NO al Maestro UNICO!

un click e …

FIRMIAMO CONTRO IL MAESTRO UNICO

Sembra che la chiusura del governo verso la scuola sta suscitando qualche protesta.

Alcune notizie sono confortanti, come 30.000 persone a Torino, anche se sui giornali non se ne trova notizia… (o quasi…)

Altre meno.

Per esempio: alla convocazione dei genitori per le elezioni dei rappresentanti erano presenti ieri una ventina di genitori su una popolazione di circa 500 studenti.

E’ soltanto un esempio della scarsissima partecipazione. Sembrano notizie contrastanti.

Ma forse proprio dal mondo della scuola può nascere quella spinta verso una innovazione che tutti auspicano. In fondo l’unica data che si ricorda ancora come segno di cambiamento è ancora il ’68 di 40 anni fa.

Con i suoi pro ed i suoi contro. Spero soltanto che le forme di protesta e le proposte di cambiamento assumano toni veramente CIVILI e CREATIVI allo stesso tempo, senza MAI trascendere in forme violente che NON SERVONO a niente e a nessuno, se non a creare isolamento …

Senza partecipazione non abbiamo speranza di cambiare !

Vai a leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo

Tra l’altro

La Ministra Gelmini candidata al Pinocchietto d’oro: esige rigore nella scuola, ma ha fatto gli esami “facili” …

Violenza, gioco e ideologia

Il ricordo della violenza che imperversava a Milano, dove vivevo quando ero ragazzino alle volte mi perseguita.

Parlo degli anni 1971, ’72 e ’73.

Allora ero un militante del Movimento Studentesco e niente era apparentemente più importante, nella mia vita, della politica. Avevo 13 anni, quando ho cominciato, nella fine del ’70 e 17 quando ho smesso, nel ’74.

Allora uscire di casa, vestito con l’eskimo verde, come ero io, era veramente pericoloso. Milano era percorsa da bande estremiste, che si riconoscevano a vista, si puntavano e si scontravano quasi quotidianamente.

Eravamo praticamente tutti in divisa, una divisa non dichiarata, ma evidente.

I compagni avevano l’eskimo, appunto, o il loden, calzavano le clarks, i jeans capelli spesso lunghi e barbe spesso incolte, o baffoni alla Stalin …

I fasci avevano le barrows ai piedi (scarpe a punta eleganti) e i ray ban a goccia come occhiali fissi. Giravano spesso sui vespini 50 o il “primavera” 125.

Poi c’erano le zone controllate dalle diverse bande.

L’Università Statale era la roccaforte dei Rossi, mentre Piazza San Babila era il luogo dei Neri.

Da notare che tra i due punti vi sono più o meno 300 metri di distanza, una zona di confine dove poteva accadere di tutto. Praticamente Corso Europa, che finisce in San Babila da una parte e in Via Larga, a ridosso della Statale dall’altra segnava un confine mai dichiarato ma che era meglio non varcare, quantomeno con un certo abbigliamento.

Ricordo le rare volte che ero costretto a passare da quella zona il batticuore e la paura che avevo, come se, da un momento all’altro potessi essere aggredito.

Poi c’erano le varie piazze e piazzette di quartiere, magari con un lato della piazza nero e l’altro rosso.

Normalmente i compagni avevano una chiave inglese sotto la giacca e i fasci il coltello in tasca.

Le aggressioni dieci contro uno erano all’ordine del giorno.

Si organizzavano i “cucchini” cioè aspettare la gente sotto casa e riempirla di botte …

Il sabato pomeriggio poi era sempre “caccia aperta” o di qua o di là qualcuno all’ospedale ci finiva quasi sempre.

Ogni mattina che paura uscire di casa!  E fare quei 200 metri tra la fermata del tram e la scuola …

Eppure sono stato fortunato. Per una serie di casualità non ho mai dato una botta a nessuno e non le ho mai prese!

Diciamo che mi è andata bene.

