volte, per poi riprendere a scrivere con maggior foga.
    Vorrebbe che tutto il popolo si mobilitasse grazie alle sue dotte spiegazioni, ma in realtà riuscire a leggere un suo articolo fino in fondo è quasi sempre una fatica immane , almeno per le menti limitate come la mia che vanno in confusione tra debiti banche percentuali economisti americani etc etc etc.
    Non c’è una sola persona in Italia che lui apprezzi minimamente, tutti falsi, ipocriti, in mala fede, ignoranti nel migliore dei casi.
    Disprezza e insulta anche i suoi lettori:

    (So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete.)

    Ma permetti che io mi fidi poco di una persona che evidentemente ha ben poca coerenza ed evidenti segni di instabilità personale?
    Per carità, nessuno è perfetto, ma per fare affermazioni così pesanti, come quelle del nostro caro Paolo Barnard, è necessaria anche una certa autorevolezza.
    E con questi comportamenti Barnard la brucia tutta.

    E con questo la storia di Mussolini che bacia i bambini non c’entra proprio niente.
    Ciao
    🙂

  4. io non seguo barnard da molto tempo (2-3 mesi?). tuttavia lascia che ti dica chiara una cosa: al di là del metodo discutibile e della capacità di isolarsi e della persona che può essere anche decisamente antipatica (basta vedere come reagisce a giulietto chiesa che dici cose molto simili alle sue o a messora), egli presenta al pubblico di internet una teoria vecchia come il cucco: quella di Keynes. Keynes è stato uno dei più grandi economisti del XX secolo. Può essere che la teoria keynesiana sia anche sbagliata, ma questo non ti autorizza a dire che barnard dice stupidaggini solo perchè dice ai lettori un giorno “grazie” e quello dopo “fanculo”. Capisci cosa intendo? A me non interessa niente di Barnard come uomo… io voglio CAPIRE se le cause del nostro peggioramento repentino siano dovuto o no a ciò che dice lui. Perchè, carissimo, una cosa è davvero certa: stiamo peggiorando il tenore di vita un giorno dopo l’altro verso la miseria e questo sta accellerando spaventosamente da quando c’è l’euro. Vedo, peraltro, che quello che Barnanrd diceva un anno fa (lo si legge nei vecchia articoli e nei vecchi video) si è realizzato puntuale puntuale come un orologio. Cosa dovrei pensare? dimmi tu!!! mi farebbe davvero piacere. Però dimmelo relativamente all’economia non a barnard come uomo

  5. Ho appena lasciato un commento su Comedonchisciotte che ti ripropongo qui, caro Massimo:

    Per un mondo migliore – Ma se non comunichiamo, cosa mai faremo? – Paolo Barnard

    Rianimazione.
    Dobbiamo rianimare il libero pensiero, per ottenere una agire concreto. Significa reiniziare la comunicazione, daccapo, dobbiamo ricominciare da zero, e cioè proporre messaggi semplici che semplicemente aiutino a rianimare il libero pensiero.
    Dimentichiamoci i comunicati di tre pagine fitti di cifre e dati gli slogan che non dicono nulla, le accuse, le polemiche e l’indignazione. Si tratta di ripartire da molto prima, da una Pre-comunicazione che propone i nostri contenuti passando dapprima attraverso una basilare stimolazione del pensiero, cui, per diverso tempo, non deve fare seguito alcunché. Significa proporre provocazioni che pur avendo una matrice riconoscibile (quella del Movimento per la pace e per la giustizia globale) dovranno lasciare ampio spazio nella mente di chi le legge per il sorgere di una risposta propria, intima, fra sé e sé, col minor condizionamento possibile, che è il primo passo nella rianimazione del pensare”

    (…)
    La complessità dei messaggi è spesso frutto del narcisismo intellettuale di chi li formula, che in essi desidera vedere rispecchiata la propria competenza, a scapito della comprensione altrui.
    Le persone il cui consenso dobbiamo ottenere, sono quelle stesse persone la cui vita non solo non gli lascia il tempo per ascoltare (ritmi di vita, problemi personali, pressioni sociali, lotta per il reddito..), ma sono anche coloro che i nostri avversari hanno annichilito nel pensiero. Sottoporgli una mole di dati, concetti complessi, riflessioni faticose, stimoli articolati significa semplicemente perderli all’istante, parlare al muro.”

    Questo Paolo Barnard mi piaceva.
    Adesso sta comportandosi esattamente al contrario di quanto scriveva allora.
    Che senso ha? A chi serve?

    Non mi metterò a discutere sulla validità o meno delle teorie di Barnard, non mi occupo di economia, ma sono interessato ad altri aspetti del nostro vivere insieme.
    Gli aspetti psicologici, affettivi, emotivi.
    E nella mia esperienza ho imparato che quando diamo troppo peso agli aspetti economici rischiamo di perdere di vista la nostra affettività, la nostra emotività.
    E il risultato rischia di essere davvero disastroso.

    🙁

Usa un indirizzo email valido e raggiungibile. Grazie