Sadismo o lotta alla pedofilia?

Frequento Facebook.

E’ uno spazio pieno di stimoli, sollecitazioni di tutti i tipi.

Uno può perderci tranquillamente tutto il giorno e la notte, o può anche utilizzarlo in modo utile.

Scambi culturali internazionali, circolazione di idee, informazioni. Questo mi piace.

A volte aderisco ad iniziative o gruppi.

Uno di questi mi sembrava giusto e indiscutibilmente condivisibile:

COMBATTO CONTRO LA PEDOFILIA E LA VIOLENZA ALLE DONNE

E’ un gruppo molto attivo, segnala molte violenze ai danni di donne e bambini.

Però quasi tutti quelli che partecipano non fanno quasi altro che inneggiare a punizioni “esemplari” per i pedofili e i violentatori.

Ne riporto qualcuno tratto da una pagina dove vengono indicate le foto dei pedofili

dalla pagina di Stella Mari, fondatrice del gruppo.

(qui per chi non entra in Facebook)

Tra l’altro non tutti questi presunti pedofili sono stato condannati in modo definitivo, alcuni sono soltanto indagati, e, fino a prova contraria, sono innocenti!

Ma ecco i commenti:

***

Marco Aurelio

lA CASTRAZIONE CHIMICA NN SERVE A NULLA, CI VUOLE LA CASTRAZIONE FISICA, E COME DETTO DA QUALCUNO , IN GALERA NEL BRACCIO DEGLI AFFAMATI CRONICI DI SESSO E BEN DOTATI, IN MODO DA FAR PROVARE LORO L’EBBREZZA DEL PRENDERLO IN QUEL POSTO, COME HANNO FATTO CON I RAGAZZINI/E DI CUI HANNO ABUSATO…………

Claudio Vergano

perchè la pena di morte? Utilizzateli per la sperimentazione scientifica, senza anestesia. almeno servono per qualcosa.

Gori Valter

devono morire di una morte lenta molto lenta ed atroce: diamoli a una giuria popolare altro ke kastrazione kimika

Aldo De Nicola Tinteggi

TORTURATI FINKE’ NON MUOINO I BAMBINI NON SI TOCCANO. NON SI POSSONO UCCIDERE I SOGNI

Jennifer D’ambrosio

purtroppo in uno stato di merda come l italia la pena di morte non esiste piu….pero da una parte non so se e meglio la pena di morte,o la tortura a vita…a volte opto x la seconda….perche dopo la morte non sentirebbero piu niente….!!!bastardi!!

Ilaria Nurra

Decapitazione e rogo…nn meritano sepoltura!!!!

Andrea Faustini

impalati come facevano i turchi !!!!!!!!!!!!

Donadon Monica

SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELLE GRANDI TORTURE.LA PENA DI MORTE PER QUESTE MERDE E’ SOLO UNA PRELIBATEZZA.

Mariarita Cedroni

morire in un sol colpo sarebbe troppo lusso per delle merde come solo, morire dal dolore, morire a suon di torture….e bruciati.

Sara Marchetti

Loro tolgono serenità e dignità alle donne…e noi togliamogli tutti e tre i gioielli di famiglia. Zaaaac…altro che castrazione chimica. Chiamarli animali sarebbe un’offesa ai nostri amici a 4 zampe…sono immondizia e malati di mente.

Vincenzo Runfola

io invece propongo una spece di “massoneria” per eliminarli in gran segreto. Lavoro pulito. Servizio garantito. e nessuno esce dopo due giorni perchè: “poverino ha problemi psichici”. Fatemi sapere che ne pèensate !

Loana Loana Marchetto

li vorrei avere tra le mani sti bastardi ! torturarli fino alla morte ! li odio !

Giuseppe Ielo

….ma quale castrazione etc. etc. un colpo di pistola nella nuca, sommariamentecome esecuzione come fanno in Cina.

Leroy Faccone

potatura di palle diretta senza anestesia…come si fa con i capponi

Luigi Mulargia

LEROY SONO DEL TUO STESSO PARERE,POI DISINFETTARE CON AGLIO SPELLATO .

