Berlusconi vince con il qualunquismo!

In Italia ha vinto il qualunquismo!

Hanno vinto gli emoticon!

Ha vinto Mike Bongiorno!

Hanno vinto le veline!

Ha vinto il calcio sulla politica!

Ha vinto il sesso sull’amore!

Hanno vinto i siti porno!

Ha vinto il Grande Fratello!

Ha vinto la TV sul cinema e sul teatro e sulla radio!

Ha vinto l’ignoranza sulla cultura!

Ha vinto la violenza sulla ragione!

Ha vinto la Playstation!

Hanno vinto i cellulari e gli SMS!

Ha vinto la moda firmata e copiata.

Hanno vinto le firme taroccate!

Ha vinto il bio certificato, ma coltivato accanto all’autostrada.

Ha vinto “Finché la barca va…”

Ha vinto il conflitto d’interesse che non esiste.

Ha vinto Emilio Fede!

Ha vinto il gossip sulla notizia!

Hanno vinto gli scandali, che tanto … uno più o uno meno …

Ha vinto la mafia, che tanto non possiamo farci niente

Ha vinto il lavaggio del cervello!

Ha vinto la passività!

Ha vinto l’opportunismo e la corruzione.

Hanno vinto i paraculo!

Dichiarava Daniele Luttazzi nel gennaio 2007:

«Per essere ammessi in tv bisogna appartenere alla nuova specie televisiva creata negli anni berlusconiani, ma che va ancora di moda. La figura del paraculo, sì, scriva pure così, quello che non si schiera mai, che si mimetizza, che fa del qualunquismo una bandiera». Mi fa degli esempi? «Nomi e cognomi, come faccio nello spettacolo. Bonolis che dichiara di non sentirsi né di destra né di sinistra, Fabio Volo che si vanta di essere qualunquista, Simona Ventura che si definisce equidistante, aggiungendo candidamente di aver lavorato a Mediaset inseguita dal pettegolezzo di essere l’ amante di Galliani e di averlo lasciato credere». Altri nomi? «Gene Gnocchi, Fiorello, Fabio Fazio, Baudo stesso». Personaggi molto diversi fra loro. Dove sta la `colpa’ ? «Sono gli eroi dell’ opportunismo tv, quelli con la maschera patinata. Lavorano rispettando la condizione di non disturbare, non accorgendosi che l’ opportunismo è una forma di corruzione». Ma ci sarà qualcosa e qualcuno che si salva, oppure la satira è morta? «Finchè sarà la politica a stabilire non solo ciò che si può dire, ma anche chi lo dice e in quale modo, vuol dire che l’ ambiente è irrimediabilmente inquinato. Al massimo viene tollerata l’ allusione blanda, la comicità alla camomilla, ma questa non è satira»

Ha vinto il lavoro nero!

Ha vinto l’evasione fiscale, che altrimenti come fai?

Ha vinto: “vuole la fattura o lo sconto?”

Ha vinto il Festival di Sanremo!

Ma chi ha perso?

Ha perso chi è morto, come

Jimi Hendrix,

Jim Morrison,

Bob Marley,

Fabrizio De Andrè

Ha perso l’uomo qualunque

Abbiamo perso noi …

Noi che siamo strani …

La psicologia e la matematica servono a vincere le elezioni e a conquistare il potere?

Io penso di sì.

Come si fa?

Semplice:

  1. usando potenti mezzi di comunicazione (TV) si cerca di creare una certa visione del mondo, dove le cose futili sono più importanti delle cose serie
  2. si eseguono sondaggi su ciò che la gente pensa, desidera e sulle sue aspettative
  3. si promette alla gente quello che essa desidera
  4. una volta conquistato al potere, sempre con i potenti mezzi di comunicazione, si racconta che si sta procedendo spediti verso la realizzazione di tutti i desideri
  5. si aumenta così sempre di più il proprio consenso

Orwell in fondo ce lo aveva già detto …

Altra abile mossa: creare una stupida opposizione nella quale gli “irriducibili” si possano identificare ma che abbia come caratteristica la totale inconcludenza, della serie “can che abbaia non morde” (Vedi Beppe Grillo & Co.) In fondo è soltanto l’altra faccia della medaglia.

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11. Grillo è qualunquista? Il board nazionale

Fenomenologia del qualunquismo

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Quello che non ci dicono mai su Israele e Palestina.

