Lettera aperta a Lameduck, fumando il calumet della pace!

Da alcuni giorni discuto un po’ animosamente con Lameduck

sul blog del Tafanus.

Il tema del dibattito ha origine nel post di Lameduck riguardante l’omicidio di Sarah Scazzi: A chi non ti ha difesa

Il punto di vista di Lameduck è originale e interessante ed individua nell’omertà delle altre donne della famiglia il vero responsabile della tragedia che, secondo l’autrice, poteva essere evitata.

Non mi dilungo sulla questione, chi ne ha voglia legga l’articolo e i relativi commenti.

A un certo punto però, tra me e Lameduck avviene un corto circuito. Sembriamo proprio due caproni che si tirano cornate uno contro l’altro a testa bassa.

Sto cercando di capire il motivo di questo scontro e se può essere utile in qualche modo, anche perché su diversi punti le idee mie e di Lameduck convergono.

Per esempio concordiamo sul fatto che i disagi all’interno della famiglia possano e debbano essere prevenuti, con una educazione che abitui al dialogo e ad una serena espressione dei propri sentimenti.

Tuttavia a un certo punto, tra un commento e l’altro, io scrivo:

“Essere genitori è una delle cose più difficili che possa capitare, oltre a essere una delle cose più belle. Tuttavia è una situazione nella quale appena viene al mondo una nuova creatura i genitori iniziano subito a sentirsi inadeguati: sbaglio a fare così? o cosà? Mille dubbi, mille perplessità. In situazioni nelle quali, nel 99% dei casi, si vorrebbe sempre il meglio per i propri figli.

Esiste tutta una cultura ed una industria che sguazza in questi sensi di colpa quasi innati dei genitori.
Grazie ad essa si vendono accessori del tutto inutili, passeggini super accessoriati, biberon super anatomici, giocattoli inutili e cretini, merendine al veleno etc etc etc.
Fin da subito, se appena è possibile, si sabota il processo naturale dell’allattamento, sempre per vendere latte in polvere, succhiotti e biberon e via di questo passo.

In una parola la società intera INTERFERISCE pesantemente nel rapporto d’amore naturale che esiste tra genitori e figli, producendo genitori sempre più colpevolizzati e infine incapaci per davvero di prendersi cura dei propri figli.”

Continuo asserendo che l’articolo di Lameduck si inserisce in questo contesto di attacco alla famiglia.

Il mio discorso viene ignorato e ridicolizzato da Lameduck:

Intanto sembra che l’unica cosa che mi interessi sia competere con lei:

“Dai, vuoi solo rubare la scena, ammettilo.”

Questa frase nega qualunque valore al mio discorso, sembra che io scriva non tanto per comunicare un’esperienza e delle conoscenze, ma per arrecare danno a Lameduck !!!

Ma quello che più mi fa incazzare è che io porto l’esempio dell’allattamento al seno semplicemente per spiegare un fenomeno come quello dell’ INTERFERENZA SOCIALE ED ECONOMICA sulla vita della famiglia, e questo esempio viene preso per criticare l’allattamento al seno, come se si trattasse di una scusa banale per colpevolizzare ancora una volta le donne!!!

Scrive infatti Lameduck:

“”Fin da subito, se appena è possibile, si sabota il processo naturale dell’allattamento, sempre per vendere latte in polvere, succhiotti e biberon e via di questo passo.”
La tua ricetta rivoluzionaria, mi pare di capire, è offrire una tetta calda di latte al proprio figlio fino a vent’anni e passa tutto, anche il cancro, come diceva Jannacci. Come dire, deleghiamo tutto alla donna ed alle ghiandole mammarie, che è più comodo. E se la donna il latte non ce l’ha o non vuole allattare (per motivi suoi) o ha le ragadi (fanno male, sai?) che facciamo, la sopprimiamo e torniamo alle balie brianzole o alle vacche Frisone? La famiglia non è da condannare, ma sotto sotto la donna qualche colpa ce l’ha se non ti ha allattato, vero psicanalista?”

Su questo è bene precisare alcune cose:

1. L’allattamento al seno è un’ottima prevenzione anche per il disagio psichico.

2. E’ consigliato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità l’allattamento al seno fino oltre i due anni di età.

3. Ridicolizzare questo utilissimo strumento preventivo fonte di benessere e di sanità per la donna e per i bambini fa parte dello stesso tipo di sabotaggio che la società svolge per interessi prevalentemente economici.

4. Quanto alla donna che “il latte non ce l’ha” come scrive Lameduck vorrei citare il documento del Ministero della Salute del 2007 (governo Prodi) “Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno”  (scarica QUI) a pagina 2

“il Ministero della salute, in conformità con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), raccomanda perciò, come misura di salute pubblica, che i bambini siano allattati esclusivamente al seno fino a sei mesi e che l’allattamento al seno continui poi, con adeguati alimenti complementari fino a che la madre ed il bambino lo desiderino, anche dopo l’anno di vita;
il Ministero della salute riconosce che l’allattamento al seno è un diritto fondamentale dei bambini e che è un diritto delle mamme essere sostenute nella realizzazione del loro desiderio di allattare nel rispetto delle diverse culture e nell’impegno a colmare ogni tipo di disuguaglianze. A parte rari e specifici casi in cui l’allattamento al seno è impossibile o controindicato, le donne che, dopo aver ricevuto un’informazione completa, corretta ed indipendente da interessi commerciali sull’alimentazione della prima infanzia, decidano di alimentare artificialmente i loro figli, devono essere rispettate per questa loro decisione e devono ricevere tutto il sostegno necessario a metterla in pratica nel miglior modo possibile. È compito degli operatori sanitari e sociali fornire alle donne informazioni corrette sui benefici e sulla pratica dell’allattamento al seno, in modo che le stesse possano prendere decisioni informate. Per garantire la massima indipendenza, queste informazioni non possono essere fornite da entità che abbiano interessi commerciali nella produzione, distribuzione e vendita di alimenti per l’infanzia e di strumenti per la loro somministrazione”