Ma in questo clima l’ideologia che ci sosteneva era così importante? Nel mio vissuto di allora sì, anche se io ero un po’ particolare. Partecipavo alle attività del Movimento, ma i miei due migliori amici erano due fascisti. Soprattutto durante il primo anno di liceo. Poi i rapporti, a causa delle divisioni create dalla politica, si sono deteriorati.

Anche in estate, del resto, lontano da scuola, nella località marittima dove trascorrevo le vacanze con i miei genitori, nella scelta degli amici non facevo certo una selezione in base al colore della fede politica!

Si stava tutti insieme e si pensava soltanto a divertirsi! La politica era solo un ricordo scolastico. Era come se si andasse in vacanza anche da quella!

Ma la violenza, in tutto questo attivismo politico, che valore aveva? Aggiungeva il pepe a tutte le situazioni! Ogni incontro era un brivido. Era come vivere in continuazione in un film di Hitchcock.

Uscivi di casa e ti chiedevi: riuscirò a tornare a casa vivo? Quale sensazione avrebbe potuto farti sentire più adulto? Quando tutto si era tranne che adulti! Poi il gruppo, i collettivi studenteschi, i ruoli all’interno dei collettivi, le gerarchie che piano piano si scalavano, i capi e i capetti che si guardavano con ammirazione. Tutto quanto contribuiva a creare un mito e una mitologia. Con tutti gli aspetti segreti dell’organizzazione, le cose che non tutti sapevano ma che sapevano tutti: chi aveva menato di qua e chi di là, tutte cronache del pronto soccorso …

Dopo quegli anni molte cose sono cambiate. Direi che da quei giovani sono iniziate diverse strade. Qualcuno ha poi fatto il salto verso la lotta armata, per fortuna non molti. Altri sono tornati a fare i bravi ragazzi. Molti sono passati al consumo di droghe e ad un altra forma di essere “diversi” rispetto alla gente comune, a coloro che nel mondo dei ragazzi di allora erano i “regolari”, cioè quelli che si alzano la mattina e vanno a lavorare.

Erano anni in cui le influenze musicali erano importanti, e la musica diventava occasione per consumo di droga collettivo, soprattutto hashish, ma anche tutto il resto, dall’ LSD alla coca e all’eroina.

L’eroina è  diventata in breve una piaga sociale. La violenza è poi diventata il piccolo scippo per procurasi la dose, il furto dell’autoradio o della macchina. La piccola delinquenza quotidiana, ma motivata quasi sempre dalla necessità imposte dall’assuefazione. Poi con la diffusione dell’AIDS la siringa sporca si è trasformata in un arma letale da utilizzare come minaccia! Che orrore!

Cosa ci rimane oggi di quegli anni di violenza?

Ben poco direi! Soltanto  LA VIOLENZA.

La violenza non ha più ideologia, non ha più giustificazioni! Nessuno propaganda più la violenza come sistema per mutare la società! Bé qualche volta lo fa Bossi, che dice che si imbracceranno i fucili …, ma fa più sorridere che altro, almeno speriamo.

Eppure le guerre non sono certo finite e abbiamo assistito impotenti al crollo delle torri gemelle, forse l’atto più drammatico cui il mondo ha mai assistito in diretta dopo le esplosioni delle bombe atomiche in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ma oggi la violenza per i giovani è gioco! Raramente ha conseguenze tragiche, anche se quando avviene sembra che chi la compie non si renda neanche conto delle conseguenze di ciò che ha commesso.

Il Wrestling è ormai quasi passato di moda, anche se ha diffuso una cultura di violenza acrobatica ma piena di sangue “dal vivo” …

In questo aspetto le immagini di violenza che circolano nel mondo virtuale, con la tv e con internet, hanno un peso non indifferente. Reale e virtuale spesso si confondono e la sensazione di sentirsi protagonisti che si prova in un videogioco può essere ricercata anche nella realtà.

Direi che un passo avanti è stato fatto: la violenza dell’ideologia è sconfitta. Non c’è più, o quasi, una ideologia che fa della violenza la propria bandiera!