Ricevo un invito a diffondere il seguente ARTICOLO:

IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI

Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.

Bene.

Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette – che non vedono, non sentono, non parlano – al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.

E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E’ un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. E’ complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.

I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala ‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica’, la carriera, o simili.

Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.

Perché una cosa sia chiara a tutti: l’unica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nell’indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E l’orrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.

L’evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto sionista di una ‘casa nazionale’ ebraica in Palestina nacque alla fine del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande Israele’ biblica la presenza araba, attraverso l’uso di qualsiasi mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell’Olocausto. Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina. Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire per fermare la barbarie.

In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione, REAZIONE, disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente scioccanti dall’aver costretto la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “un insulto all’Umanità” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è AGIRE violenza. E’ immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade. E’ immorale condannare il “terrorismo alla spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo israeliano.

Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell’ONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come “La Pulizia Etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, Fazi ed., o “Pity The Nation”, di Robert Fisk, Oxford University Press, e “Perché ci Odiano”, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti http://www.btselem.org/index.asp,

http://www.jewishvoiceforpeace.org,

http://zope.gush-shalom.org/index_en.html,

http://www.kibush.co.il, http://rhr.israel.net,

http://otherisrael.home.igc.org.

O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne “La Questione Palestinese” della libreria delle Nazioni Unite a New York.

E torno al “tradimento degli intellettuali” nostrani. Vi sono aspetti di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l’ignoranza in materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi, Marco Travaglio per primo; un’ignoranza non scusabile, per le ragioni dette sopra, ma anche ‘sospetta’ in diversi casi.

Un secondo aspetto è l’ipocrisia: l’evidenza di cui sopra è soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja. Ricordo le parole dell’intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l’ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell’Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz, 30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla ‘epopea’ sionista.

Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quell’uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del prima razzo Qassam su Sderot in Israele.

Ricordo ai nostri ‘intellettuali’ di andarle a leggere queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.

E l’ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-israeliani “appassionati” (Travaglio) senza essere ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni dalle vittime dell’Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.

Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l’indifferenza allo strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari ‘intellettuali’.

Paolo Barnard

Gennaio 2009

===


Paolo Barnard è una fonte, un’informazione preziosa. Chi ha buona volontà la può utilizzare e diffondere.

Gli altri potranno almeno smetterla di far finta di non sapere!

O no?

🙁

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Chi vuol esser lieto sia …

scrivere, a che pro?

parole per convincere?

parole per riflettere?

parole in libertà

per il gusto di scrivere, fine a se stesso.

Ma se non trovi un senso a ciò che scrivi che scrivi a fare?

Forse per ricordarti di altri che a volte arrivano, guardano, cercano qualche novità.

Niente di nuovo, o meglio, guerre nuove per problemi vecchi, scandali, bugie e tante preoccupazioni che qualcuno vuole nascondere con molto ottimismo.

Ma in fondo essere ottimisti non ci costa nulla e il pessimismo non aiuta a rendere niente migliore, anche se …

Occorre anche avere il coraggio di guardare la realtà, altrimenti si rischia di esserne travolti

Ma comunque sembrano sempre parole al vento, che una vale l’altra …

E allora?

Bisogna sempre vendere, per sopravvivere …

Edoardo Bennato

Mah

Vediamo di divertirci, che tanto

Quant’è bella giovinezza

che sì fugge tuttavia

Del doman non vi è certezza

chi vuol esser lieto sia …

(Lorenzo de Medici, detto Il Magnifico)

O no?

🙂

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Fame nel mondo: vergogna! Si specula anche su questo!

L’anno 2008 va a finire. E la FAO ci riporta notizie tristi:

Secondo l’organismo internazionale sarebbero un miliardo le persone afflitte da malnutrizione, cifra che purtroppo è destinata a salire a causa della crisi economica globale.


Esattamente sono 963 milioni le persone sottonutrite ma nel 2009 la cifra salirà in maniera esponenziale. “Il numero aumenterà costantemente il prossimo anno” ha detto il portavoce della FAO. La FAO individua nella crisi mondiale e nella inottemperanza degli impegni presi dai Paesi occidentali le cause di questo costante aumento. Infatti in un vertice straordinario tenutosi lo scorso giugno i Paesi ricchi si erano impegnati per 12, 3 miliardi di dollari, ma ad oggi hanno versato solo un miliardo di dollari (Italia sempre pecora nera del gruppo).”