5. Quanto alle “ragadi che fanno male” (aspettavamo Lameduck per questa notizia sensazionale 🙂 sorry) esse si formano principalmente a causa di un’errata postura del bambino durante la poppata e non dovrebbero essere una causa di interruzione dell’allattamento, visto che è un problema che si può risolvere con facilità e con una buona informazione, che si può trovare dalle organizzazioni femminili di sostegno all’allattamento al seno, come il MAMI o La Leche League.

6. Nessuno ha mai pensato di colpevolizzare le donne che non allattano. Se Lameduck avesse letto bene i miei commenti avrebbe letto che una delle cose che ritengo maggiormente dannosa per l’equilibrio delle famiglie è proprio la colpevolizzazione dei genitori:

“Essere genitori è una delle cose più difficili che possa capitare,(…) appena viene al mondo una nuova creatura i genitori iniziano subito a sentirsi inadeguati: sbaglio a fare così? o cosà?(…)

Esiste tutta una cultura ed una industria che sguazza in questi sensi di colpa quasi innati dei genitori.(…)

Infine, cara Lameduck, se tu scrivi che

“La mia psicologia non varrà un cazzo ma io almeno ho il buon gusto di non esercitare e di occuparmi di servizi più socialmente utili.”

non aiuti proprio nessuno ad utilizzare la psicologia e la psicanalisi quando qualcuno ha bisogno di un sostegno.

Neanch’io esercito, ma per motivi dovuti a mie difficoltà e anche a fattori economici, anche se mi piacerebbe lavorare soprattutto nel campo della prevenzione. Ma mi guarderei bene dall’affermare che la psicologia è un servizio sociale ben poco utile, come si deduce da ciò che scrivi!

Infine ti ringrazio per aver stimolato queste riflessioni, anche se rimango deluso della tua ignoranza e presunzione (scusami se insisto, ma mi piace dire le cose che penso chiare e tonde) su un argomento tanto rilevante.

Un abbraccio sincero

Giorgio

P.S. scusami se metto in rilievo la tua ignoranza sul tema, ma credo che la prevenzione e il benessere di donne e bambini hanno la precedenza sulla tua sensibilità che spero di non ferire. Sono temi su cui è necessario essere estremamente chiari e c’è già abbastanza gente che diffonde disinformazione sul tema. Mi dispiace molto che proprio tu, che stimo molto su altri temi, debba fare ironia in un campo dove una maggiore attenzione è necessaria da parte di tutti.

Articoli correlati:

Perché fare prevenzione in questa forma di Franco Nanni

“Un altro aspetto che testimonia bene la nuova alleanza tra scienza e tradizione riguarda il modo di tenere fisicamente il neonato. Mentre dal moderno in avanti si è spesso teorizzato qualcosa come «non prenderlo in braccio se no lo vizi», i neonati dei nostri progenitori passavano gran parte del tempo addosso alla loro madre, che nel frattempo si dedicava ad altre diverse occupazioni; lo stesso fanno tuttora le donne in molte culture tradizionali di tutto il mondo1. Gli autori di un documentato e ampio studio2 sostengono che i bambini occidentali ricevono invece in prevalenza un accudimento distante sia di giorno che di notte, il che limita le stimolazioni sensoriali, i contatti pelle-pelle e sguardo-sguardo, e anche le vocalizzazioni e gli altri giochi sociali. Il contatto fisico per l’infante è dunque un nutrimento fondamentale sia sul piano psicologico che su quello neurologico3. I bambini che vengono portati addosso da un adulto per almeno tre ore al giorno, piangono tra il 40% e il 50% in meno della media4.

Ci è parsa quindi naturale l’aspirazione a una completa rifondazione dei nostri concetti di prevenzione del disagio psichico infantile, adolescenziale e adulto. Non è questa la sede idonea per una disamina completa di questa ipotesi, ma, come affermato alla fine del paragrafo precedente, è quanto meno possibile tradurre quanto emerso dalle nostre casistiche in obiettivi possibili per una prevenzione efficace.”

Promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento materno a cura di Stefano Campostrini e Stefania Porchia

Allattamento materno: chi ben comincia … è a metà dell’opera!

Psicanalisi: una scienza per tutti !

Documenti da scaricare:

Dichiarazione degli Innocenti sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno (UNICEF – OMS)

Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno (Ministero della Salute – 2007)

Be Sociable, Share!

Facebook comments:

26 pensieri su “Lettera aperta a Lameduck, fumando il calumet della pace!

  1. Ecco l’ennesimo maschio che si fa paladino di cose che non lo riguardano e si premura di farmi venire i sensi di colpa perché non ho allattato mio figlio fino alle medie.
    Che due palle. Gente come te fa venire voglia di fare il contrario.

