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Una domandina facile facile a Berlusconi

Qualche volta mi allontano dalla mia famiglia per lavoro. Due o tre giorni, una settimana al massimo.

In queste occasioni telefono sempre a casa, almeno un paio di volte nel corso della giornata, o alla sera, per parlare con mia moglie, anche se non succede niente di speciale.
Mi sembra una cosa del tutto normale in una coppia.
Adesso Silvio racconta che sua moglie vuole DIVORZIARE perché è vittima di una trappola mediatica, per le “veline” e per la festa di compleanno di Noemi …
Ma è mai possibile che una persona voglia divorziare per simili sciocchezze? Oggettivamente non è credibile e, per quanto non la conosca affatto, non penso che Veronica Lario sia così stupida e capricciosa come Silvio la vuole dipingere …
E allora? La domandina è questa:
Caro Silvio, perché non telefoni a tua moglie come tutti i bravi mariti quando sei lontano, raccontando quel che ti succede e sentendo se per caso si arrabbia per qualche strana ragione?
La risposta può essere una e una sola: quel matrimonio è già finito da tempo e i due si possono parlare solo attraverso le pagine dei giornali.
Che tristezza! Che squallore!
Cercare poi di coprire questa realtà, che è drammatica per due persone, raccontando barzellette in TV e dicendo di se stessi tutto il bene possibile (Padre straordinario, politico più applaudito in Europa – Porta a porta del 5.05.09) soltanto per salvare la propria immagine di fronte all’Italia è davvero …
Non ho parole!
Solo un pensierino: chi si loda s’imbroda …
O no?
🙂
P.S.
Ho trovato un’opera che sembra essere una premonizione. Io la intitolerei:
Silvio, finalmente libero, vola sulle ali della libertà, alla conquista della sua ministra preferita …
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Ci rubano Azzurro e Volare . A noi rimane soltanto Parole parole e Vedrai vedrai

Mi piaceva pensare, nel 2007, che Azzurro e Volare potessero diventare inni di un movimento libero, di persone che apprezzassero la libertà e la gioia,  che mettessero l’affetto e la passione al centro delle loro azioni. Questi pensieri sono finiti nel mio racconto – La Ragnatela del Grillo.
Che delusione! Che presa per il culo! Non potremo più canticchiarle senza sentirci persone di DESTRA!
Che orrore! Non potremo neanche tifare per la nazionale in qualunque sport senza sentirci amici di Berlusconi,  forzaitalia ormai è una parolaccia
🙁
Cosa ci rimane?
Forse soltanto le parole gettate al vento, da personaggi ormai fuori scena o perché passati a miglior vita, come Alberto Lupo, o perché ritirati a vita privata, come Mina.

Come dire:
Avevo un sogno e resta soltanto una illusione schiacciata dallo strapotere della ricchezza di un signore che continua a prenderci tutti in giro grazie al suo megafono televisivo che alla fine convince la povera maggioranza di essere nel giusto.
Speriamo che a noi, poveri di spirito, resti almeno il regno dei cieli …
E chi ci crede?
Restano anche le illusioni di Luigi Tenco, anch’egli tragicamente scomparso …
Vedrai vedrai…


########## Fonte originale ##########

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GIOSBY

Posted ago 13, 2007 at 2:07 PM

Ascoli Piceno, IT

180th Post

Sempre distruggere ! E vvaiiii ! Affanculo affanculo ! Trovati i colpevoli ! trovati i ladri ! Oggi gli diciamo vaffanculo e domani li mettiamo sulla forca … Arrivano i buoni arrivano i buoni …

E dopo?

Costruire non se ne parla vero?

Attenzione perché tutti i partiti che, come sembra appurato, ci derubano ampiamente, hanno sempre come cavallo di battaglia il miglioramento della nostra vita economica !!!

Ma a me piacerebbe creare un PARTITO AFFETTUOSO !!!

Dove la cosa più importante è la PASSIONE ! Le cose fatte con passione, con gioia con amore vengono bene a tutti ! Le cose fatte solo per il lucro in genere fanno schifo …

Un ricco mollato dalla fidanzata che amava alla follia sta male come un cane …

Un povero innamorato può essere felice …

Allora perché non puntiamo tutto sulla costruzione di affetti stabili e duraturi, di passioni e di desideri condivisi?

