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	<title>GIOSBY &#187; bullismo</title>
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	<description>un blog per discutere, ragionare, crescere</description>
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		<title>Chicco Testa sul nucleare, i tic e le bugie. Piccole coincidenze.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 15:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giosby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CIARLATANI e CENSURA]]></category>
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		<description><![CDATA[Chicco Testa era Presidente di Legambiente. Il referendum del 1987 porta infine all&#8217;abbandono dell&#8217;energia nucleare in Italia. Testa commentava allora: « Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo » Oggi è un dirigente d&#8217;azienda. E ha scritto un libro in difesa dell&#8217;energia nucleare. ********** [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2883" class="wp-caption aligncenter" style="width: 426px"><a href="http://www.psichesoma.com/che-vergogna/"><img class="size-full wp-image-2883" title="vergogna" src="http://www.giosby.it/wp-content/uploads/2011/03/vergogna.jpg" alt="" width="416" height="421" /></a><p class="wp-caption-text">Che vergogna!</p></div>
<p style="text-align: center;">Chicco Testa era Presidente di <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank">Legambiente</a>.</p>
<p>Il <a title="Referendum abrogativi del 1987 in Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987_in_Italia">referendum del 1987</a> porta infine all&#8217;abbandono dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare">energia nucleare</a> in Italia.</p>
<p>Testa commentava allora:</p>
<p><strong>«</strong> Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo <strong>»</strong></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=AIA5d6slvj4&amp;start=18&amp;end=52&amp;cid=140563" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=AIA5d6slvj4&amp;start=18&amp;end=52&amp;cid=140563" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Oggi è un dirigente d&#8217;azienda. E ha scritto un libro in difesa dell&#8217;energia nucleare.</p>
<p>**********</p>
<p><a href="http://www.egoanalisi.org/AIRE/cnv1.htm" target="_blank">Durante una conversazione</a>, di tanto in tanto ci si tocca il viso, ma <strong><span style="color: #ff0000;">all’approssimarsi del tentativo di mentire il numero delle volte in cui avvengono questi toccamenti aumenta in maniera significativa</span></strong>. E tra questi toccamenti autoreferenziali segnaliamo: lo sfregarsi il mento, il grattarsi un sopracciglio, il toccarsi il naso, l’accomodarsi i capelli, e il coprirsi la bocca. In particolare due di queste azioni diventano frequentissime:</p>
<p>* il toccarsi il naso<br />
*  il coprirsi la bocca.<br />
Per quanto invece riguarda il <strong><span style="color: #ff0000;">toccarsi il naso</span></strong> sembra ci sia una duplice spiegazione:</p>
<p>1.la mano si alza per <strong><span style="color: #ff0000;">nascondere “la menzogna”</span></strong> (il mentitore), ma viene deviata da quella parte del cervello che non può permettere che la copertura risulti così evidente; così, trovandosi il naso nelle vicinanze più prossime, la mano allunga il movimento giusto di quel poco, riuscendo nella sua funzione originaria senza svelarsi apertamente;<br />
2.all’<strong><span style="color: #ff0000;">approssimarsi della menzogna</span></strong> un lieve aumento di tensione produce piccoli mutamenti fisiologici, alcuni dei quali agiscono sulla sensibilità del rivestimento interno della cavità nasale, provocando una sensazione di leggero (spesso inconsapevole) prurito, inducendo la mano (spesso in modo inconsapevole) a sfregare il naso.</p>
<p>Leggiamo invece quanto scrive <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Martin_Charcot" target="_blank">Jean-Martin Charcot</a>:</p>