  2. Gentile (proprio per niente) B.,
    proprio non sai leggere.

    Ma secondo te non mi riguarda il benessere dei miei figli?
    E non mi riguarda la salute in generale … Bene, bene.

    Poi non sai proprio leggere! Ho scritto:
    “. Nessuno ha mai pensato di colpevolizzare le donne che non allattano. Se Lameduck avesse letto bene i miei commenti avrebbe letto che una delle cose che ritengo maggiormente dannosa per l’equilibrio delle famiglie è proprio la colpevolizzazione dei genitori”

    Poi ho indicato delle semplici indicazioni dell’OMS e del Ministero della Salute. Conoscerle ti fa sentire in colpa? E io che ci posso fare?

    E’ proprio vero che i genitori si sentono sempre colpevolizzati ….

    Un’ ultima cosa che mostra proprio la tua incapacità di lettura: è scritto molto chiaramente che i
    commenti sono aperti a TUTTI
    con indirizzo e-mail VALIDO e RAGGIUNGIBILE, ma il tuo indirizzo e così stupidamente falso che non mi richiede neanche di verificarlo …

    Non cancello il commento perché ogni tanto qualcuno che ci ricordi che esiste l’idiozia è sempre utile.
    Addio

  3. Giosby, sei un fenomeno, per non dire di peggio. Il tuo deviare il discorso dal dramma della complicità femminile nella pedofilia intrafamiliare a quello insulso, nel contesto, dell’allattamento al seno, dimostra una sola cosa. Che vuoi sostituire il fulcro della situazione perchè su quello originario non sai più cosa dire.
    Addirittura scrivi: “Il punto di vista di Lameduck è originale e interessante ed individua nell’omertà delle altre donne della famiglia il vero responsabile della tragedia che, secondo l’autrice, poteva essere evitata.”
    Ma come, se fino all’altro giorno mi hai perfino accusata di mancare di rispetto alla famiglia Scazzi, di formulare accuse senza prove, di ignoranza e presunzione! Cos’è, alla luce degli ultimi sviluppi ti accorgi che le mie tesi erano interessanti?
    L’unica cosa interessante qui è che, se saranno confermate le risultanze delle indagini, avrò avuto maledettamente ragione.
    Nessun merito o facoltà paranormale, per carità, è che conosco i miei polli.

  4. Cara Lameduck,

    sul tema della famiglia Scazzi mi sono già espresso nell’altro post, sul Tafanus.

    Riscrivo quanto ho sostenuto lì, perché non ho cambiato idea:

    12.10:

    “Il tema che tu tratti è drammatico, attuale, assolutamente interessante per la società intera.

    Ciò non toglie che sparare ad alzo zero su una famiglia coinvolta in una vicenda terminata tragicamente mi sembra una mancanza di delicatezza inopportuna.

    Non importa se oggi sapremo che sono tutti colpevoli. Il tuo pezzo è stato scritto il 10 Ottobre con le conoscenze vaghe che si avevano in quella data.

    Mi sembra che la mancanza di rispetto per i sentimenti degli altri sia proprio una cosa tua.”

    14/10

    “Può darsi che il caso della povera Sarah sia la conseguenza di una trascuratezza della famiglia a certi segnali, ma, per quel che ne sappiamo, è soltanto una ipotesi.

    Invece il tono dell’articolo fa pensare ad un processo già concluso dove i colpevoli sono stati già condannati.”

    15/10 ore 23:10

    “Sembra che gli ultimi aggiornamenti confermino il grande intuito di Lameduck, infatti la cugina Sabrina è stata fermata per concorso in omicidio.”

    Detto questo, a tutt’oggi le cose sono ben poco chiare. O hai già avuto il finale del processo in anteprima?
    Quello che appare assolutamente certo è che gli aspetti di follia in quella famiglia non mancano di sicuro. Come cercavo di far gentilmente notare.
    Dimmi tu se, ammesso che sia andata così, padre e figlia che uccidono in combutta non sono matti come cavalli?

    Del resto io non ho mai seguito assolutamente nulla della storia di Sarah Scazzi, fino al giorno in cui si è scoperto il cadavere e tutta Italia è stata sommersa dalle notizie.

    Non è mia intenzione glissare su qualche tema, ma semplicemente precisare che abbiamo discusso animatamente fintanto che io ho affermato che ti esprimi con ignoranza e presunzione, connubio che non sopporto, ma proprio in relazione al tema dell’allattamento al seno.

    Perciò ho scritto quanto sopra. Non sono solito tirare il sasso e nascondere la mano e ti ho spiegato il senso delle mie affermazioni.
    Tu su questo tema piuttosto non sai che dire.
    Niente di male, intendiamoci. Non sei tenuta ad essere esperta sul tema, tuttavia se ti esprimi come hai fatto sarebbe bene documentarsi meglio.

    Tutto qui.

    Io ho riconosciuto il tuo intuito e tu potresti anche ammettere la tua ignoranza.

    Semplice no?

    Dai fumiamoci in pace questo calumet della pace (in modo del tutto simbolico, visto che siamo entrambi non fumatori…) e piantiamola lì!

    P.S. Il prendersela per un “carina” (vedi sul Tafanus) detto da una come te che ogni due righe son tre graffi fa sorridere per davvero …

    Ciao ciao

  5. Triste constatare che certi fatti vengano trattati come gossip da baraccone circense anche qui.
    A quando la docu-fiction?

  6. Ciao Silvia,

    certi fatti fanno riflettere, a volte.