Ecco perché io penso a VOLARE



e non a mandare affanculo !

Abbiamo voglia di sognare? Abbiamo voglia di essere vicini al cuore della gente? Allora cantiamo AZZURRO


e sentiamoci felici insieme …

Se ritroviamo uno spirito collettivo e troveremo nell’ironia che questi testi possono sottintendere un modo di protestare uniti e di trovare dei punti di intesa dove basta uno sguardo, o una fischiettata per riconoscersi, allora forse si potrà COSTRUIRE qualcosa …

Ma voi lo sognate mezzo parlamento che davanti ai deliri di qualche ministro imbecille, che sono ormai quotidianità … incomincia a intonare Volareeeeeeeee oh ohhhhhh …

Oppure vai con la fantasia

Facciamo la rivoluzione delle canzonette … perché no? L’italia è un popolo di cantanti … Almeno proviamo a fare qualcosa di diverso dal solito ! Invece di insultare mandiamo baci … Andiamo a baciare i “mostri” che tutti conosciamo … etc etc etc

Una confidenza: Grillo non mi piace molto, magari penso anche che chi lo contesta *** abbia anche ragione … Però credo e spero che qui dentro, nel blog ci siano persone veramente libere … veramente desiderose di stare meglio e di CAMBIARE … Ciao

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Ciao!

Alcuni lettori hanno osservato che il blog, con la grafica che aveva prima,  era troppo difficile, difficilmente navigabile e ci si perdeva dentro …

Bè a me piaceva, ma penso che in fondo l’importante in un blog siano i contenuti.

Adesso è tutto molto classico, come grafica.

Quanto ai contenuti, per il momento non  ho più molta voglia di gestire un blog …

Lo consideravo un luogo di incontro,  come una specie di piazza virtuale nella quale incontrarsi per ragionare, ma poi anche organizzare,  sviluppare, costruire.

Invece mi rendo spesso conto che diventa soltanto un luogo dove esibire una qualche qualità, o un modo di porsi rispetto al mondo. Un luogo dove condividere,  a volte, qualcosa con qualcuno.

Ma è ben lontano dalla mia idea di luogo di riflessione.

E allora?

Boh, farò un po’ di pausa … Magari qualcun altro vuole utilizzare questa lavagna per scrivere qualcosa.

Lo faccia pure, anche scrivendomi o commentando

giosby@giosby.it

Ciao

Bye bye Love … Bye bye Happiness

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Lettera aperta a Paolo Barnard

Scrive Paolo Barnard il 3 Febbraio 2009:

Solo quando l’opinione pubblica occidentale saprà cosa è accaduto in Palestina dal 1897 al 1951, capirà…”

e poi cita Noam Chomsky:

… oggi la gente non tollera più la barbarie, e la Storia ci dimostra che quando la scopre si attiva per porle fine

Paolo consiglia ai suoi lettori il suo video

Palestina: capire il torto‘  (http://it.youtube.com/watch?v=5NBZjjj2Kh4)

e suggerisce: DIVULGATELO!

A casa mia questo significa offrire un’informazione e credere nel suo valore per poter CAMBIARE.

Ok?

Poi oggi, 15 Febbraio 2009, scrive un nuovo articolo:

Infobiotici

Inizia così:

E’ disperante. Siamo tossicodipendenti da informazione. L’urlo che si leva dalle masse degli italiani attiviinfodipendenti è sempre il medesimo: informateci, non mollate, ancora dosi, grazie! La risposta degli abili pusher è di inondare il mercato della sostanza.”

E conclude:

“Posso riproporre qui, a voi tutti, di piantarla di rincorrere le informazioni? Perché quello che non va lo sappiamo alla nausea, lo sapevano già alla nausea i nostri nonni, ce n’era abbastanza già allora per fare la rivoluzione nelle piazze. Posso riproporre che piuttosto che infodrogarsi dovremmo imparare ad agire? Tutti, non i soliti 0,2%. Cioè pensionare i ‘paladini della controinformazione’ (grazie, siete stati utili, Barnard incluso), e tornare a fare quello che uomini e donne comuni fecero dal ‘700 al ‘900? Cioè cambiare la Storia?