<p>“I tic consistono nell’esecuzione improvvisa ed imperiosa, involontaria  ed assurda, di movimenti ripetuti che rappresentano spesso una  caricatura di un atto naturale”. Tra i più frequenti vi sono quelli a  carico del viso come l’aggrottamento delle sopracciglia, smorfie,  <strong><span style="color: #ff0000;">sbattere le palpebre</span></strong>, movimenti del mento, senza dimenticare il  sollevamento delle spalle o i tic respiratori come il tossicchiare, lo  storcere o il soffiare il naso. Normalmente l’esecuzione del tic nervoso  rappresenta il raggiungimento di un sollievo subito dopo un forte  vissuto di disagio o ansia. Durante tali situazioni, <strong><span style="color: #ff0000;">in queste persone  sono spesso presenti sensazioni di vergogna o di colpa</span></strong> per affrontare le  quali adottano la tattica di scaricare la tensione con una condotta  motoria afinalistica.&#8221;</p>
<p>Attenzione però, <a href="http://xoomer.virgilio.it/vvolpi/it/autismo.html#cap2" target="_blank">scrive Vittorio Volpi</a>:</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;uso della <span style="color: #ff0000;">modalità di natura economica</span> in luogo della modalità di natura simbiotica riduce pertanto le possibilità espressive della persona allorché, per esempio, sostituisce all&#8217;amicizia la seduzione, all&#8217;amore l&#8217;erotismo, alla fiducia il controllo, all&#8217;assunzione di responsabilità l&#8217;esercizio del potere. La visione della realtà, non più equilibrata su due versanti, diventa prevalentemente economica. Il concetto stesso di sentimento si perde e si confonde con quello di emozione, in quanto l&#8217;investimento affettivo costante e profondo è precluso, e la sola esperienza disponibile è quella della risposta emotiva immediata ed effimera.</em></p>
<p><em>Si comprende allora perché mai una tale situazione produca atteggiamenti ripetitivi, rigidi e stereotipati, quelle &#8220;strutture di sopravvivenza&#8221;, dotate di comportamenti peculiari &#8211; cui si fa riferimento nella letteratura scientifica, per descrivere le varie forme di malattia mentale &#8211; che consentano di tenere a bada i sentimenti, e tuttavia di continuare a rispondere alle esigenze quotidiane.&#8221;</em></p>
<p>Ho la vaga sensazione che l&#8217;illuminazione sulla Via di Damasco che ha convertito il nostro Chicco Testa all&#8217;apologia dell&#8217;energia nucleare renda parecchi soldi, ma sia alquanto dispendiosa in termini di salute.<em> </em></p>
<p><em>Ci puoi sempre ripensare Chicco &#8230;</em></p>
<p><em>Anche perché potresti rischiare di trovarti a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OL1A2C3ZqfI" target="_blank">spaccare la faccia a qualcuno</a> senza nemmeno volerlo &#8230;</em></p>
<p><em>Articolo correlato: </em></p>
<h4><a href="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2011/03/chicco-testa-ci-manchi-torna-in-tv-a-spiegarci-con-la-tua-saccenza-che-a-fukushima-non-%C3%A8-successo-ni.html" target="_blank">Tafanus: Chicco Testa, ci manchi&#8230; torna in TV a spiegarci con la tua saccenteria che a Fukushima non è successo niente</a></h4>
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		<title>Collaborare o competere ?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giosby</dc:creator>
				<category><![CDATA[PSICANALISI ED EDUCAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA E DINTORNI]]></category>
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		<category><![CDATA[SOCIALIZZAZIONE]]></category>

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		<description><![CDATA[Da &#8220;Attivare le risorse del gruppo classe&#8221; di Mario Polito, pag. 304-305-306 Un insegnante descrive alcune difficoltà nella realizzazione di un progetto sulla collaborazione in classe: &#8220;Vorrei riportare un fatto che mi è accaduto. Insieme con i miei colleghi abbiamo elaborato un progetto sulla collaborazione, sullo star bene insieme. Abbiamo presentato l&#8217;importanza di questo progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;<a href="http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=50" target="_blank">Attivare le risorse del gruppo classe</a>&#8221; di <a href="http://www.mariopolito.it/" target="_blank">Mario Polito</a>, pag.  304-305-306</p>
<p><a href="http://gold.indire.it/datafiles/BDP-GOLD00000000002012DE/formica.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-large wp-image-1665" title="FL5580" src="http://www.giosby.it/wp-content/uploads/2009/12/formica-658x1024.jpg" alt="FL5580" width="298" height="462" /></a></p>
<p><em>Un insegnante descrive alcune difficoltà nella realizzazione  di un progetto sulla collaborazione in classe:</em></p>
<p><em>&#8220;Vorrei riportare un fatto  che mi è accaduto.</em></p>