    Io ho iniziato a discuterne per quel che sentivo e poi ho discusso di altro.
    Se sai tu come trattarli meglio di me, accomodati.
    Il blog è a tua disposizione.

    Io non ho scritto nessun articolo sul caso di Sarah Scazzi, come non ho scritto nulla sul caso di Eluana, a parte questo:

    http://www.giosby.it/2009/02/10/silenzio/

    Infatti penso che non sia il caso di esprimere giudizi avventati su cose che conosciamo poco ed è quello che cercavo di spiegare a Lameduck.

    Poi è venuto il resto, che, per quel che mi riguarda, è più interessante.
    Ciao

  7. Giosby, se anche fossi ignorante sul tema dell’allattamento, non avendo potuto avere figli, dovrei renderne conto a te? Guarda che a me ha dato solo fastidio l’atteggiamento di chi, da maschio che non ha mai allattato per motivi tecnici, pretende di imporre ideologicamente l’allattamento alle donne, altrimenti il figlio non cresce psicologicamente bene. Un’affermazione tutta da dimostrare.
    Ma farvi una sporta di cazzi vostri, quando si parla di questioni che attengono alla vita delle donne, no?

    Del resto, considerare la psicanalisi una scienza, come leggo qui sopra, a me pare altrettanto azzardato. Altro che ragionamento, questa è pura fede. Sai benissimo che in psicanalisi non esiste nulla di dimostrabile. Detto questo, la psicanalisi freudiana ha intuito molte cose, chi lo nega? Stop.

    A me non interessa discutere sull’allattamento perchè giustamente sono ignorante. Sei tu che hai tirato in ballo l’argomento mentre io parlavo d’altro, ovverosia della complicità femminile nella pedofilia intrafamiliare. Oppure della complicità femminile tout court se, nel caso di Sarah, si dovesse dimostrare addirittura che il povero Michele ha solo coperto il delitto della figlia e non ha ucciso o stuprato nessuna.

    Non fumo calumet. Troppo comodo.

    A Silvia dico: io con il mio articolo ho cercato di sollevare la questione della complicità (conscia o inconscia) delle donne di famiglia che coprono i maschi pedofili al loro interno perchè la conosco bene. Un problema che non è morboso trattare sul un blog ma che ha bisogno di denuncia, perchè vive di una cosa sola, l’omertà mafiosa. Circo mediatico a parte, le porcherie di famiglia vanno sempre smascherate, per il bene di tutti.

  8. Ho risposto anche sul Tafanus

    Senti Lameduck,

    il fatto che tu sia ignorante sul tema dell’allattamento è assolutamente lecito.
    Ma l’ignoranza associata alla presunzione diventa una miscela esplosiva.

    Se permetti, siccome le donne hanno il piacere e la fortuna di allattare i figli che sono anche dei maschi la cosa riguarda anche noi.

    Inoltre io non pretendo di IMPORRE proprio niente a nessuno, ma soltanto di offrire informazioni CORRETTE.

    Tu invece fai sabotaggio su queste informazioni e la cosa non è affatto simpatica e non ti fa proprio onore, prima di tutto come donna.

    Quanto all’ironia la cosa è reciproca, se non capisci la mia siamo pari.

    Sul calumet poi, chi se ne frega, ho tante di quelle asce da guerra da disseppellire che neanche t’immagini …

    🙂

    Sul resto proseguo dopo, adesso non ho tempo …
    Ciao

  9. Giosby, la presunzione è solo tua. Pretendi di insegnare a me cosa significa allattare ed essere donna; vuoi insegnarmi il mestiere di psicologo, decidi tu cosa è corretto e cosa è no, cosa mi faccia onore o meno, mi accusi di insensibilità.
    Per quanto mi riguarda questa discussione con te è durata anche troppo e la considero conclusa. E quando dico conclusa significa conclusa.

  10. Riprendo il commento che ho lasciato sul blog del Tafanus:
    – – – – – – – – – – – – – – – –
    Non è la prima volta che Lameduck CHIUDE la discussione.
    ***
    Giosby, dopodichè chiudiamo la discussione perchè non si va da nessuna parte e stiamo annoiando i nostri gentili ospiti:
    Scritto da: lameduck | 12/10/2010 a 15:07

    Allora Giosby, per chiudere l’argomento con una bella pietra tombale che mi si addice
    Scritto da: lameduck | 15/10/2010 a 09:50

    E ora basta perchè stiamo occupando lo spazio prezioso dell’amico Taf.
    Scritto da: Lameduck | 15/10/2010 a 19:40

    Per quanto mi riguarda questa discussione con te è durata anche troppo e la considero conclusa su qualunque piattaforma. E quando dico conclusa significa conclusa.
    Scritto da: Lameduck | 18/10/2010 a 11:14
    ***
    Visto che Lameduck ha urgenza di concludere, peccato perché tra una frecciata e l’altra c’è anche il rischio di CAPIRE INSIEME qualcosa in più, cerco di tirare le CONCLUSIONI.

    1. Lameduck scrive il suo post dopo il ritrovamento di Sarah, il 9 Ottobre,
    scopriamo la verità: una bimba è morta perchè al suo posto si è scelto di salvare la famiglia.
    Madri, zie, sorelle, cugine che sanno e tacciono …

    2. fin dal mio secondo commento scrivo:
    Scritto da: giosby | 11/10/2010 a 10:20 “La prevenzione della violenza familiare e dell’incesto pedofilo è un tema senz’altro importante che dovrebbe essere affrontato con maggiore impegno da parte di tutti.”