Ma cosa fa la FAO oltre a segnalare il problema?

Leggiamo QUI:

“La Fao denuncia, grida, urla che il mondo è alla fame, che la crisi è gravissima. Che altri milioni di persone si stanno sommando ai milioni che già oggi soffrono la fame.
Bene. E la Fao cosa fa? Spenderà 784 milioni di dollari per affrontare il problema nei prossimi due anni.
Cioé un milione di dollari al giorno. “

Si, ma come?

“Una commissione di economisti guidata da Leif Christoffersen e voluta dalla stessa Onu, ha accertato che almeno la metà di questi soldi, cioé un milione di dollari ogni due giorni, è spesa per mantenere la struttura burocratica di questo colosso delle Nazioni Unite. “In molti uffici  – dice la commissione – i costi amministrativi sono superiori ai costi del programma”.

Leggiamo cosa succede ad una riunione della FAO:

“Su un bilancio di 784 milioni di dollari quelli che l’organizzazione internazionale destina direttamente a sfamare gli affamati sono 90 milioni: meno del 12 per cento.

(…)

Parlare di fame nel mondo tra brasati al barolo e aragosta in vinaigrette, dibattere di denutrizione con la pancia piena di risotto all’arancia e filetto d’oca, ma come si fa

Durante una delle ultime edizioni dei vertici, la delegazione del Kenya venne intercettata a fare shopping di scarpe e vestiti in via Condotti.
La delegazione cinese, invece, si era stanziata all’Hotel Parco dei Principi. Il capo si era fatto riservare la stanza da 3500 euro a notte: trecento metri quadrati, salotto, stoviglie d’argento, arazzi pregiati, maxischermo Tv e grande bagno con vasca Jacuzzi.

Gli unici che hanno tratto beneficio dall’organizzazione, in questi anni sono i suoi dipendenti. Non sono pochi: 3500. Di questi 1.600 sono dirigenti. Ma voi l’affidereste un incarico importante a una struttura che ha un dirigente ogni due dipendenti?

Nemmeno l’esercito della via Pal contava così pochi soldati semplici. E dire che, a essere soldati semplici, non c’è molto da recriminare: un nuovo assunto alla Fao guadagna come minimo 61mila euro l’anno, una segretaria può arrivare a 73mila.
E in più benefit di ogni genere, compresi i corsi di yoga, il tai-chi, la danza del ventre e l’aromaterapia, tecnica evidentemente molto utile per risolvere il problema dell’alimentazione planetaria.”

Anche i radicali osservano:

Del resto l’esempio viene dall’alto e non mi risulta che il papa, mentre predica infaticabilmente contro l’egoismo dei paesi ricchi, viva in un bicamere monoservizi o digiuni come Marco Pannella: al contrario, vive in palazzi e giardini principeschi e si abbuffa coi manicaretti dei famosi cuochi vaticani.”

Che dire? Gli animali, almeno, quando si comportano in questo modo sono guidati soltanto dall’istinto!

L’uomo invece LO SA quello che sta facendo, può rifletterci, oppure può semplicemente far finta di non sapere, CENSURARE queste scomode conoscenze dalla sua mente, e andare avanti come se niente fosse …

Cosa ci resta allora? Un mondo pronto a scatenare battaglie contro la polizia se un ragazzo viene ucciso, ma che non vuole vedere migliaia di bambini morti, uccisi dalla nostra stupida opulenza, a cui TUTTI partecipiamo senza alcun ritegno!

Ci resta un mondo dove impera la legge non scritta: OCCHIO NON VEDE, CUORE NON DUOLE.

Ci resta qualche rock star, come John Lennon, magari già morta stupidamente, per sognare romanticamente …


E qualche piccola soddisfazione personale: piccoli sorrisi delle persone a cui vogliamo bene!

O no?

🙂

Buon anno 2009 ! ! !

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Il 2009 sarà l’anno delle bugie?

Ho poco tempo per navigare, ma ogni tanto trovo qualcosa di veramente incredibile.

Ecco Zeus News che è un notiziario che ci racconta quanto avviene nel mondo di internet, interessante per molti versi, che ci racconta che Il 2009 sarà l’anno di Beppe Grillo

La prova di questa previsione? Secondo Zeus News oltre il 40% degli elettori in Abruzzo non ha votato SEGUENDO LE INDICAZIONI DI BEPPE GRILLO !