Tuttavia c’è un linguaggio molto violento, abbiamo immagini molto violente, abbiamo violenza sulle donne e sugli animali, sui deboli in generale.

Abbiamo casi di violenza cieca e immotivata, stupida e inutile, ma mai sostenuta da una ideologia, sempre più emarginata dalla ragione e da una società che vuole crescere piuttosto che combattersi.

Ma allora? Che fare con questo residuo di violenza?

Io penso che occorra gestirla, farne gioco civile. Porre limiti ma usarla per divertimento.

Se guardiamo due o tre cuccioli di cane o di gatto o di altri mammiferi spesso li vediamo lottare tra di loro, mordicchiarsi, graffiarsi e comunque aggredirsi. Non si fanno quasi mai male! E’ uno spasso osservarli.

Pensare che i nostri ragazzi non abbiano di questi impulsi è assurdo. Val la pena giocarci e cominciare a considerare l’aggressività come una parte di ognuno di noi che si può gestire. Come la sessualità.

Altro aspetto della crescita che preoccupa molto chi cresce. Aggressività e affettività sono comunque ancora oggetto di censura nella nostra società. Ai ragazzi resta difficile parlarne. Non lo fa la scuola e spesso anche i genitori sono imbarazzati.

Invece io credo che organizzare delle “risse scolastiche”, ovviamente rispettando delle norme di sicurezza evitando che qualcuno si faccia male, in cui i ragazzi possono divertirsi, esprimendo la propria aggressività senza farsi male, farebbe un gran bene alla loro convivenza.

Assurdo? E allora perché i ragazzi filmano in continuazione episodi di piccole risse tra di loro? Non è forse un gioco?

Creano addirittura dei club e si ritrovano per prendersi a cinghiate …

Certo, c’è una identità di destra nella cinghiamattanza, ma sembrano più i richiami alla violenza fine a se stessa, che non all’ideologia. Anche se gli adepti parlano di una “danza macabra” che  “non è odio cieco, eccesso sadico, escamotage per scatenare masochismo represso” ma “in ultima istanza (aguzza la vista) è un atto d’amore…”

Anche il calcio, con i suoi riti domenicali, è privo di qualsiasi ideologia, e anche il tifo sembra soltanto una scusa per soddisfare gli istinti aggressivi.

Ma aggressività e amore sono gli aspetti maggiormente censurati dalla cultura. E sono anche le cose che maggiormente attraggono, fatalmente.

La trasgressione è un richiamo troppo forte per gli adolescenti che devono superare le prove di iniziazione per accedere al mondo degli adulti.

In fondo gli adulti danno molti esempi di un mondo inaccessibile ai giovani. Soltanto l’esistenza di film VIETATI AI MINORI DI 18 ANNI, sembra un richiamo irresistibile per un mondo adulto dominato dalle PROIBIZIONI.

Ecco che i ragazzi, per diventare adulti, devono essere capaci di accedere al PROIBITO. Ciò che è proibito, nella fantasia dei ragazzi, non lo è perché dannoso, ma soltanto perché riservato agli adulti che possono goderne LIBERAMENTE.

Se ne deduce che tutte le proibizioni, relative al sesso e alla violenza, non fanno altro che eccitare gli animi.

Che fare allora?

Potremmo parlare di sesso molto più liberamente, rendere noiosi, come in realtà sono, tutti i film pornografici, e giocare con i ragazzi e la loro aggressività, un aspetto naturale e non pericoloso, di per sé.

Ai ragazzi piace giocare.

E perché mai gli adulti non dovrebbero aiutarli a giocare? Solo reprimere?

La repressione, senza alcuna comprensione, accompagnata soltanto dalla condanna, perché non si fa, può portare alla violenza, perché la repressione è già di per sé un atto violento.

E’ meglio condividere le esperienze con i ragazzi, e vivere vicino a loro, piuttosto che lontani, ipercritici e repressivi.