    3. continuano le incomprensioni tra di noi, e a un certo punto Lameduck spara delle stronzate sull’allattamento che mi fanno incazzare
    (lameduck | 15/10/2010 a 09:50)
    proprio perché sono un contributo al proseguimento della cattiva informazione che danneggia le famiglie.

    Il mio riferimento all’allattamento è soltanto un esempio eclatante di come la società separa i membri della famiglia in tutti i modi, interferisce per interessi economici.

    Propongo informazioni che sono di per sé BANALI, come l’allattamento fin oltre i due anni di età, PROTOCOLLO NORMALE DELL’OMS e del MINISTERO DELLA SALUTE, e vengo trattato come un maschio che non si fa i cazzi suoi e che colpevolizza le donne che non allattano, ridicolizzando il tutto.

    Cioè è come se uno dice che è una buona norma igienica lavarsi le mani prima di sedersi a tavola e ti rispondono di farti i cazzi tuoi che altrimenti mi sento male che oggi mi son dimenticato!

    Parliamo di prevenzione! Giusto!

    Parliamo di confidenza tra genitori e figli! Giusto!

    Parliamo della famiglia come di un luogo dove i sentimenti dovrebbero circolare liberamente, il dialogo imperare sovrano proprio per evitare quella distanza che potrebbe mettere a rischio le giovani adolescenti che si ritrovano isolate, senza un punto di riferimento femminile con cui parlare. Giusto!

    Allora possiamo anche parlare di come cominciano i rapporti tra genitori e figli. Possiamo anche parlare del fatto che il rapporto tra madri e figlie va protetto e favorito, come quello tra padri e figli.

    Invece no! Dobbiamo sempre stare ad attaccarci! A fare a gara a chi è più bravo! A prendere tutto come una competizione.

    Competizione tra psicologi, o tra chi ha i figli e chi non ne ha, o, peggio di tutto, tra chi è maschio e chi è femmina!

    Dobbiamo trasformare il riconoscimento di un merito dell’altro
    (Scritto da: giosby | 15/10/2010 a 23:10 “Sembra che gli ultimi aggiornamenti confermino il grande intuito di Lameduck,”) in una specie di voltagabbana, di opportunismo politico.

    Poi ci chiediamo perché la sinistra è divisa?
    Non siamo capaci di collaborare, quasi mai. Non siamo in grado di mettere insieme le energie anche se ci rendiamo conto che perseguiamo gli stessi scopi.

    Abbiamo una tendenza a vedere nell’altro sempre il padre oppressore da cui dobbiamo liberarci
    (Scritto da: Lameduck | 15/10/2010 a 19:40 “ci mancava solo la paternale da grillo parlante. Non ne azzecchi una, dato che è una delle cose che proprio non sopporto fin da quando andavo a gattoni. “)

    Mi ci metto dentro anch’io in questa logica, sia ben chiaro.

    Allora Lameduck, chiudiamo pure, smettiamola di parlarci, smettiamola di sentire emozioni per quello che scriviamo.
    Tranquilla, non c’ è problema.
    Me ne vado affanculo!
    Ciao
    – – – – – – – – – – – – – – – –
    Devo ancora fare però qualche altra precisazione, in un prossimo commento …

    Se Lameduck non vorrà più intervenire sono affari suoi, ma ciò che ha scritto rimane e nel mio blog io voglio fare chiarezza …

  11. cari giosby e Lameduk,
    la scuola del dolore lascia segni indelebili in chi l’ha vissuta. Lo so che mi considerate un’idiota, ma se per sbaglio mi leggete, perchè non cercate di capire, uno le ferite dell’altra? C’è bisogno di scannarsi così, quando so perfettamente che entrambi provate ribrezzo per la violenza? Vale la pena di continuare una diatriba che NON porterà ad alcuna conclusione solo perchè nessuno dei due vuole sforzarsi di entrare nel pensiero e nel vissuto dell’altro?
    🙁

  12. Ciao Pasionaria, grazie per la visita.

    Perché mai dovrei considerarti un’idiota?
    Direi che il titolo del mio post è piuttosto chiaro su quali siano le mie intenzioni, ma se poi qualcuno ti scrive STOP, CHIUSO che ci posso fare?

    Ciao

  13. Pasionaria, giusto per riassumere i termini della questione. Io ho scritto un pezzo su Sarah Scazzi inevitabilmente emotivo, visto che anch’io sono stata vittima di molestie da bambina. Giosby, anche se ora fa finta di essere d’accordo con me, mi ha accusata da subito sul Tafanus di rigirare il dito nella piaga purulenta. Mi ha rimproverata di insensibilità perchè accusavo la famiglia Scazzi senza prove. Ora, il caso ha voluto che ci avessi in parte azzeccato. Giosby che fa? Devia la discussione su un argomento che non c’entra una minchia, l’allattamento al seno, che lui auspica addirittura doversi protrarre fino ai due anni d’età (evidentemente queste madri non lavorano otto ore fuori casa), giusto per farmi notare che sono ignorante e presuntuosa.
    Io non penso che valga la pena di continuare la discussione, tu che ne dici?

  14. Cara Lameduck,

    il riassunto che offri tu è il tuo punto di vista che mi percepisce in mala fede, orientato a demolire la tua persona piuttosto che preoccupato del benessere delle persone e delle famiglie.