Eppure Beppe Grillo aveva invece dato una CHIARA indicazione per il candidato amico di Di Pietro!

Non è una novità che Beppe sia in simpatia con l’ex giudice di mani pulite, che poi tanto pulito non è.

Ma in questo caso aveva dato una CHIARISSIMA indicazione sul suo blog!

Eccola qua:
(clicka 2 volte per ingrandire)


Dal blog lancia l’appello: tifo per Carlo Costantini. Passaparola.

Più schierato di così non si può!

Ma visto il gran numero di astenuti la vittoria è ancora di Grillo!

A me spiace che non ci sia partecipazione alla vita pubblica, mi spiace di non sapere veramente per chi votare quando tocca anche a me farlo, di non poter partecipare attivamente e di non potere più avere veramente fiducia nei politici che sembrano essere soltanto dediti all’intrallazzo, ma venirmi a raccontare che Grillo è il nuovo, il diverso, quando anche lui si comporta come un incantatore di serpenti, tra le censure del blog e le frottole sparate ai quattro venti non mi sembra il caso.

Mi chiedo: il 2009 sarà un anno in cui si potranno continuare a raccontare balle a tutti quanti? Berlusconi continuerà tranquillo e beato a prenderci in giro, e chi sarà contro di lui racconterà altre bugie, purché portino acqua al suo mulino?

E poi le bugie dello sport, del calcio, degli spettacoli, dei tradimenti, delle corna, della sanità e della scuola …

Cosa ci resta da fare per difenderci dalle bugie, allora?

Ce lo diceva già Mina 40 anni fa: NON CREDERE

Cerchiamo di divertirci allora! Ne vedremo delle belle!
Comunque, meglio soli che male accompagnati!

O no?

🙂

SE VUOI PUOI LEGGERE E SCARICARE

La Ragnatela del Grillo

Onda Anomala – Gelmini 3 a 0

Non ci potevo neanche credere!
Tutto da rifare!
Maestro Unico? Facoltativo! E chi diavolo andrà a chiederlo?
Le famiglie che potranno scegliere tra 24, 27, 30 o 40 ore !!!

Ma dove siamo? Alla fiera delle mucche? Bambini con elementari da 24 ore e altri da 40!
I risultati? Identici! Anzi chi ne fa 24 è più EVOLUTO!

Poi la Pinocchia Gelmini dice che non è una marcia indietro!!!

Che spudorata!

Direi che tutto il movimento che si è creato contro lo scempio della scuola è servito!

Direi che apparire su You Tube è stato un colossale autogol, con la valanga di proteste che sono arrivate anche lì!

Direi che

La protesta civile e colorata può battere un governo triste e grigio

Direi che
sono servite le raccolte di firme i cortei e le occupazioni, nonostante quello che scrive Paolo Barnard.

Egli ammoniva Studenti ed insegnanti del Movimento:

“Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego, è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene comune e il senso di collettività, per sempre, e imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto. Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici. Possiamo certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo dovere?”

Ma Paolo invitava ad andare oltre …

“Cosa avrete risolto quando e se la Gelmini avrà fatto marcia indietro? Perché non mettiamo tutta questa energia oggi esplosa nelle piazze per arrivare a una scuola che non ci devasti l’anima, che non ci faccia odiare la cultura, che sia il nostro regno del rispetto nell’età più sensibile di tutta la vita, che non ci insegni le virtù del servilismo e dell’arroganza, dove non ci si senta con le ossa svuotate di fronte alle cattedre o ad aspettare nei corridoi i favori dei baroni? Dove a neppure vent’anni si possa entrare a colloquio dal tuo professore sul tappeto rosso, mentre fuori dallo studio, in corridoio, al resto del mondo tocca di aspettare voi e la piena soddisfazione del vostro diritto.

Immaginare in grande, immaginate in grande.

Ok Paolo! Ma un passo alla volta! Per intanto sappiamo che un Movimento forte può ottenere qualcosa! Anche senza leader che lo portano di qua o di là! Un Movimento spontaneo! Un Onda Anomala !

E’ un’onda che prende coscienza della sua forza e sarà sempre più forte se sarà capace di rimanere PACIFICA e NON VIOLENTA.