E’ per questo che con i miei figli faccio a botte quasi tutti i giorni …

O no?

🙂

Per scaricare La Ragnatela del Grillo in PDF vai qui:
Oppure qui per leggere la sinossi del racconto

Il blog di Grillo e il vizio della censura

Il blog di Grillo ha il brutto vizio di censurare!

Non c’è niente da fare, è proprio un viziaccio!

Tutti se ne lamentano ma nessuno cambia niente !

E’ una contarddizione incredibile, per il paladino della libertà di espressione, eppure, neanche un giornalista che lo va a scrivere su un giornaletto … Niente da fare! Incredibile!

Probabilmente ha proprio ragione il Beppe a dire che la stampa è tutta asservita …

Ecco oggi ho segnalato il mio articolo sul razzismo! Un tema scottante! Niente, cancellato via!

Guarda qui:

Clicka 2 volte per ingrandire

e poi qui:

Clicka 2 volte per ingrandire

Nella prima foto c’è il commento con il link all’articolo di questo blog. Il link è modificato perché nel blog di Grillo c’è un filtro dove “giosby” non si può scrivere … Se guardate bene gli orari, capirete che nella seconda foto il commento è sparito

E questa il Sig. Grillo la chiama libertà …

Mah …

Giorgio Gaber – LA LIBERTA’ è partecipazione …

O no?

🙂

Vai a leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo

oppure inizia a leggere la sinossi

Vorrei la pelle nera !

Mentre negli Stati Uniti uno dei due candidati alla presidenza è un uomo di colore, in Italia ci stiamo distinguendo per orribili episodi di intolleranza.

L’omicidio a sprangate di un uomo al grido di “negro di merda”, anche se le pubbliche amministrazioni dicono che il razzismo non c’entra niente…

A Parma due episodi a distanza ravvicinata di tempo: una donna nigeriana rinchiusa in cella e buttata per terra seminuda, con la semplice didascalia di “prostituta” messa dai giornali e poi un ragazzo, Emmanuel Bonsu Foster, maltrattato malamente dai vigili di Parma, sempre con l’infamante accusa:

NEGRO !

Ma c’è un fatto che mi allarma di più, ed è una brutta abitudine che vedo nei ragazzi.

I ragazzi si insultano dandosi del “NEGRO” ! Oppure spesso insultano dicendo: “handicappato” “mongoloide”.

Sono abitudini del linguaggio a cui i ragazzi non fanno neanche caso, termini che usano con noncuranza, leggerezza.

Eppure ogni volta che io sento un ragazzo rivolgersi a un altro in questo modo mi viene un brivido e mi sento di intervenire, di iniziare a parlare con questi ragazzi, di farli pensare a come si sentirebbero loro ad essere discriminati per qualche aspetto del loro fisico, il colore degli occhi o dei capelli, la loro altezza o il loro peso. Eppure è più facile chiamare qualcuno ciccione o nano, piuttosto che stare vicino a chi è diverso dalla “norma”.

Io in tutto questo non ci vedo niente di normale, ma tutti questi atteggiamenti sono tollerati dagli adulti, che quasi sempre assistono a episodi del genere nella più totale indifferenza!

Allora forse siamo proprio noi adulti il vero problema. Siamo noi ad essere intolleranti e a sentirci superiori e privilegiati! E guai a chi tocca i nostri privilegi!

Allora potremmo fare una bella prova, andarcene in giro per un po’ con la pelle nera e poi forse inizieremmo a capire … Sì perché certe cose non si riescono a spiegare, bisogna provarle sulla propria pelle!

Nella scuola, se qualcosa funzionasse, si potrebbero organizzare delle drammatizzazioni su questi temi, sulla diversità, sul bullismo e sull’intolleranza.

Perché siamo tutti diversi, nonostante la Gelmini voglia mettere a tutti il grembiulino per sembrare tutti uguali! Una vera presa in giro …

Ecco perché io vorrei …

Vorrei la pelle nera !