    Per me, come psicologo, questo tipo di preoccupazione è una specie di missione, anche se non riesco ad occuparmene come mi piacerebbe fare.

    Non mi piaceva, nel tuo post sulla famiglia Scazzi , l’accusa generica rivolta a tutte le donne della famiglia.
    Se pensiamo al dolore del lutto, soprattutto di una madre, trovarsi oltre a questo sul banco degli accusati, magari innocenti, non è proprio un grande segno di delicatezza.

    Per quanto riguarda la violenza nella famiglia e l’omertà femminile ho subito riconosciuto l’importanza del tema.

    La mia esperienza mi ha portato a parlare di prevenzione, e di allattamento, il primo passo naturale della vita che viene ostacolato in mille modi dalla nostra società.

    Ancora oggi (anzi ieri) scrivi che Giosby “auspica addirittura doversi protrarre fino ai due anni d’età (evidentemente queste madri non lavorano otto ore fuori casa)”.

    Questo ADDIRITTURA è assolutamente parte di quel sabotaggio sociale contro l’allattamento che vede in prima fila gente come la GELMINI, mentre è una semplice norma di buona igiene proposta da OMS e MINISTERO DELLA SALUTE.

    Certo che bisogna anche lavorare, ma qui si scambia una necessità economica con l’unica forma di realizzazione femminile.
    Si potrebbe lottare insieme per riconoscere alle donne un sostegno per aiutarle in questa fase tanto delicata dello sviluppo e invece è meglio dare del coglione al maschio che scrive cazzate del genere, associandosi di fatto a tutte le strutture della società dedita soltanto al profitto che ci separano in tutti i modi dai nostri figli. (inutile dire che un sostegno di questo tipo sarebbe dovuto anche per i padri, altrettanto importanti).

    Invece sembra che a me l’unica cosa che interessi sia dimostrare che Lameduck sia deficiente.

    A me sembra un po’ tirata per i capelli, però se la vedi così avrai anche le tue ragioni.

    Buona giornata

  15. Sulla psicanalisi e la scienza.

    Non è la prima volta che io e Lameduck scriviamo sull’allattamento e sulla psicologia. Ci siamo già confrontati qualche mese fa sul suo blog

    Ma qui sopra Lameduck afferma:

    “considerare la psicanalisi una scienza, come leggo qui sopra, a me pare altrettanto azzardato. Altro che ragionamento, questa è pura fede. Sai benissimo che in psicanalisi non esiste nulla di dimostrabile”

    Guarda caso sia io che Lameduck siamo laureati in psicologia e in quell’ambito universitario ricordo di aver sostenuto un esame di Psicologia Dinamica, un eufemismo per trattare la psicanalisi.

    Possiamo perciò considerare la psicanalisi una parte della psicologia? Direi di sì.
    Ci sono decine e decine di ricercatori e di studiosi che hanno osservato l’uomo, il bambino, offrendo molteplici e interessanti osservazioni che ci aiutano a vivere, se soltanto le conoscessimo maggiormente.
    Certo gli esseri umani, ognuno con le proprie peculiarietà, sono ostici alla ricerca, proprio perché ogni individuo è un caso a sé, ma la psicanalisi cerca scientificamente di affinare i metodi di ricerca in modo scientifico, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione, cioè la preparazione di persone che affinano la propria sensibilità e la propria capacità di mettersi in rapporto empatico con gli altri, gli psicanalisti, appunto.

    Se tu, cara Lameduck, ti fossi presa la briga di aprire il link da me proposto, Psicanalisi, una scienza per tutti, ti saresti resa conto che scriviamo io e te quasi le stesse cose.

    Questo l’ho scritto io:

    “Sembra che la psicanalisi sia una scienza per pochi addetti ai lavori, specialisti super specializzati, strizzacervelli capaci di interpretare i sogni, di indovinare i pensieri del prossimo, se non proprio leggerli e, capaci di previsioni al limite della magia.
    Per la gente comune chi si rivolge a uno psicologo o a uno psicanalista è MATTO e chi lo fa evita di raccontarlo in giro, per evitare che si pensi male di lui!

    E questo lo hai scritto tu, Lameduck:

    Dopo un periodo di grande sviluppo agli inizi del secolo scorso, la psicologia italiana è caduta nelle grinfie della subcultura fascista che l’ha ripudiata e bandita come come scienza “ebrea”. Leggiti la storia della psicologia del Mecacci, se vuoi un testo autorevole.
    Questa mentalità fascista di rifiuto della psicologia come scienza e di suo utilizzo solo per matti e drogati è tutt’oggi ancora legge. In qualunque altro paese trovi lo psicologo aziendale. Da noi uno non andrebbe mai dallo psicologo aziendale perchè i colleghi lo prenderebbero per matto. Capisci la differenza?
    Io mi incazzo quando sento strapazzare concetti importanti e giocarci come fossero bagattelle.”

    Ma che combinazione …

  16. Ma non mi dire, vai pure a spulciare il mio blog per cercare citazioni. Mi stai cadendo sul maniaco ossessivo. Cos’è, ti vuoi divertire a farmi diventare il tuo punching ball personale e a darmi della stronzetta sugli altri blog per sentirti importante? Stai trolleggiando, se non te ne sei accorto.

    Io, nella citazione, mi riferivo alla psicologia, non alla psicanalisi che, ti ricordo, in mano a dei cialtroni può combinare dei casini notevoli in chi vi si rivolge. E’ inutile che ti dica che ci sono passata, tanto non te ne frega niente.