Leroy Faccone

o con la fiamma ossidrica così si cicatrizza subito e non ci si vota le palle a medicarli e disinfettarli

Alessandra Morri

impalati in piazza insieme a quelle maledette dell’asilo di pistoia che picchiavano i bambini e delle quali si è parlato solo x 5 minuti

Filippo Quadracci

legati in piazza e poi ci pensa la gente!!!

Claudio Vergano

un autentuico museo dell’orrore umano.

Rimango della mia idea…..

castrazione con le pinzette da ciglia, molto lentamente, con calma !!!!

***

Io comprendo che la pedofilia e la violenza sessuale siano atti che suscitano orrore e che spesso lasciano un segno indelebile sulle vittime.

Comprendo che tutti noi vorremmo che questi fatti non accadessero.

Però noto che non viene fatto nessuno sforzo per cercare di capire come mai avvengono questi fatti e se possiamo fare qualcosa per prevenire questi tristi episodi.

Non dimentichiamo che molto spesso chi compie un abuso è stato a sua volta vittima di un abuso.

Io credo che persone che scrivono su Facebook frasi come quelle riportate qui sopra siano bisognose di aiuto quasi come i criminali che compiono questi tremendi abusi.

Non possiamo auspicare l’uso della tortura e della pena di morte per evitare i reati, anche perché non è affatto vero che nei paesi dove esiste la pena di morte, come negli USA o in Cina, tali reati abbiano meno rilevanza.

Inoltre non capisco il senso della vendetta brutale fine a se stessa.

Chi crede nell’uso di questi metodi barbari non ama la convivenza civile, non rispetta i diritti umani e non fa altro che continuare una spirale di violenza che non avrà mai fine.

Non sarebbe il caso di trovare sistemi più validi del solito occhio per occhio, dente per dente?

Se proprio volete torturare qualcuno, divertitevi con un videogioco!

O cantate una canzonetta!

Ma se sostenete la tortura non lamentatevi poi dei suicidi in carcere o della fine del povero Stefano Cucchi.

Siete complici di tanta bestialità!

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Facebook comments:

21 pensieri su “Sadismo o lotta alla pedofilia?

  1. Ringrazio gli amministratori della Pagina COMBATTO CONTRO LA PEDOFILIA E LA VIOLENZA ALLE DONNE per avermi BANNATO e impedito di commentare nella loro pagina.

    Il bello è che si lamentano anche che io non commento lì …
    🙂 🙂 🙂

    Notare che io ho cercato ripetutamente di segnalare il contro senso del loro modo di protestare e per tutta risposta sono stato BANNATO!
    Bello il fanatismo, vero?

    P.S.
    http://www.facebook.com/posted.php?id=260804579466&share_id=138744359469393&comments=1#s138744359469393

  2. “Purtroppo in uno stato di merda come l italia la pena di morte non esiste piu”
    Questa frase mi ha veramente colpito.. E pensare che io ero convinto che l’italia non fosse un paese civile percè non ha una legge contro la tortura..
    A parte questo concordo con te, non è con questi metodi che si risolve il problema..

  3. e’ accertato che la pedofilia è una malattia. queste persone devono venir curate
    ma anche messe in uno stato di non poter nuocere ulteriormente.
    se capitasse che un pedofilo violentasse una delle bimbe di Roberta,la mia compagna, il primo istinto sarebbe di ucciderlo, aggredirlo, l’istinto represso dell’uomo è cosi.

    ovviamente non va bene farsi giustizia da se ma a caldo vorrrei vedere chiunque se riuscisse a controllarsi. se un pedofilo violentasse uno dei tuoi bimbi saresti calmo e riflessivo???

    non credo.

    ovviamente si spera che non succeda mai a NOI.

    la cosas giusta è curarli e internarli.

    per quel che riguarda i commenti….è lo specchio della societa’ malata di oggi.

    sul convivere civile sto iniziando a nutrire molti dubbi.

    la liberta’ di molti toglie liberta’ a tanti.