Oppure ditelo: ne siamo incapaci, troppa fatica, meglio l’infobiotico e rimanere inutili. Fatti da parte Barnard, c’è Annozero stasera.”

Scusa Paolo, ma io non ho neanche idea di come cominciare a cambiare la Storia.

Mi sembrava che Internet possa essere uno strumento utile in questo senso, ma mi sto ricredendo. Sembra essere soltanto un’altra droga.

Leggo te e mi dico: bene allora è giusto informare.

Poi leggo dopo due settimane e dico: no allora informare non serve a nulla …

Insomma, alla fin fine di quello che scrivi, cioè ieri A e oggi NON-A, mi resta ben poco da condividere.

Forse soltanto un’unica frase:

è disperante!

O no?

🙂

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P.S. In realtà condivido molto di più, però poi mi rendo conto che anche l’informazione oggi non si può fare se non produce ricchezza, profitto, denaro. Come non si può cambiare la Storia se non si accede alle risorse economiche … E allora? Andiamo tutti a rubare? Iniziamo a giocare a Robin Hood?

Bah!

Articolo correlato:

Pavidi schiavi o complici benestanti ? Commentando Paolo Barnard …

La Nuova Costituzione di Berlusconi …

Eccola in anteprima,  semplice, sintetica e chiara:

Io sono Silvio, il Signore Dio tuo:

  1. Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano. (basta con la satira su Berlusconi!)
  3. Ricordati di santificare le feste. (Adunate tutte le domeniche)
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere. (Tu non puoi, io sì, grazie al lodo Alfano)
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare. (A questo ci penso io)
  8. Non dire falsa testimonianza. (A questo ci penso io)
  9. Non desiderare la donna d’altri. (Le donne sono dello Stato, cioè mie)
  10. Non desiderare la roba d’altri. (Idem come sopra)

Il decreto costituzionale sarà presto in vigore!

Amen

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Repubblica, privacy e trasparenza.

Si parla tanto di rispetto della privacy e di tutela dei diritti del cittadino per poter limitare soprattutto le intercettazioni telefoniche.

Ma le intercettazioni riguardano molto spesso i politici, cioè coloro che si occupano della Repubblica.

La Re-pubblica, è quasi superfluo ricordarlo, è una parola che deriva dal latino res publica: COSA PUBBLICA.

Detto questo mi sembra che chi si occupa della Cosa PUBBLICA debba farlo PUBBLICAMENTE.

Perciò in quella che io considero una VERA democrazia TUTTI coloro che si occupano della RE-PUBBLICA dovrebbero rinunciare totalmente alla privacy.

Va bene che guadagnino molti soldi (meglio se sono di meno …), va bene che abbiano molto potere (anche un po’ meno non guasterebbe …), ma lasciate almeno ai cittadini la possibilità di controllare quello che fanno!

Ogni potere deve avere il suo prezzo. E trovo corretto che il prezzo da pagare per chi ci vuole amministrare sia la rinuncia alla privacy.

Da www.girodivite.it/Intercettazioni.html  Vignetta di Molly Bezz

Altrimenti si rischi di occuparsi non più di COSA PUBBLICA, ma di COSA NOSTRA

O no?

🙂

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Vignetta di Molly Bezz da www.girodivite.it/Intercettazioni.html

Bullismo: a che serve il 5 in condotta?

Non credo alla legge del taglione!

Non credo a “occhio per occhio, dente per dente”!

Non credo ad un sistema educativo basato sulla punizione e su tecniche comportamentiste ispirate agli esperimenti fatti sui cani dal famoso psicologo russo Pavlov.

Non credo che questi sistemi portino ad una reale crescita degli individui e alla soluzione di problemi.

Ma ovviamente, il nostro ministro dell’istruzione Gelmini, è di parere diverso, considerando che la soluzione proposta per far fronte al bullismo è in sostanza il 5 in condotta …

Ma su quali studi si basa questo rimedio? La Gelmini ha qualche minima nozione di psicologia? Qualcuno l’aiuta?