    Finiamola qui, ok?

  17. Scusami Lameduck,

    lungi da me l’idea di prenderti come punching ball.

    Semplicemente quando intervengo su qualche blog ho la buona abitudine di salvare quello che scrivo.

    Mi spiace tanto che tu abbia subito danni dalla tua analisi, ma semplicemente non mi va bene se tu diffondi un discredito su tutta la materia seminando in chi ci legge l’idea della psicanalisi come una specie di stregoneria.

    Anche andando a un ristorante può capitare di essere serviti male e in certi casi ci arrivano i disturbi intestinali, se non addirittura gli avvelenamenti, ma non per questo dobbiamo metterci a dire che il cibo è qualcosa di dannoso.

    Non ti pare?

    Io di queste cose, infine, continuerò a discutere quando ne avrò occasione.
    Se tu vuoi partecipare sei la benvenuta, se invece preferisci non esprimerti sei ovviamente libera di comportarti come ritieni più opportuno.

    Ciao

  18. Lo vedi che sei in malafede e che qualsiasi cosa io dica sarà da te usata contro di me? Io non getto discredito sulla categoria degli psicanalisti. Dico che, in mano a cialtroni, la psicanalisi può commettere abusi e danni più di quanto non riesca a curare. Non negherai che esistano fior di cialtroni che esercitano una cosa delicata come l’analisi senza averne titolo?

  19. Bella figura da psicologi per davvero!

    Non hai qualche senso di persecuzione per caso?

    Questo l’hai scritto tu qui sopra:

    “considerare la psicanalisi una scienza, come leggo qui sopra, a me pare altrettanto azzardato. Altro che ragionamento, questa è pura fede”

    Io capisco, da quello che leggo, che la psicanalisi, non essendo una scienza, ma una fede, è del tutto INAFFIDABILE.

    Qualcuno capisce qualcosa di diverso?

    Qualunque cosa in mano ai cialtroni può diventare un’arma pericolosa: la psicanalisi, la medicina, un’automobile, un coltello da cucina, l’elettricità.

    Ma il fatto che ci sia gente che guida senza patente o ubriaca non ci autorizza a negare che l’auto è un mezzo di trasporto.

    Lameduck, forse è tempo di capire che non ce l’ho con te, però se scrivi cose che trovo insensate sicuramente non le lascio correre.
    Non perché ho qualcosa contro di te, ma perché mi disturbano le informazioni che disinformano.

  20. Che palle, Giosby, veramente. Stai degenerando nell’ossessivo-compulsivo, come si evince dallo spaccare il capello non in quattro ma in sedici parti per ogni parola che dico.
    E’ la seconda volta che mi dai della paranoica, comincio a pensare di esserlo veramente ma attento a non proiettare. Non riesci ad accettare che io non ti conceda attenzione sui tuoi argomenti. Fattene una ragione.

    Che la psicanalisi non sia una scienza non lo dico io, è notorio. E’ necessario specificare che per scientifico si intende qualcosa di dimostrato scientificamente, falsificazione dell’ipotesi nulla compresa? Il fatto che non sia una scienza non significa che sia inaffidabile. Anche l’astrologia ci azzecca a volte, eccome, ma non è una scienza perchè è indimostrabile con una teoria.
    Sai cosa penso? Che la maniacalità sia terribilmente noiosa. Dovresti essere più creativo e meno cognitivamente rigido. Molla quel rasoio di Occam che rischi solo di tagliartici.

  21. Ciao giosby,
    ultimamente sono un pò inacidita 😛 (mi sa che lo hai notato).
    Non so come trattare certi temi, per me (ripeto solo a parere mio che non sono né una cima né una che può esprimere giudizi pregnanti) non dovrebbero proprio essere trattati.
    Grazie come sempre della tua disponibilità.

  22. Ciao Lameduck,

    oggi sei in grande forma sembra! Bene bene!
    Sei la seconda persona che nel giro di pochi giorni mi dice:
    “Che palle”, almeno qui nel blog

    A casa, praticamente, non mi dicono altro!
    🙂

    Ed allora eccomi qui, ma se vuoi risparmiarti la lettura basta un clic.

    Cominci a dirmi che spacco il capello, ma proprio oggi un lettore del tuo blog ti scrive proprio la stessa cosa
    Anzi ci insegna una parola nuova: “Tetrapiloctomia, si dice.”
    Che combinazione …
    Mi sa che siamo nella stessa barca …

    Torniamo alla psicanalisi e la scienza (che palle!)
    Sulla questione, ahimè assai complessa, il dibattito tra gli studiosi non è mai terminato, almeno da un centinaio di anni.
    Non ho voglia di addentrarmi in questioni filosofiche, ma puoi dilettarti, se proprio vuoi appesantire la tua serata, con testi relativamente semplici e noiosi, per esempio

    La psicoanalisi è una scienza? Panorama storico del problema e dibattito attuale sollevato da Grünbaum di Paolo Migone

    oppure puoi anche comprarti un bel libro:

    Il legame instabile. Attualità del dibattito psicoanalisi-scienza. Con un inedito di Karl Popper di Fabrizio Palombi.

    Nella presentazione puoi leggere:
    “La controversa scientificità della giovane disciplina psicoanalitica ha occupato – con fortune alterne – la seconda metà del secolo, e in forme che questo testo contribuisce a indicare come sintomatiche. Il testo svela infatti il retroscena del dibattito attuale su questo problema classico,” bla bla bla.