    Mario Monicelli è stato un po’ duro ma una rivoluzione, dolorosa, forse sarebbe la soluzione necessaria.

    i figli delle nostre generazioni non usano bene quello che abbiamo messo a loro disposizione, anzi, abusano del peggio.

    non è solo colpa di noi genitori se non sviluppano un senso critico.

    la loro vita è troppo facile e premasticata.

    si stava meglio quando si stava peggio.

    buona giornata

  4. Pure io ero fan di quella pagina, ma dopo aver letto in silenzio le varie notizie con il susseguirsi dei commenti, mi sono quais spaventato. Sia chiaro, non perchè abbia la coda di paglia, ci mancherebbe, ma appunto per la bestialità dei commenti.
    La prima cosa che ho pensato è: non so se sono più bestie i pedofili o questi individui che gli vanno contro.
    Mi spiego meglio: essere civili innanzi a un pedofilo ACCERTATO è dura per chiunque di buon senso, ma, ineggare a proclami di linciaggio ancor nel mentre si sta formulando ipotesi di accusa nei confronti di una persona, fa un certo spavento.
    Da ciò mi sono cancellato dal gruppo ancor prima di intraprendere una discussione (mai commentato) e a quel che vedo, no ho avuto torto. Certo è che se abbiamo certi giustizieri della notte così esagitati, un certo timore lo si può avere.
    Perciò ci tengo a dire che mi dissocio da tal gruppo, senza se e senza ma.

  5. c’hai ragione Giosby, io sono stato bannato da alcuni ex-amici di facebook perchè criticavo il loro linguaggio violento nel parlare “contro” un’altra violenza.
    Mi sembra solo un pericoloso sfogatoio che può anche portare conseguenze di violenza “vera” e non solo verbale. Anche perchè si parla di certi argomenti con molta superficialità… pedofilia… violenza contro gli animali o i deboli.. non è che la fanno i marziani, ma molto spesso gente moolto vicina a noi, magari pure parenti.
    Ma noi pensiamo al “mostro sconosciuto” da punire e torturare…..
    Ma un minimo di consapevolezza, perchè prima non si certa un minimo di consapevolezza prima di sparare a zero su certi argomenti.

  6. Ciao Loana,

    il tuo commento è il seguente:
    “li vorrei avere tra le mani sti bastardi ! torturarli fino alla morte ! li odio !”

    Io vorrei vivere in una società civile, dove non ci sia spazio per la pedofilia, ma nemmeno per la tortura e la pena di morte.
    Semplice no?

  7. ciao
    anch’io vorrei vivere in una societa civile…
    ma considerato che questa societa è malata..e la pedofilia esiste eccome se esiste..
    cosa dobbiamo fare quando li prendiamo ?
    dar loro un premio..? queste bestie senza offese x le bestie..nn hanno pieta dei bambini..
    cosa si dovrebbe fare secondo te ?
    nn venire a dire che la pedofilia è una malattia..nn è vero.
    un caro saluto..

  8. scusa mi sono dimenticata quanti anni hai ?
    hai figli ?non penso..altrimenti non parleresti cosi.
    ciao

  9. Ciao Loana,
    magari qualcuno mi aiuta a risponderti, non perché non sappia farlo io, ma perché sarebbe bello condividere con altri una discussione che può farci ragionare e crescere, come suggerisce uno strano amico qualche commento prima su un altro post.
    Forse il trucco è proprio questo, ragionare senza aggredirsi. Ne siamo ancora capaci?

    Per la cronaca di anni ne ho abbastanza e i figli sono tre, in età, quasi tutti, da essere possibili vittime di pedofili.

  10. ciao,
    premetto ke nn aggredisco..mai nessuno..ma sono e sempre dalla parte dei bambini.
    concordo con te..di aprire una discussione..sarebbe magnifico.voglio farti la domanda ,se succedesse ai tuoi figli ? ma nn voglio pensarci..
    Spero ke altre xsone vogliono unirsi alla discussione..
    un caro saluto.

  11. Eii
    Grandi Uomini e Grandi Donne 🙂
    Sapete quella che state Criticando e insultando perchè difende i Bambini da quelle grandissime merde che voi giudicate ancora persone ‘Malate’? Loana?
    Ecco è Mia MADRE.
    Ma vi state rendendo conto?
    Se uno di quei Bastardi violenta vostra figlia o vostro figlio le giudicate ancora persone malate?
    Non credo.
    Semplicemente parlate così perchè non sapete nemmeno che cosa vuol dire per un genitore o semplicemente per un bambino essere violentato o avere un figlio che è stato violentato
    Fossi al vostro sinceramente mi metterei nei panni di chi ne ha subito.
    Smettereste di difenderli.
    Vergognatevi Cavolo
    Vergognatevi di come state Parlando.
    Vergognatevi perchè Bestie come quelle non meritano niente nemmeno la comprensione di un Gesto.
    Vergognatevi perche potrebbe esserci vostro figlio sotto le Grinfie di quelle bestie..
    Solo questo.