Ma è un’onda che crescendo potrebbe anche spazzare via tante brutte cose …

Non siamo negli USA, ma uno slogan possiamo rubarlo agli americani:

YES WE CAN !

ma noi lo diciamo all’italiana, con Pino Daniele …

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Internet: la macchina da guerra di Mr. Obama

Prima delle elezioni Usa mi ero interessato al personaggio Obama! E così mi sono iscritto alla sua Newsletter.

Adesso continuo a ricevere i suoi messaggi.

Egli, IMMANCABILMENTE, richiede denaro, donazioni, offerte. E a quanto pare ne ha anche ricevuti parecchi!

Ma ti sembra che un poveretto debba donare soldi a una macchina mangiasoldi come la Presidenza degli Usa?

Eppure evidentemente funziona!

L’ultima trovata: ti propone un calendario di 4 anni, la cui produzione potrà costare sì e no un paio di dollari, alla modica cifra di 35 dollari (offerta minima)

promettendo di consegnartelo entro il 24 Dicembre, data ideale per metterlo sotto l’alberello …

E chissà quanti americani ci cascano…

Almeno qui da noi Berlusconi i soldi ce li strappa dalle tasche senza pudore, ma di fessi disposti a regalarli a lui, nuovo Paperon de Paperoni,

forse non ne trova …

Che resta da dire?

Ognuno ha il Presidente che si merita!

O no?

🙂

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Paolo Barnard: un’utopia come un’altra?

Mi piace leggere Paolo Barnard.

Lo trovo interessante, stimolante. Una voce stonata in un coro monotono.

Seguo il suo sito e i suoi aggiornamenti chiedendomi comunque: dove andrà a parare?

Cosa comporta il suo nichilismo? Il suo sguardo disincantato su un mondo che ormai sembra non promettere più niente di buono? Se non una vincita al Superenalotto dove sembra che la gente investa sempre di più?

Credevo che si fosse semplicemente arreso ad una realtà opprimente, mentre l’articolo che ha pubblicato oggi mostra che mi sbagliavo di grosso.

Paolo ha le sue proposte per “UN MONDO FINALMENTE PIU’ GIUSTO”

Egli vorrebbe combattere il CAPITALISMO DEI BENI DI CONSUMO. Ecco come:

“Ora, per arginare una macchina mostruosa di queste dimensioni e di questa potenza, c’è una sola strada:

– Studiarla a fondo.

– Formarci in un esercito di attivisti compatto, disciplinato.

– Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.

– Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.

– Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.

– Diffonderci nei luoghi della gente comune, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati.

– Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsorilluminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto.

– Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita importanti, e a saper vedere però la convenienza finale di un mondo più in equilibrio.

– Mettere da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano il Movimento, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e i metodi di cui sopra. Cioè cambiare il consenso dei popoli, verso la rinascita del primato del Bene Comune. Per un mondo finalmente più giusto.

Non c’è altra strada. Non c’è.”

Io purtroppo non vedo possibilità nella strada da lui indicata.

Non credo alla possibilità di una organizzazione compatta, capace di eliminare divisioni al suo interno, di trovare FORTI FINANZIAMENTI (dove se non dal capitalismo?) e capace di trovare una forma di comunicazione che colpisca il cuore della gente per cambiare anche comportamenti e atteggiamenti.

La storia non l’ho mai vista cambiare così.

L’egoismo è sempre stato prevalente.

I cambiamenti importanti sono sempre costati morti e feriti.

Siamo tutti (o quasi) generosi se circondati dall’abbondanza, ma siamo pronti ad uccidere se il pezzo di pane che sta fra di noi è l’ultimo rimasto per sopravvivere.

Questo aspetto è ormai remoto, ma è una parte della natura umana di cui non dovremmo dimenticarci.

Ma allora quali soluzioni? Una strada in salita dice Paolo Barnard. Ma chi la sceglierebbe?

Siamo tutti consapevoli che i regali di Natale

sono uno stupido omaggio al consumismo, eppure nessuno è capace di rinunciarvi. Chiunque si sente triste se non ha un pacchettino incartato e infiocchettato da mettere sotto un alberello o una semplice candelina.

Eppure questo rito che è ormai soltanto una devozione al Dio Capitale lo compiamo tutti, Atei e Cristiani, accomunati dal desiderio del sorriso dei nostri figli che possono sentirsi grazie a questo UGUALI agli altri.

Siamo disposti a soffrire, certo! Ma guai se i nostri figli si sentono esclusi o inferiori a causa delle nostre credenze. Non capirebbero. E noi sembreremmo soltanto dei miserabili.