Io non lo so, però a giudicare dalle proposte, non direi …

Ecco uno studio di cui vengo a conoscenza

Una nuova ricetta contro il bullismo

Laddove esiste la violenza esiste anche un ambiente che, in qualche modo, la asseconda. Ed è proprio su quell’ambiente che bisogna soffermarsi se si vuole estirpare il problema della violenza alla radice, evitando l’utilizzo della forza e di punizioni più o meno efficaci.

Una ricerca apparsa sulla rivista Journal of Child Psychology and Psychiatry, e capitanata da Peter Fonagy dell’University College di Londra, ha dimostrato che il miglior modo per combattere il bullismo nelle scuole non sia quello di soffermarsi su coloro che compiono atti di violenza, né sugli studenti che ne sono vittima, quanto piuttosto su coloro che stanno ad osservare, studenti o professori che siano.

Utilizzando un nuovo approccio psicodinamico, il team di Fonagy ha sottoposto 4000 studenti di diverse scuole elementari a un programma della durata di tre anni in cui si invitavano gli stessi ragazzi a prendere consapevolezza del proprio ruolo nei confronti degli episodi di violenza, descrivendo e razionalizzando le proprie paure e il grado di empatia nei confronti degli studenti molestati. Nessuna punizione veniva inflitta a coloro che compivano atti di bullismo, e nessun tipo di supporto veniva offerto a coloro che subivano angherie. A tre anni dall’inizio del programma, i risultati dello studio hanno mostrato una significativa diminuzione degli episodi di violenza e di bullismo nelle scuole che avevano adottato il programma rispetto alle scuole di controllo, in cui gli studenti vittime di bullismo ricevano un supporto psicologico continuo.

Secondo Fonagy, la ricerca dimostra come la migliore arma contro il bullismo sia rappresentata dalla consapevolezza, sia del proprio ruolo che di quello degli altri, nei confronti degli atti di violenza. Nessun bisogno di intervenire come paladini della giustizia in aiuto dei compagni molestati, quindi, ma solo cercare di non chiudere i propri occhi, facendo finta di niente.

Fonte: Fonagy P et al. A cluster randomized controlled trial of child-focused psychiatric consultation and a school systems-focused intervention to reduce aggression. Journal of Child Psychology and Psychiatry 2009; DOI: 10.1111/j.1469-7610.2008.02025.x

Tra l’altro sempre la stessa rivista segnala l’utilità di partecipazione a corsi di arti marziali per la riduzione del bullismo.

Cosa possiamo dedurne?

L’aggressività è una componente umana con la quale dobbiamo necessariamente convivere. Non ha alcun senso condannarla a priori e utilizzare un altro tipo di aggressione, come la punizione e il 5 in condotta, per evitare lo scatenarsi di un’aggressività incontrollabile e con conseguenze a volte drammatiche.

Accettare e iniziare a gestire l’aggressività sembra essere la formula giusta per evitare il dilagare di un fenomeno che sembra più collegato con la incapacità ipocrita degli adulti di accettare qualsiasi forma di aggressività.

In realtà gli adulti continuano ad aggredire e minacciare i ragazzi, specie nella scuola, dove la minaccia del voto, della nota, del 5 in condotta etc etc è in definitiva il maggiore strumento per cercare di contenere l’esuberanza degli studenti.

Invece la possibilità di essere aggressivi, senza per questo fare realmente male a qualcuno, non è contemplata. Si fa semplicemente finta che l’aggressività sia una cosa brutta di cui vergognarsi e con la quale non si può convivere (come la sessualità, del resto)

E’ necessario molto spazio per questi temi, nella scuola!

Ma, ahimè, temo che chi voglia occuparsene seriamente rischia soltanto un bel 5 in condotta!

O no?

🙂

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Santoro, Annunziata e Berlusconi – Il Buono, il Brutto e il Cattivo

Abbiamo assistito a una sceneggiata, degna di Eduardo De Filippo, degna di Pirandello.

Sembra incredibile.

Eppure un episodio simile era successo qualche tempo fa e Annunziata era ancora protagonista, anche se con un ruolo diverso …

Tutta la storia sembra ricongiungersi con un antecedente del 2006 con la telefonata di Berlusconi ad Anno Zero, interrotta da Santoro.