  12. E, difatti, Giosby ha ragione: l’abuso è violenza, e nel caso qui menzionato è doppia violenza, perché non più prevenzione ma altrettanta violenza, mentre occorre fermare l’abuso, ogni altra violenza, non con un altro abuso, l’incomprensione, bensì con una cura, la comprensione, appunto prevenzione. Ciò non significa battersi per chi abusa di un minore ma, dato che l’aggressore è già in stato di fermo, passare a prima individuare e poi eliminare la causa, la malattia, la violenza, che ha indotto un essere umano ad agire contro la vita di un altro essere umano. In tal caso l’uomo è scopo, vita, comprensione, diversamente diviene mezzo, incomprensione, e come tale non ha più una funzione vitale e perciò appare ovvio eliminare la comprensione, eliminare l’uomo. Tuttavia indagando su chi abusa di minori si scopre subito come sia stato trattato piuttosto come mezzo e non invece scopo, e forse facciamo bene a studiare a fondo questi soggetti per scoprire e così evitare, prevenire, questa malattia che ha numerosi aspetti ma una sola definizione: violenza. E a me la pedofilia sembra possedere i connotati dell’incomprensione, dell’aggressione, della sopraffazione, esercitata con mezzi fisici o psicologici, tra i quali subentrano anche i commenti che hanno indotto Giosby alla riflessione. Commenti violenti, che rispondono all’aggressione con altrettanta aggressione, nella quale poi viviamo tutti, e che non di rado induce chi l’ha subita, o percepisce spaziando nella società, a farla propria, magari non abusando di un minore ma di chi altrettanto dipende da un nostro benestare, il benestare dell’autorità che lo ha in cura. Come ogni altro minore che dipende da chi lo ha in cura, esattamente come lo è stato chi adesso, nelle mani della comprensione di tutti noi, va finalmente, per il bene di tutti noi, curato e non più eliminato.

  13. @Jess.:
    Ciao. Prima di tutto io non ho insultato nessuno, mentre la critica mi sembra lecita, soprattutto se pensiamo che sono le critiche quelle che ci permettono di crescere.
    Non ho nulla contro tua madre, anzi penso che se si esprime come ha scritto sopra, probabilmente ha subito direttamente degli abusi nell’ambito dei suoi cari e la sua rabbia per il danno subito è molto forte.
    Tuttavia, se da una parte questo sentimento distruttivo è comprensibile da parte di chi subisce dei danni, bisogna osservare anche che qualunque punizione nei confronti del pedofilo, dalla più lieve alla più atroce, non cambia minimamente il danno subito e coloro che hanno avuto la sventura di essere abusati, sia minori che adulti, hanno bisogno di compiere grandi sforzi per recuperare un equilibrio comunque minato.
    La violenza sessuale lascia un segno sulle vittime quasi indelebile, ed occorrono anni di conferme affettive da parte dei propri cari e del mondo intero per riprendersi dalla brutta esperienza.
    Queste difficoltà delle vittime non sono diverse a secondo delle punizioni.
    Certo è importante per una vittima sapere che il suo aggressore non potrà più molestarla, ma poi non cambia nulla se il pedofilo segue un percorso per recuperare anch’egli un equilibrio o se viene torturato a morte.
    Tu, cara Jess., dici che dovrei vergognarmi.
    Ma tu non pensi che anche il pedofilo ha dei parenti, dei genitori e magari anche dei figli.
    Che anche loro soffrono per la misera condizione dei loro parenti “mostri” e che sarebbero ben felici di poterli vedere condurre una vita sociale come tutti gli altri, senza questa terribile tendenza che sembra evidenziare una incapacità di vivere rapporti paritetici con gli altri.
    Tutti dovremmo avere la capacità di metterci nei panni degli altri, ma tra questi altri ci sono anche i pedofili.
    Inaccettabili finché vuoi, ma anch’essi esseri umani, con i loro diritti inalienabili, perché diritti di TUTTI gli esseri umani.
    Non mi interessa sparare una sentenza, che sembra poi scontata, ma piuttosto cercare di capire, trovare qualche strada per prevenire ed evitare il ripetersi di queste situazioni, ad iniziare dal combattere il turismo sessuale, per esempio.