Finanziamo il capitalismo distruggendo la nostra salute. Consumando tabacco, per esempio, che non conosce ideologie.

Nessuno ha il coraggio di dire che fumare sigarette è un modo FASCISTA di stare al mondo!

Ma anche consumando droghe, come l’hashish, droga “buona e illuminata” (?!?), che fa parte del “Movimento”…

Senza pensare CHI GUADAGNA da questo consumo.

Oppure usiamo cosmetici di tutti i tipi e di tutti i colori, senza chiederci a che serve se non a un ideale insensato di bellezza. Sempre per adeguarsi all’immagine NORMALE del corpo …

Allora AVANTI nel DELIRIO del consumo!

E il cambiamento?

Dovremo aspettare LA CRISI!

Tenerci buoni i nostri buoni propositi, cercare di costruire PICCOLE ISOLE di felicità, e aspettare che le nostre auto possano funzionare per 1 milione di kilometri senza avere più bisogno di consumarle e buttarle via.

Un’altra utopia?

Certo! Tanto, una vale l’altra …

Almeno così cerco di stare bene OGGI!

Facendo finta di non sapere che il mio frigo è pieno delle sofferenze di un grande mondo dimenticato …

O no?

🙁

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Gelmini come Pinocchio! Usa YouTube per ingannare i creduloni!

La Gelmini su You Tube ha iniziato a rispondere!!!

Raccontando BUGIE!

Eccole:

Prima BUGIA:

“I commenti sono censurati”?

Mi spiace che alcune persone stiano dicendo che pratico la censura sul mio canale.
Non è così. Gli unici commenti che mancano sono quelli offensivi e volgari, che non hanno molto senso ai fini di un dibattito sereno.
Per il resto, come potete vedere, ci sono tutti, favorevoli e contrari.

Invece commenti offensivo come questo:

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Sinceramente, saresti meglio come pornoattrice che come ministro dell’istruzione, visto che pare che tu stia facendo solo cagate.
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NON sono censurati e probabilmente domani verranno a raccontarci che la Gelmini viene pubblicamente oltraggiata da una sinistra che non sa e non vuole dialogare …

Altri sono evidentemente CENSURATI, come ho già mostrato l’altro ieri.

Altra BUGIA:
“Tagli scuola”

Forse non tutti sanno che il 97% del bilancio del Ministero è destinato a pagare stipendi e non ci sono soldi per l’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza degli edifici, per l’innovazione, per la formazione degli insegnanti, per il merito, per aumentare gli stipendi, per le nuove tecnologie. Una scuola che investe per questi settori solo il 3% del suo bilancio non ha futuro.
In Italia il personale amministrativo e i professori sono 1 milione e 300.000. Secondo me sono troppi e mal pagati. Quello che vorrei è avere un numero di insegnanti adeguati al numero di studenti ma con stipendi più alti e più valorizzati come in Europa.

Ma non è vero niente!!!

Questo documento di Emanuele Barbieri lo mostra chiaramente:

La spesa per il personale rappresenta, quindi, secondo i dati del MPI, il 73,8% (il 90%
dell’82%) della spesa pubblica complessiva.

Ma perché bisogna falsificare la realtà e perché nessuno denuncia queste BUGIE ?

Cose da pazzi!

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La Gelmini propone il dialogo su You tube, mentre modera e censura i commenti che non piacciono.

Le testimonianze sono molteplici.

Personalmente ho lasciato un commento che non è passato.

Eccolo

Non sono l’unico ad averlo notato.

Ecco qualche altro commento:

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Dimmi solo una cosa cara “ministra”….come fai a controllare i commenti?vedi che questa non è Mediaset…hai sbagliato canale, quì non ci freghi, capito?quì si dice ciò che si pensa….ma forse parlare di pensiero libero con lei non ha alcun senso…censura anche questo commento
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maria stella vergognati, perchè censuri i commenti?
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cosa avete paura??? PUBBLICATE I COMMENTI…e qst il tuo metodo di confronto ministra…AVETE PAURA DELLA VERITA’
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non solo vengono fatti tagli alle scuole…ma anche ai commenti su youtube!!! bel dialogo sì
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Questo è il modo osceno di gestire l’INFORMAZIONE!

L’unica parola che mi resta è questa: VERGOGNA!

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