Qualche riflessione:

Tutta la sceneggiata si muove intorno ad un concetto che Berlusconi non si stanca mai di ripetere, insieme al suo amico Emilio Fede che continua ad abbaiare tutte le sere dal TG4:

La RAI è un servizio di Stato che è in mano ai “comunisti”. Il servizio è pagato dai cittadini e non può permettersi questa faziosità.

A questo punto, Berlusconi, come capo del governo, dovrebbe spiegare al cittadino come sia possibile guardare le reti Mediaset senza pagare il canone RAI e senza violare la legge.

Infatti chi possiede una TV è obbligato a pagare il canone, sia che guardi la RAI, sia che non la guardi.

Senza considerare che, essendo le reti Mediaset commerciali, il denaro che viene investito dalle ditte che fanno pubblicità, viene poi pagato dai consumatori, ovvero i cittadini, che, quando acquistano un prodotto,  pagano anche i costi di pubblicità annessi a quel prodotto. O sbaglio?

Questo discorso Santoro non lo accetta. Che lo dica Berlusconi o che lo faccia Annunziata, egli reagisce allo stesso modo: toglie la parola!

Dice a Berlusconi che lo sta insultando (chiedo venia, ma io l’insulto non lo vedo) e invece insulta direttamente Annunziata (queste “fesserie” …).

Annunziata come partecipa alla scenggiata?

Dapprima dice a Berlusconi che lui non se ne può andare, anche se lei lo interrompe ripetutamente, poi quando viene interrotta da Santoro è lei ad andarsene, contravvenendo a una regola proposta da lei stessa.

Un modo come un altro di riconoscere la giustezza dell’atteggiamento di Berlusconi di allora …

E Santoro?

Santoro fa sempre la parte della vittima!

Quando interviene Berlusconi NON ACCETTA la critica e quando interviene Annunziata, a dire piò o meno la stessa cosa, NON ACCETTA le fesserie …

Ma se i tre personaggi fossero tutti d’accordo?

Se l’operetta fosse opera di una stessa regia?

Anno Zero, di fatto, non fa altro che illudere le persone che abbaiando rabbia contro il governo, la mafia, Israele e le istituzioni si cambi davvero qualcosa. E’ un modo di ipnotizzare la gente che solo per il fatto di assistere e di “informarsi” sembra convinta di essersi opposta alla “CASTA” …

E invece?

Un servizio che potrebbe essere utile si lascia imbrigliare in un’accusa di imparzialità, di non rispetto delle regole della democrazia per due battutine così?

Santoro è davvero così ingenuo da cascare nella trappolina di Annunziata che muove una critica lecita, anche se criticabile?

Perché Santoro, che non sembra essere un cretino, cade in una trappola così banale? Alla fine sembra poter fare maggiore audience se si parla di Anno Zero, se ogni puntata ci si aspetta uno scandalo o se, ancora peggio, qualcuno bloccherà la trasmissione e si potrà gridare allo scandalo della censura.

Insomma Santoro fa la sua parte: il Buono!

Annunziata si comporta acquisendo dapprima una patente di sinistra per poi diventare essa stessa vittima dell’estremismo di Santoro …

Anche Annunziata fa la sua parte: il Brutto ! (mi perdoni la signora per questa libertà …)

E Berlusconi?

Lui è il grande regista, secondo me. Accusa dapprima Santoro, e si lascia “licenziare”, abbandona lo studio dell’Annunziata e la “licenzia” e, infine, raccoglie tutti i consensi mandando l’Annunziata a fare la sceneggiata da un compiacente Santoro che, impersonando il Don Chisciotte della situazione, si sputtana scioccamente ma mantenendo i suoi crediti presso un pubblico sempre desideroso di pestare i piedi al potere, almeno a parole.

Pertanto che è Berlusconi in quest situazione? Il Cattivo !

Non sarà facile scoprire che i tre sono d’accordo per fare questa bella sceneggiata e ingannare il pubblico, attirando l’attenzione su queste sciocchezze mentre il governo va avanti con le sue malefatte raccontando il grande successo ottenuto.

E noi qua a credere e ad abboccare …

Un’ipotesi fantasiosa?

Può darsi, ma ormai non mi stupirei più di niente …

O no?

🙂

Attenzione: il ruolo del Buono e del Cattivo può essere invertito a piacimento, a secondo dei punti di vista …

Invece il Brutto … (Boccaccia mia statti zitta!)