Back to the best

Articoli correlati:

I bulli siamo noi?

Lasciamo un impronta: siamo tutti ROM !

Cina: ma i cinesi siamo anche noi?

Vai a leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo

oppure inizia a leggere la sinossi …

Quando i ciarlatani uccidono …

Ho avuto notizia della diffusione di disinformazione riguardo all’A.I.D.S. !!!

Guarda caso, dietro ogni bugia ci sono interessi economici MOLTO GRANDI.

E il disinteresse assoluto se molte persone ci rimettono la pelle!

Incredibile !

International AIDS Society: “Fermiamo i ciarlatani”

Appello dell’International AIDS Society (IAS), che rappresenta oltre 11.000 operatori sanitari di tutto il mondo per combattere su ogni fronte chi diffonde disinformazione sull’AIDS, come per esempio chi nega la correlazione tra la patologia e l’infezione da HIV, chi smentisce l’efficacia dei farmaci antiretrovirali, chi promuove l’utilizzo di medicine alternative senza nessuna prova d’efficacia.

L’appello, formato da Julio Montaner e Craig McClure, rispettivamente presidente e direttore esecutivo IAS, è apparso sul quotidiano britannico Guardian, che ha appena sconfitto in tribunale Matthias Rath, il medico che ha creato un impero economico vendendo integratori alimentari a base di vitamine in tutto il mondo sostenendo che i suoi prodotti sono in grado di curare l’AIDS. “Coloro che negano persino l’esistenza dell’AIDS e perorano la causa di trattamenti non testati scientificamente minano la fiducia nelle terapie antiretrovirali”, spiega Montaner, “e forniscono una ‘scusa’ a quei Governi dei paesi in via di sviluppo che ancora nicchiano sulla fornitura di antiretrovirali alla loro popolazione sieropositiva e sulla loro rimborsabilità. Questo causa centinaia di migliaia, se non milioni, di morti evitabili, e causa un’esplosione di infezioni da HIV”.

Bibliografia. Montaner J, McClure C. We must oppose the HIV-AIDS deniers. The Guardian 18/09/2008.

Articolo correlato:

A.I.D.S. Scampato pericolo?

Vai a leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo

oppure inizia a leggere la sinossi …

Un Mix dal primo blog di Giosby

Ecco una serie di articoli provenienti dal primo blog di Giosby

C’è un po’ di tutto, qualche enigma, qualche fantasia, qualche domandina impertinente …

MI FIDO DI TE ! O no?

ALLARME CENSURA: CHIUSI I FORUM RAI ! ! !

6. Grillo onnipotente o sbaglia anche lui? DICO e PACS

Ma in Italia … un monumento così … lo potremmo esporre?

COMUNICANZARE

Pronti? Via!

ENIGMI

E infine l’immancabile link a LA RAGNATELA DEL GRILLO

Potete leggerla e scaricarla …

Buon divertimento!

La Ragnatela del Grillo – sinossi

Giosby, il protagonista del racconto, è un uomo di 50 anni. Fino al 1997 ha vissuto a Milano, dove,tra l’altro, si occupava di psicanalisi.

Nel 2004, dopo alcuni anni trascorsi in un piccolo paesino nelle valli bergamasche, è approdato con la sua famiglia, moglie e tre figli, a Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno.

Oggi si occupa dell’importazione di frutta esotica. Il trasferimento da Milano, dove ha vissuto per quasi 40 anni, fa parte di una scelta consapevole, la necessità di offrire ai propri figli un ambiente più tranquillo. In casa vive anche il padre di Giosby, il quale ha 87 anni.

L’educazione dei figli occupa gran parte del tempo libero della coppia, anche perché sono ambedue consapevoli che la scuola non è in grado di dare un significativo aiuto ai loro figli per capire ed affrontare il mondo di oggi …

Sinossi del racconto La Ragnatela del Grillo

In questo frangente, e siccome Giosby naviga spesso in rete, si imbatte nel blog di Beppe Grillo. Rimane subito affascinato ed è quasi per gioco che inizia a partecipare alla comunità. Interviene proponendo le proprie perplessità sulla vita scolastica, scambia opinioni con i bloggers presenti, finché scopre la possibilità dei Meetups locali sparsi per il territorio nazionale.

