Archivio mensile:Febbraio 2009

Ciao!

Alcuni lettori hanno osservato che il blog, con la grafica che aveva prima,  era troppo difficile, difficilmente navigabile e ci si perdeva dentro …

Bè a me piaceva, ma penso che in fondo l’importante in un blog siano i contenuti.

Adesso è tutto molto classico, come grafica.

Quanto ai contenuti, per il momento non  ho più molta voglia di gestire un blog …

Lo consideravo un luogo di incontro,  come una specie di piazza virtuale nella quale incontrarsi per ragionare, ma poi anche organizzare,  sviluppare, costruire.

Invece mi rendo spesso conto che diventa soltanto un luogo dove esibire una qualche qualità, o un modo di porsi rispetto al mondo. Un luogo dove condividere,  a volte, qualcosa con qualcuno.

Ma è ben lontano dalla mia idea di luogo di riflessione.

E allora?

Boh, farò un po’ di pausa … Magari qualcun altro vuole utilizzare questa lavagna per scrivere qualcosa.

Lo faccia pure, anche scrivendomi o commentando

giosby@giosby.it

Ciao

Bye bye Love … Bye bye Happiness

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Lettera aperta a Paolo Barnard

Scrive Paolo Barnard il 3 Febbraio 2009:

Solo quando l’opinione pubblica occidentale saprà cosa è accaduto in Palestina dal 1897 al 1951, capirà…”

e poi cita Noam Chomsky:

… oggi la gente non tollera più la barbarie, e la Storia ci dimostra che quando la scopre si attiva per porle fine

Paolo consiglia ai suoi lettori il suo video

Palestina: capire il torto‘  (http://it.youtube.com/watch?v=5NBZjjj2Kh4)

e suggerisce: DIVULGATELO!

A casa mia questo significa offrire un’informazione e credere nel suo valore per poter CAMBIARE.

Ok?

Poi oggi, 15 Febbraio 2009, scrive un nuovo articolo:

Infobiotici

Inizia così:

E’ disperante. Siamo tossicodipendenti da informazione. L’urlo che si leva dalle masse degli italiani attiviinfodipendenti è sempre il medesimo: informateci, non mollate, ancora dosi, grazie! La risposta degli abili pusher è di inondare il mercato della sostanza.”

E conclude:

“Posso riproporre qui, a voi tutti, di piantarla di rincorrere le informazioni? Perché quello che non va lo sappiamo alla nausea, lo sapevano già alla nausea i nostri nonni, ce n’era abbastanza già allora per fare la rivoluzione nelle piazze. Posso riproporre che piuttosto che infodrogarsi dovremmo imparare ad agire? Tutti, non i soliti 0,2%. Cioè pensionare i ‘paladini della controinformazione’ (grazie, siete stati utili, Barnard incluso), e tornare a fare quello che uomini e donne comuni fecero dal ‘700 al ‘900? Cioè cambiare la Storia?

Oppure ditelo: ne siamo incapaci, troppa fatica, meglio l’infobiotico e rimanere inutili. Fatti da parte Barnard, c’è Annozero stasera.”

Scusa Paolo, ma io non ho neanche idea di come cominciare a cambiare la Storia.

Mi sembrava che Internet possa essere uno strumento utile in questo senso, ma mi sto ricredendo. Sembra essere soltanto un’altra droga.

Leggo te e mi dico: bene allora è giusto informare.

Poi leggo dopo due settimane e dico: no allora informare non serve a nulla …

Insomma, alla fin fine di quello che scrivi, cioè ieri A e oggi NON-A, mi resta ben poco da condividere.

Forse soltanto un’unica frase:

è disperante!

O no?

🙂

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P.S. In realtà condivido molto di più, però poi mi rendo conto che anche l’informazione oggi non si può fare se non produce ricchezza, profitto, denaro. Come non si può cambiare la Storia se non si accede alle risorse economiche … E allora? Andiamo tutti a rubare? Iniziamo a giocare a Robin Hood?

Bah!

Articolo correlato:

Pavidi schiavi o complici benestanti ? Commentando Paolo Barnard …

La Nuova Costituzione di Berlusconi …

Eccola in anteprima,  semplice, sintetica e chiara:

Io sono Silvio, il Signore Dio tuo:

  1. Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano. (basta con la satira su Berlusconi!)
  3. Ricordati di santificare le feste. (Adunate tutte le domeniche)
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere. (Tu non puoi, io sì, grazie al lodo Alfano)
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare. (A questo ci penso io)
  8. Non dire falsa testimonianza. (A questo ci penso io)
  9. Non desiderare la donna d’altri. (Le donne sono dello Stato, cioè mie)
  10. Non desiderare la roba d’altri. (Idem come sopra)

Il decreto costituzionale sarà presto in vigore!

Amen

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Repubblica, privacy e trasparenza.

Si parla tanto di rispetto della privacy e di tutela dei diritti del cittadino per poter limitare soprattutto le intercettazioni telefoniche.

Ma le intercettazioni riguardano molto spesso i politici, cioè coloro che si occupano della Repubblica.

La Re-pubblica, è quasi superfluo ricordarlo, è una parola che deriva dal latino res publica: COSA PUBBLICA.

Detto questo mi sembra che chi si occupa della Cosa PUBBLICA debba farlo PUBBLICAMENTE.

Perciò in quella che io considero una VERA democrazia TUTTI coloro che si occupano della RE-PUBBLICA dovrebbero rinunciare totalmente alla privacy.

Va bene che guadagnino molti soldi (meglio se sono di meno …), va bene che abbiano molto potere (anche un po’ meno non guasterebbe …), ma lasciate almeno ai cittadini la possibilità di controllare quello che fanno!

Ogni potere deve avere il suo prezzo. E trovo corretto che il prezzo da pagare per chi ci vuole amministrare sia la rinuncia alla privacy.

Da www.girodivite.it/Intercettazioni.html  Vignetta di Molly Bezz

Altrimenti si rischi di occuparsi non più di COSA PUBBLICA, ma di COSA NOSTRA

O no?

🙂

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Vignetta di Molly Bezz da www.girodivite.it/Intercettazioni.html