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Berlusconi vince con il qualunquismo!

In Italia ha vinto il qualunquismo!

Hanno vinto gli emoticon!

Ha vinto Mike Bongiorno!

Hanno vinto le veline!

Ha vinto il calcio sulla politica!

Ha vinto il sesso sull’amore!

Hanno vinto i siti porno!

Ha vinto il Grande Fratello!

Ha vinto la TV sul cinema e sul teatro e sulla radio!

Ha vinto l’ignoranza sulla cultura!

Ha vinto la violenza sulla ragione!

Ha vinto la Playstation!

Hanno vinto i cellulari e gli SMS!

Ha vinto la moda firmata e copiata.

Hanno vinto le firme taroccate!

Ha vinto il bio certificato, ma coltivato accanto all’autostrada.

Ha vinto “Finché la barca va…”

Ha vinto il conflitto d’interesse che non esiste.

Ha vinto Emilio Fede!

Ha vinto il gossip sulla notizia!

Hanno vinto gli scandali, che tanto … uno più o uno meno …

Ha vinto la mafia, che tanto non possiamo farci niente

Ha vinto il lavaggio del cervello!

Ha vinto la passività!

Ha vinto l’opportunismo e la corruzione.

Hanno vinto i paraculo!

Dichiarava Daniele Luttazzi nel gennaio 2007:

«Per essere ammessi in tv bisogna appartenere alla nuova specie televisiva creata negli anni berlusconiani, ma che va ancora di moda. La figura del paraculo, sì, scriva pure così, quello che non si schiera mai, che si mimetizza, che fa del qualunquismo una bandiera». Mi fa degli esempi? «Nomi e cognomi, come faccio nello spettacolo. Bonolis che dichiara di non sentirsi né di destra né di sinistra, Fabio Volo che si vanta di essere qualunquista, Simona Ventura che si definisce equidistante, aggiungendo candidamente di aver lavorato a Mediaset inseguita dal pettegolezzo di essere l’ amante di Galliani e di averlo lasciato credere». Altri nomi? «Gene Gnocchi, Fiorello, Fabio Fazio, Baudo stesso». Personaggi molto diversi fra loro. Dove sta la `colpa’ ? «Sono gli eroi dell’ opportunismo tv, quelli con la maschera patinata. Lavorano rispettando la condizione di non disturbare, non accorgendosi che l’ opportunismo è una forma di corruzione». Ma ci sarà qualcosa e qualcuno che si salva, oppure la satira è morta? «Finchè sarà la politica a stabilire non solo ciò che si può dire, ma anche chi lo dice e in quale modo, vuol dire che l’ ambiente è irrimediabilmente inquinato. Al massimo viene tollerata l’ allusione blanda, la comicità alla camomilla, ma questa non è satira»

Ha vinto il lavoro nero!

Ha vinto l’evasione fiscale, che altrimenti come fai?

Ha vinto: “vuole la fattura o lo sconto?”

Ha vinto il Festival di Sanremo!

Ma chi ha perso?

Ha perso chi è morto, come

Jimi Hendrix,

Jim Morrison,

Bob Marley,

Fabrizio De Andrè

Ha perso l’uomo qualunque

Abbiamo perso noi …

Noi che siamo strani …

La psicologia e la matematica servono a vincere le elezioni e a conquistare il potere?

Io penso di sì.

Come si fa?

Semplice:

  1. usando potenti mezzi di comunicazione (TV) si cerca di creare una certa visione del mondo, dove le cose futili sono più importanti delle cose serie
  2. si eseguono sondaggi su ciò che la gente pensa, desidera e sulle sue aspettative
  3. si promette alla gente quello che essa desidera
  4. una volta conquistato al potere, sempre con i potenti mezzi di comunicazione, si racconta che si sta procedendo spediti verso la realizzazione di tutti i desideri
  5. si aumenta così sempre di più il proprio consenso

Orwell in fondo ce lo aveva già detto …

Altra abile mossa: creare una stupida opposizione nella quale gli “irriducibili” si possano identificare ma che abbia come caratteristica la totale inconcludenza, della serie “can che abbaia non morde” (Vedi Beppe Grillo & Co.) In fondo è soltanto l’altra faccia della medaglia.

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