Ha voglia di fare, e così incomincia a visitare il Meetup locale, scoprendo che in ogni città sono attivi gli “Amici di Beppe Grillo”, che si incontrano mensilmente per parlare di varie iniziative. E’ proprio ciò che lui cercava. Quindi si iscrive al Meetup di Ascoli Piceno, capoluogo della sua provincia.

Inizia a proporre da subito le sueidee riguardo alla scuola. Il percorso scuola però ben presto diventa troppo stretto, si allarga, sfocia in un richiamo di Giosby alla partecipazione democratica visto che la considera la chiave di volta per un reale cambiamento.

Ma passa ben poco tempo e Giosby si ritrova già in pieno e primo disaccordo con quanto afferma un giorno Beppe Grillo in uno dei suoi post quotidiani nel blog, ove si scaglia contro la comunità cinese di Milano, rea di aver fomentato gravi disordini in Via Paolo Sarpi a Milano. I toni e modi usati da Beppe Grillo lo allarmano non poco, inizia così ad avere un atteggiamento più critico nei confronti dell’intero movimento, accusando poi nel Meetup apertamente Grillo di razzismo. (In seguito si accorgerà che le sue critiche sono state completamente rimosse dalla piattaforma locale del movimento).

Nonostante il disaccordo manifestato contro Grillo non rinuncia però alla partecipazione né al confronto con gli altri membri del Meetup di Ascoli, tentando per altro (con scarso successo) di ottenere una loro dichiarazione di appartenenza politica oltre che a chiamare in vita (anche qui senza alcun riscontro) un gruppo di lavoro sul tema della scuola. Si impegna inoltre in un dibattito riguardante i DiCo e i Pacs, partecipa ad una manifestazione locale promossa da un’associazione (Comunanze.Net) vicina al Meetup di Ascoli che vuole incentivare la comunicazione attraverso la rete di internet, infine e ormai pieno di dubbi, comincia a chiedersi e a chiedere agli altri se il movimento di Beppe Grillo non sia di natura qualunquista.

Propone quindi un dibattito in questione non più soltanto ad Ascoli ma anche presso il Meetup 280 che si è autoproclamato “IL NAZIONALE”. In realtà questo gruppo fa capo a Stefano Murgo di Pescara, che ha sviluppato localmente il tema delle liste civiche e della democrazia diretta, un tema con il quale Murgo intende divulgare questa posizione a livello nazionale, cosa poi parzialmente riuscita. Nel corso del dibattito sul qualunquismo nel 280, che ben presto si concluderà su un binario morto, Giosby viene invitato a partecipare a quello che – contrariamente al 280 – è il vero board nazionale del Meetup di Beppe Grillo. In questo ambito, visto anche il numero ben più ampio di partecipanti, il dibattito si anima. Giosby intanto partecipa anche ad un nuovo Meetup fondato sempre in provincia di Ascoli, a San Benedetto del Tronto, ed è proprio qui che subisce la prima censura da parte del nuovo organizer, che gli cancella i commenti che indicavano nella canzone “Volare” di Domenico Modugno e in “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco in modo assai ironico una nuova proposta politica, quella di trasformare il Vaffanculo-day assai rozzo nei toni in un Volare-day più raffinato nei modi. Infatti, nel board nazionale la stessa proposta si sviluppa in un vero e proprio percorso musicale, grazie all’adesione di altri bloggers, diventando così una vera iniziativa propositiva. Perciò, e nonostante la prima censura subita nel Meetup di San Benedetto del Tronto, i continui dubbi e le differenze che lo contraddistinguono, Giosby inizia a preparare nel mese di agosto insieme agli altri sostenitori di Beppe Grillo il V-day e la sua organizzazione costruendo insieme delle immagini ad hoc a sostegno dell’iniziativa.