<p><em>Insieme con i miei colleghi abbiamo elaborato un progetto  sulla collaborazione, sullo star bene insieme.<br />
Abbiamo presentato l&#8217;importanza  di questo progetto ai genitori e agli studenti.<br />
Nonostante il nostro impegno,  abbiamo notato alcune situazioni sconfortanti.</em></p>
<p><em>Gli studenti avevano creato  una gerarchia fra le varie materie: questo progetto di educazione ai sentimenti  non veniva considerato alla pari delle altre materie, ma veniva percepito come  un divertimento, come un giochino di socializzazione. In breve, come una perdita  di tempo.</em></p>
<p><em>Quando si chiedeva loro: &#8220;Che cosa avete fatto a scuola?&#8221;, molti  rispondevano frettolosamente: &#8220;Ah, niente. Abbiamo parlato&#8221;.</em></p>
<p><em>Probabilmente  questi ragazzi ritenevano che la scuola fosse qualcosa di diverso.</em></p>
<p><em><strong>&#8220;Scuola&#8221;  nella loro mente è associata a spiegazione, interrogazione, voto.</strong></em></p>
<p><em>Un&#8217;altra  osservazione scoraggiante ci è stata presentata da alcuni genitori.</em></p>
<p><em>Venendo a  colloquio, ci hanno chiesto costantemente: &#8220;Come va mio figlio ? Quanto si  impegna ? Quali difficoltà incontra nella sua materia?&#8221;, ma nessuno di loro mi  ha chiesto: &#8220;Cosa stanno facendo di interessante? In cosa consiste questa  esperienza di collaborazione? Mio figlio e i suoi compagni stanno migliorando  come persone? Come stanno cambiando le relazioni far di loro? Come si è  modificato il clima in classe?&#8221;.</em></p>
<p><em>Mi rendo conto che non basta fare un  progetto di educazione ai sentimenti o di apprendimento cooperativo.</em></p>
<p><em>Mi rendo  conto anche che ci sono molte difficoltà, resistenze e svalutazioni verso  l&#8217;approccio basato sulla collaborazione&#8221; .</em></p>
<p><em>E&#8217; utile riflettere su questa  contraddizione tra la nostra valorizzazione di progetti pedagogici di  apprendimento cooperativo o di educazione ai sentimenti e la svalutazione che  ricevono nella nostra società, dove si respirare costantemente un atteggiamento  egocentrico di affermazione individuale, anche a scapito degli  altri.</em></p>
<p><em>Possiamo notare che spesso, all&#8217;interno dei valori oggi dominanti, si  tende a presentare la vita come una lotta, con l&#8217;unico obbiettivo di  emergere.</em></p>
<p><em>Si esaltano i vincenti e si offendono i perdenti. Si suggerisce  implicitamente che per emergere bisogna scalzare gli altri, che l&#8217;affermazione  di uno consiste nell&#8217;esclusione di molti.</em></p>
<p><em>Questa è la trama del nostro  modello culturale e sociale.</em></p>
<p><em>In alcuni contesti la gara comincia fin dalla  scuola d&#8217;infanzia: bisogna raggiungere dei buoni punteggi per entrare nella  scuola primaria, poi per accedere alla scuola superiore, poi per essere ammessi  all&#8217;università , e infine per ottenere una buona sistemazione  professionale.</em></p>
<p><em><strong>La vita diventa una scalata per poter raggiungere i posti più  elevati superando ed escludendo gli altri</strong>.</em></p>
<p><em>E&#8217; una mentalità talmente diffusa  e considerata normale che quando un insegnante propone dei progetti di  apprendimento cooperativo, di collaborazione, di educazione ai sentimenti, viene  frainteso dagli studenti, dai genitori e da quei dirigenti scolastici  trasformati in manager di tipo aziendale.</em></p>
<p><em>Spesso i genitori chiedono ai  figli: &#8220;Che voto hai preso?&#8221;, invece di domandare: &#8220;Quali esperienze avete fatto  in gruppo? Che cosa è emerso all&#8217;interno della vostra classe? A cosa state  lavorando insieme? Come riuscite a collaborare? &#8220;.</em></p>
<p><em>Generalmente i genitori  manifestano poco interesse all&#8217;esperienza relazionale dei propri figli  all&#8217;interno del gruppo classe. Mirano ai voti, al risultato.</em></p>
<p><em>Molti sono  immediatamente pronti a giustificarsi: &#8220;Ma alla fine sono solo i voti che  contano&#8221;.</em></p>
<p><em>Questo messaggio individualistico e competitivo si è ormai  fortemente radicato nella mente e nel cuore degli studenti.</em></p>
<p><em>Forse sono  proprio gli adulti che non credono abbastanza al valore della collaborazione a  scuola.</em></p>
<p><em>Oppure presentano una singolare scissione: superficialmente,  manifestano ammirazione verso i progetti di educazione alla collaborazione, ma  in fondo pensano sia migliore la competizione, la selezione, il successo del  proprio figlio rispetto agli altri:</em></p>