    @Rettore Claupi
    Grazie, ma non mi piace avere ragione, preferisco ragionare.
    Anche perché in questo caso qualcun altro avrebbe torto, mentre ognuno ha le sue ragioni.
    Anche Loana e Jess. che urlano vendetta hanno le ragioni dell’offesa subita, di un dolore che sembra non trovare pace se non nella punizione altrettanto atroce del colpevole.
    Anche questa è un’illusione, che sembra essere una panacea al danno subito, come se la restituzione del danno con gli interessi potesse miracolosamente guarire le ferite.
    La strada e ben diversa e comporta invece la comprensione piuttosto che la vendetta.
    Tra parentesi, da quando sei diventato Rettore? Questa è una novità …
    🙂

  14. ciao ,
    mi dispiace Giosby..hai sbagliato analisi..
    nn ho mai subito violenze ne fisiche ne psicologiche…
    e tantomeno Jess..
    nn sopporto la violenza sui bambini..soprattutto l’abuso sessuale…
    sono psicologa..e collaboro cn la polizia..ne ho viste troppe..x poter avere pietà..
    vorrei farti una domanda xkè ti hanno bannato dal gruppo ?
    comprensione ? ma di ke ?

  15. Ciao Giosby

    Da quando Rettore? Dacché sono entrato nell’altra tua stanza. Riguardo alla ragione, certo tutti ne possiedono una, tuttavia, di fronte ad una scelta, esempio quella di starsene lì ed osservare al consumo della violenza senza intervenire oppure adoperarsi in senso opposto, vi è una differenza: permetterla o no. Nel primo caso si è per chi opera violenza, nel secondo no, perché la via di mezzo, dare ragione a tutti, non altro significa che passività, l’avere scelto il primo caso, essere dalla parte della violenza. E, purtroppo, ricordiamoci qui il caso Grillo, o del classico bullo, la gente spesso, se per paura o no poco importa, già solo con il proprio silenzio, si schiera dietro chi opera la violenza. Ma non è tutto, perché poi pretende essere reputata per l’opposto, e quindi commette di nuovo un atto violento, esprime la propria volontà di volere, indipendentemente dai fatti che la smentiscono, soprastare all’evidenza, alla verità di tutti e affatto monopolio di chi in tal modo prepotente la fa sua.

    Tornando ai minori, appare quindi evidente che se tutelati da persone non direttamente ma indirettamente (di nascosto) prepotenti, allora in mano di chi potrà sorprenderli in qualsiasi momento, e difatti i maggiori abusi (e qui non mi limito solo a quelli sessuali) hanno luogo tra le proprie mura di casa, nella scuola, perpetuati da persone inafferrabili, perché dall’apparenza cortese ma in sostanza nocive, che ti spengono lentamente, che ti aggrediscono in continuazione senza lasciare traccia, che godono nel tormentare bambini di ogni età, sicuri della copertura, del politicamente corretto, dell’appoggio di chi opera di nascosto contro la vita. E non ci vuole tanto per capirlo, basta guardare i visi dei nostri ragazzi, ma quasi più nessuno lo fa. Ormai si da per scontato che basta dire e non capire come stanno, e con ciò esporli ad altra violenza invisibile, non più effettivamente proteggerli, davvero confortarli, con il calore del fuoco vero, ma consolarli con delle calde parole che imitano un calore che i nostri figli non sentono.