Ma proprio il 17 Agosto compare nel Meetup nazionale di Grillo un nuovo tema (in gergo thread): “Il blog di Beppe Grillo e la censura metodica”, proposto da un certo Hugo Kolion. In questo tema-thread veniva denunciata – con tanto di documentazione allegata – l’opera di censura che pare fosse praticata con sistema all’interno del blog di Grillo. Giosby è inizialmente molto scettico riguardo alle affermazioni di Hugo Kolion e perciò non si prende nemmeno la briga di verificare l’accusa mossa contro Beppe Grillo in modo approfondito, ma inizia lo stesso a partecipare alla discussione cercando di capire, di orientarsi tra Hugo Kolion e gli altri fedelissimi di Grillo che gli danno addosso. Nel corso di 5 giorni la discussione diventa sempre più accesa, ricevendo numerosissime visite, finché Giosby non si ritrova ad inviare come al solito un commento, quando di colpo riceve una comunicazione dal Meetup che il suo commento non può essere inviato! L’intero thread di Hugo Kolion era stato cancellato! Sparito! Giosby rimane allibito davanti allo schermo, ad osservare con sgomento il messaggio che gli indica la scomparsa dell’intero thread sulla censura promosso da Hugo Kolion! Ancora sotto choc si lamenta subito dopo in un altro thread con altri bloggers di aver subito una lobotomia, per poi salutare malinconicamente la comunità rimasta del tutto passiva di fronte all’accaduto, proponendo la canzone di Gianni Morandi “C’era un ragazzo che come me…”. Giosby adesso ha paura per quanto è successo, tuttavia non vuole subire passivamente, e nemmeno scordare quanto accaduto. Decide quindi di contattare tramite mail Hugo Kolion. Le conoscenze informatiche di Giosby sono molto limitate, ma seguendo qualche consiglio di Hugo Kolion, si inventa come nuovo utente – Fantasia – con cui continuare a scrivere sul Meetup nazionale.

Giosby alias Fantasia entra con questa sua nuova identità nel Meetup per chiedere delle delucidazioni sul senso del V-day. Ma ben presto – vista la reticenza da parte dei fedeli di Beppe Grillo a dare spiegazioni sensate e una loro tendenza di fare sempre e soltanto propaganda alla iniziativa dell’8 Settembre – passerà alla denuncia della censura praticata con sistema all’interno del Meetup. A questo punto trasforma la sua originale richiesta di chiarimenti in una denuncia della censura modificando il titolo del suo thread in “Vorrei partecipare al V-day, ma… con questa banda di censuratori non berrei neanche un caffè”. In attesa dell’azione della censura, questa volta si è però preparato a salvare le pagine postate prima della loro cancellazione, per poi mostrarne la loro esistenza in un secondo tempo. Inizia così una grande scaramuccia tra Fantasia (cui qualcuno curiosamente ha attribuito una identità femminile) e altri bloggers che ripetutamente si conclude con la cancellazione dei threads proposti da Fantasia. Parte così quella che sarà l’ultima avventura di Giosby nel Meetup di Beppe Grillo. Gli interventi di Fantasia sono lucidi, serrati, fa appello al buon senso, alla logica, chiede gentilmente come mai vengono cancellati i posts e i threads che non contengono insulti. La discussione si anima, c’è molta partecipazione … Nel frattempo ha luogo il V-day, e il discreto successo scatena l’entusiasmo di molti nuovi sostenitori di Beppe Grillo, che iniziano anche a frequentare così il board nazionale. Nei tre giorni successivi la lotta tra Fantasia e gli altri bloggers si intensifica, con tanto di censure fino a terminare l’11 Settembre con la cancellazione dell’intero thread. Terminata la lotta Giosby alias Fantasia scompare nel nulla, ma nel frattempo scopre che Hugo Kolion, con cui aveva iniziato e poi interrotto il dialogo tempo addietro, aveva registrato casualmente e in parte l’accaduto, pubblicando i contenuti salvati sul suo sito.