<p><em>&#8220;Gli altri che non riescono? Si  arrangino. La scuola non è un istituto di beneficenza&#8221; .</em></p>
<p><em><strong>La competizione è  molto seduttiva</strong>: si insinua nella vanitosa aspettativa dei genitori di avere dei  figli prodigio, si radica nell&#8217;egocentrismo esaltato di alcuni studenti che, per  mancanza di una autentica autostima, hanno bisogno di essere considerati i  migliori per sentirsi superiori.</em></p>
<p><em>Naturalmente, per raggiungere tale scopo, ci  devono essere altri studenti da svalutare e da etichettare come  inferiori.</em></p>
<p><em>Le domande pedagogiche che ci incalzano sono le  seguenti:</em></p>
<p><em>Quale tipo di società stiamo costruendo o vogliamo  costruire?</em></p>
<p><em>Una società competitiva o collaborativa?</em></p>
<p><em>Qual è la funzione  della scuola in una società competitiva?</em></p>
<p><em>Qual&#8217; è la sua funzione in una  società collaborativa?</em></p>
<p><em>La scuola è al servizio degli interessi economici  centrati sul profitto e sulla competizione di mercato?<br />
Oppure è un luogo  formativo per tutti, dove ciascuno può dedicarsi all&#8217;esplorazione dei propri  talenti e alla formazione delle proprie competenze professionali, ma anche  culturali ed esistenziali?</em></p>
<p><em>Possediamo una cultura della solidarietà e della  costruzione del bene comune?</em></p>
<p><em>Le risposte a questi interrogativi sono per  il momento scoraggianti.</em></p>
<p><em>Tuttavia, il compito dell&#8217;insegnante è di stimolare  ogni studente a porsi domande sul tipo di società in cui viviamo e di orientare  un pensiero comune verso la costruzione di progetti esistenziali più autentici,  sia personali che sociali.</em></p>
<p>__________________________________________________________________________________________</p>
<p>La scuola avrebbe bisogno di risorse e di formazione, i nostri ragazzi ne hanno bisogno</p>
<p>e invece &#8230;</p>
<h2><a href="http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&amp;id=5562" target="_blank">Tagli alla scuola pubblica</a></h2>
<p>Il Governo Berlusconi mantiene la promessa: 36.218 docenti e 4.945 classi in meno, a fronte di un aumento di 37.876 alunni. La dieta imposta all’istruzione non migliora la qualità della scuola: nel dossier 2009 di Legambiente i tagli all’istruzione dal 2002 al 2010</p>
<p><a href="http://www.giosby.it/download/6/" target="_blank">Scarica qui il dossier completo di Legambiente</a></p>
<p>Un ringraziamento all&#8217;autore, <a href="http://www.mariopolito.it/" target="_blank">Mario Polito</a>, che ha gentilmente autorizzato la pubblicazione del brano e al Gruppo <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/comitati-genitori/" target="_blank">Comitati-Genitori</a> da cui ho ricevuto la segnalazione.</p>
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		<title>Un pizzico di follia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:28:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[MUSICA, ARTE E CINEMA]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte Omaggio ad Andrea Pazienza, artista scomparso tragicamente più di 20 anni or sono. Spero soltanto che nessuno raccolga l&#8217;invito della tavola, ma a volte situazione apparentemente senza vie di uscita si possono risolvere soltanto grazie a un pizzico di follia. In altre situazioni, troppe purtroppo, non si esce in piedi&#8230; In fondo genio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://photos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs090.snc3/15731_100389463320359_100000479165888_8427_4109404_n.jpg" alt="" width="588" height="789" /></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/giosby#/photo.php?pid=8427&amp;id=100000479165888&amp;ref=mf" target="_blank">Fonte</a></p>
<p>Omaggio ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Pazienza" target="_blank">Andrea Pazienza</a>, artista scomparso tragicamente più di 20 anni or sono.</p>
<p>Spero soltanto che nessuno raccolga l&#8217;invito della tavola, ma a volte situazione apparentemente senza vie di uscita si possono risolvere soltanto grazie a un pizzico di follia.</p>
<p>In altre situazioni, troppe purtroppo, non si esce in piedi&#8230;</p>