    Da queste semplici note potrai intuire anche tu che non è vero ciò che tu affermi, e cioè
    “Che la psicanalisi non sia una scienza non lo dico io, è notorio.
    Notorio manco per il cazzo, con rispetto parlando.

    Ma se tu invece di rompere le balle con la scientificità della psicanalisi, che evidentemente da te è considerata una semplice sorellastra della psicologia di cui difendi la scientificità a spada tratta (poveri lettori …) avessi soltanto fatto un piccolo clic sull’articoletto da me proposto dal titolo:
    La psicanalisi, una scienza per TUTTI, avresti magari potuto leggere qualcosa su cui probabilmente sei anche d’accordo come, per esempio:

    “La psicanalisi aiuta nella vita quotidiana. Tutti coloro che hanno una vita sociale potrebbero avere molti benefici utilizzando le conoscenze scientifiche acquisite dopo molti anni di ricerche.
    Certo, non tutti devono diventare psicanalisti, ma se ci fosse una cultura di base ben più preparata in questo campo, piano piano non avremmo neanche più bisogno degli psicanalisti.
    Occorre una volontà, e una scienza psicologica che concordi su almeno poche cose fondamentali.
    Invece purtroppo abbiamo un numero esuberante di psicologi, dove ognuno cura il suo orticello, e troppo spesso un metodo è in completo contrasto con l’altro, offrendo così una immagine della scienza psicologica assai sfocata, imprecisa, impalpabile.
    Penso che se uno psicologo afferma qualcosa possiamo trovarne probabilmente un altro che afferma l’esatto contrario …
    Risultato: la psicologia sembra una scienza per ciarlatani… e non le si dà lo spazio di cui la nostra società avrebbe bisogno.
    Un vero peccato!”

    Potremmo essere d’accordo su questo, non ti pare? Anche perché qualche giorno fa scrivevi sul Tafanus:

    “Non vorrei che tutto il discorso si riducesse ad un misero “Siamo ambedue psicologi ma la mia psicologia lava più bianco ed ha il risciacquo a schiuma frenata”

    Pensi che interessi a qualcuno se la psicologia è scientifica e la psicanalisi no, o stiamo facendo un pateracchio che offre a tutti un’immagine dello studio scientifico della psiche come qualcosa di ben poco credibile, che “a volte ci azzecca”, come dici tu, né più né meno dell’astrologia?

    E ti sembra che con una immagine tanto bistrattata della psicologia e della psicanalisi potremmo aiutare qualcuno a prevenire disastri familiari come quello cui abbiamo assistito?

    Io comunque ho imparato a fare ricerca scientifica in psicanalisi osservando i miei eventi psichici.

    Ma già, dimenticavo, non te ne frega niente …

    Bello comunque il tuo nuovo post “Amabili scazzi”

    anche se …

  23. Ciao Silvia,

    non preoccuparti, lo sai che la porta qui per te è sempre aperta, qualunque sia il tuo umore.

    Come vedi non sei l’unica che non mi sopporta più …

    🙂

    Certi temi io non li avrei trattati, soprattutto perché secondo me è impossibile capire cosa succede nella vita di una famiglia apprendendo notizie in modo così assurdo come sta avvenendo in questi giorni.

    E’ difficile parlare di persone che conosciamo bene personalmente, figuriamoci di storie tanto contorte di cui ancora non si capisce un cavolo.

    Però, evidentemente, questa storia ha suscitato tante emozioni, (anche a me) e questo è un fenomeno che già mi interessa di più …

    Ciao ciao

  24. Non capisco il motivo della lettera aperta a Lameduck. E’ una di quelle persone arroganti alla Berlusconi che credono di sapere tutto, che credono sempre di avere “maledettamente ragione”: Completamente succubi e al volere delle multinazionali, sono manipolate come burattini e si trasformano in “Stepford Wives”, miseramente supine a bisogni che sono stati loro imposti da tsunami di pubblicità esplicita e implicita e dall’incapacità di assumere atteggiamenti critici o anche solo di seguire un istinto materno. Rifiutarsi di allattare è un abominio che serve solo alle multinazionali. Anzi, la lobotomizzazione funziona perfettamente per cui si stravolge la causa: la colpa non è della deresponsabilizzazione completa dei genitori nei confronti degi figli ma al contrario della colpevolizzazione dei genitori: poverini, i genitori, che sono costretti a sopportarsi questo fardello rompiscatole del figlio e che si sentono così oppressi. Non colpevolizziamoli, lasciamo che trattino i loro figli come dellebambole a cui infilare una tettarella industriale, diamogli il latte in polvere della Nestlè, tanto chi se ne frega se poi sta male: è subito pronta la casa farmaceutica che guarisce tutto e tutti! Altro che colpevolizzazione: da decenni le madri sono completamente sollevate dai loro doveri naturali e caldamente consigliate di non informarsi su riviste scientifiche, che sono tanto tanto noiose, così faticose da leggere, e così scomode per chi non vuol saper la verità: il bebé può essere cresciuto seguendo i consigli della TV o magari quelli che si trovano su internet digitando qualche parola magica su Google. Per carità, inutile cavare sangue dalle rape. Cerchiamo di far qualcosa alle generazioni di donne future, non a quelle che hanno abdicato al loro ruolo.

Usa un indirizzo email valido e raggiungibile. Grazie