Giosby riprende quindi il dialogo con Hugo Kolion, con il quale avrà un intenso scambio di mails, che sarà un sostegno fondamentale per la stesura del racconto “La ragnatela del Grillo”. Il dialogo si svilupperà sempre più, per poi approdare sul sito di Hugo Kolion, dove Giosby scriverà impersonando un nuovo pseudonimo: Genuino. Il percorso di Giosby, Fantasia e Genuino, che contiene anche una sequenza di una dozzina di canzoni, arriva così alla conclusione: Grillo, che prospetta il cambiamento, è in realtà una nuova versione del solito andazzo all’italiana, fatto di inganni e apparenze. Il suo blog è tutt’altro che trasparente, tutt’altro che onesto e, pertanto, non si capisce da quale pulpito possa richiedere trasparenza e onestà ad altri, in prevalenza alla classe politica contro la quale rivolge le sue proteste. D’altra parte Grillo rappresenta anche lo specchio della società italiana, compresi tutti noi, che siamo comunque portati ad effettuare continui aggiustamenti per adeguare la realtà ai nostri desideri e incertezze, alla nostra percezione soggettiva, dove poi giustifichiamo sempre il nostro operato poiché “così fan tutti”. Ma di impegnarci noi per primi non se ne parla neanche. Di pensare a noi stessi come i primi responsabili del degrado? Assurdo! Grillo usa quindi la calunnia sistematica come principale strumento di propaganda per ottenere il consenso che gli procura numerose adesioni; la sua organizzazione, per diversi aspetti, è simile ad una vera e propria setta. Una censura metodica, applicata sia nel blog che nel Meetup di Beppe Grillo, fa sì che la realtà venga pesantemente distorta. Il visitatore che accede al blog o al Meetup di Beppe Grillo non legge mai tutti i commenti postati, bensì solo una parte, quella prevalentemente favorevole al pensiero di Beppe Grillo. Grazie a questa vera e propria falsificazione della realtà, viene così data l’impressione del consenso quasi univoco. Ma la realtà è ben diversa … perché la sostanza, quello che resta, quando togliamo il cerone, è triste e squallida. Infatti il racconto (al quale sono allegati alcuni documenti comprovanti quanto affermato ed esplicativi delle discussioni avvenute nel meetup) introduce il lettore nella ragnatela del Grillo, un mondo fatto di intrighi, manipolazioni e tante falsità. Termina poi con un appello al buon senso, ponendo inoltre una serie di domande rimaste ancora aperte …

Un Clic QUI per leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo !

Ecco l’indice della Ragnatela, con i link attivi ai capitoli … Si può anche leggere on line …

ATTENZIONE: mi scuso ma non tutti i links funzionano. Infatti il precedente blog era sulla piattaforma splinder che non funziona più e mi sono accorto troppo tardi della sparizione. Ho recuperato alcune cose da www.archive.org. Ma non ho il tempo di riprendere tutto il materiale possibile …

 

IMPEGNO SOCIALE

Dovremmo avere forse un maggiore impegno sociale per poterci sentire in una società più civile. Ma il tempo è tiranno e non tutti possono impegnarsi nella vita sociale …

Io non riesco quasi più neanche a dedicare un po’ di tempo a scrivere … Siamo tutti stressati dai bisogni più importanti e ognuno è costretto a guardare al proprio orticello …

Cambierà ?

Ecco alcuni articoli tratti dal primo blog di Giosby che richiederebbero un certo

IMPEGNO SOCIALE …

Articoli sulla scuola

Anche per quello che riguarda la scuola, nel primo blog di Giosby ho scritto alcuni articoli:

Potremo scrivere anche altro, sperando che la scuola non diventi una farsa totale …

In Fila per tre – Edoardo Bennato

Un Clic QUI per leggere e scaricare La Ragnatela del Grillo !