<p title="titolo dell'articolo">In fondo <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.prodigio.it/articoli.asp?idarticolo=12" target="_blank">genio e follia spesso convivono</a></span></p>
<p title="titolo dell'articolo">
<p title="titolo dell'articolo"><span style="color: #ff6600;">Tratto da <a href="http://www.oikos.org/nodi1.htm" target="_blank">Nodi di R.D. Laing</a></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">In lui ci dev’essere qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">perché non agirebbe come fa</span></strong></p>
<blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">se così non fosse</span></strong></p></blockquote>
</blockquote>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">quindi agisce come fa</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">perché in lui c’è qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">Non crede che in lui ci sia qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">perché</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">in lui una delle cose</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">è il fatto che non creda che in lui ci sia</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">quindi</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">dobbiamo aiutarlo a rendersene conto,</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">il fatto che non creda che in lui</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">ci sia qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">è in lui una delle cose</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">in lui c’è qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">perché crede</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che in noi ci sia qualcosa che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">per il fatto che cerchiamo di aiutarlo a vedere</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che ci dev’essere qualcosa in lui che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a credere che ci sia qualcosa in noi che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">per il fatto che cerchiamo di aiutarlo a vedere che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">lo stiamo aiutando</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a vedere che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">non lo stiamo perseguitando</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">aiutandolo </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a vedere che non lo stiamo perseguitando</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">aiutandolo</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a vedere che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">si rifiuta di vedere</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che c’è qualcosa in lui</span></strong></p>
<blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p></blockquote>
</blockquote>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a non vedere che c’è qualcosa in lui</span></strong></p>
<blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p></blockquote>
</blockquote>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a non esserci riconoscente</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">almeno del nostro cercare di aiutarlo</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a vedere che c’è qualcosa in lui </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">nel non vedere che ci dev’essere qualcosa</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">in lui che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">nel non vedere che ci dev’essere qualcosa</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">in lui che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">nel non vedere che c’è qualcosa in lui</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">nel non vedere che c’è qualcosa in lui</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non va</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">a non essere riconoscente</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che non abbiamo mai cercato di far sì </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; color: #000080;">che si sentisse riconoscente</span></strong></p>
<p>Vai a leggere e scaricare<a href="http://www.giosby.it/la-ragnatela-del-grillo/" target="_blank"> La Ragnatela del Grillo</a></p>
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