    Potremmo adesso dire che tutti hanno ragione, tuttavia a qualcuno, in questo modo, viene preclusa, ai più deboli, ai nostri bimbi, sopraffatti dalla nostra ragione senza potere difendersi poiché non apertamente manifestata tale. Dunque l’orco invisibile, il politicamente corretto, ti dà la pappa e tu manco lo sai, tuttavia un giorno ti accorgerai che qualcosa non torna, solo che te la prenderai con chi ti ha insegnato a non fidarti, con l’uomo nero, e non con l’orco in veste di fata bianca che, stando al rapporto dell’ONU, a livello planetario causa il maggiore numero di abusi. Ed ecco perché viene SOLO aperta la caccia all’uomo nero, al bullo, e non ANCHE fermata la fata bianca che lo sostiene, il passante che se ne sta lì ad osservare senza intervenire e poi si proclama comprensivo, ovviamente non dimenticandosi di prendere la mano del proprio figlio mentre si spaccia tale, proprio come gli hanno insegnato fare. E, vedi Giosby, ormai queste messinscene sono in noi, consumiamo questo rituale macabro dacché siamo nati. Nel frattempo però alcuni soffrono, ma a noi basta qualche parola per alleviare la loro sofferenza, anche perché è gratuita, come la vita di chi soffre. Perché umani si è e si rimane comunque, per definizione, secondo parola.

    E quando contano più le nostre parole e meno i fatti, l’aggressione diventa una costante, assoluta e implacabile, perché praticabile senza esporsi apertamente, alzare la mano, contro i nostri figli e chissà chi altro.

  16. ciao Loana,
    ma che combinazione, siamo entrambi psicologi!
    Abbiamo provato a fare ipotesi ognuno sull’altro senza successo: tu mi immaginavi giovanissimo e senza prole, io invece pensavo tu fossi una vittima diretta della pedofilia.
    Niente di male, ovvio. Con i pochi elementi a disposizione abbiamo fatto delle ipotesi, procedendo con il primo metodo scientifico possibile: tentativi ed errori.
    Questo testimonia la passione per la ricerca scientifica di entrambi.
    E che cosa è la ricerca scientifica?
    In pratica, considerando un fatto, un avvenimento comunemente osservabile, la ricerca cerca le cause, cerca di fornire le spiegazioni al verificarsi di un certo fatto in un certo modo.
    Ed è con questo spirito che ho iniziato a studiare psicologia e psicanalisi più di trenta anni fa.
    Adesso perché mai di fronte a un fenomeno come la pedofilia dovrei assumere un atteggiamento diverso?
    Perché dovrei iniziare a pensare che questo fenomeno non ha rimedio se non la tortura e la morte dei responsabili di tali azioni?
    Io non ho mai studiato una cosa del genere in psicologia.
    Ho cercato di affinare gli strumenti di indagine utilizzando la psicanalisi, l’empatia nell’incontro con l’altro.
    Non esercito la professione, tuttavia la passione mi è rimasta tale e quale nel corso degli anni.
    Ho fatto tesoro dell’esperienza per cercare di vivere rapporti umani corretti e non semplicemente legati agli aspetti economici.
    Siamo troppo abituati alla logica economica nelle nostre relazioni.
    Gli altri sembrano interessanti soltanto se sono utili.
    Allora regna il “pan per focaccia” e “occhio per occhio”.
    Ma è davvero possibile un progresso in questo modo, o non è forse una regressione ai tempi più antichi.
    Forse è un momento in cui la nostra società subisce un’accelerazione quasi insostenibile a livello tecnologico e non riesce a fare un saltino in avanti proprio sul piano psicologico e, di fronte a queste difficoltà, si rifugia in una regressione infantile.
    L’istinto (l’Es) di vendetta ha la meglio sulla comprensione (l’Io) per usare delle banali categorie psicanalitiche che schematizzano il nostro modo di essere.
    Sembra una tendenza dei nostri giorni che mi preoccupa, ancora di più se queste affermazioni e istigazioni alla violenza e alla tortura provengono da ambienti vicini alla Polizia di Stato.
    Lo sai Loana che le tue frasi costituiscono istigazione alla violenza e sono probabilmente un reato?
    Non ti sembra che, come psicologa, richiedere la tortura piuttosto che la cura, sia un riconoscimento di impotenza di fronte a un fenomeno che facciamo fatica a spiegarci?
    Infine perché mi hanno bannato dal gruppo chiedilo ai responsabili del gruppo.
    Io che ne so?
    Io direi: “perché preferiscono aver ragione piuttosto che ragionare”, ma è soltanto un’ipotesi …

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