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30 pensieri su “Facciamo OPPOSIZIONE: Cambiamento e felicità SUBITO.

  1. Caro Giosby
    Sono contento di aver raggiunto cotal virtual loco, e di scrivere e comunicare “pariteticamente” a cotanto interlocutor. Senza imbarazzi per cortesia.
    Hai ragione in quello che esponi e presenti, soprattutto nella delusione e disillusione che oramai tutti abbiamo nel cavalcar proteste fini a loro stesse, e nel CROGIOLARSI nel solito brodo compartecipativo verso il basso: quello per cui “io non ci sto, tu non ci stai, tutti non ci stiamo e allora gridiamolo per essere felici”.
    Non sono per niente d’accordo sulla tua immagine del Sud in mano ai fantomatici “poteri forti”…
    Carabinieri, Polizia e tutte le forze sul campo NON SONO INUTILI.
    Perché tali presunti “Poteri forti” si basano su ignoranza e pregiudizio della gente. E perdurano appunto nel tuo stesso modo di ragionare, per cui “è inutile e molto pericoloso cercare di combatterli”.
    I mafiosi al sud sono 4 gatti che vivono della paura dalla gente: la stessa paura e “impotenza e omertà ideologica” che hai trasmesso tu con il tuo pensiero, ovvero l’opposto della compartecipazione finalizzata alla felicità che (ancora tu stesso) porti avanti nel post.

    Per quanto riguarda il “creare gruppi” non riesco bene a seguirti: concretamente cosa intendi? O meglio, credo in partenza (perdonami) che sia un approcio completamente sballato.
    Perché da qualche anno è la “moda” nel web, gruppi di qui, gruppi per questo, creare gruppi, tutti fanno parte di tanti gruppi, e facebook e tutte le menate… e nel concreto? Ci si trova per guardarci negli occhi e tutt’al più creare un nuovo gruppo.
    Non so da quanto tempo sei “in internet” ma a me questa cosa del “creare un gruppo” ha davvero nauseato da almeno due anni e ricorda completamente la parafrasi del sasso buttato nello stagno perchè fa figo. Passate le onde, cambiamo sasso e stagno fino a quando cambia la moda.

    E l’idea stessa di “creare un nuovo gruppo” per fare qualcosa di concreto mi ricorda tanto gli esuli del DS. Invece di aggregarsi, si sfaldavano creando sempre NUOVI PARTITI comunisti. Come gli ex DC, uguale. E come sono finiti? Spariti dal Parlamento.
    Ribadisco la mia idea di fattività concreta, i gruppi ci sono già e ce ne sono di ben radicati e organizzati nel territorio.

    In coda all’altro post ho lasciato ben chiara (non chiarissima!) la scaletta delle cose che secondo me vanno fatte, in seno appunto ai “gruppi” che già ci sono evitando di separare ancora in mille rigagnoli indipendenti il già esiguo torrente della compartecipazione che ci avvince e lega.
    E ti ri-chiedo dunque di discuterne

  2. Quando ho letto il tuo commento avevo già scritto il mio post.
    Per intendersi il tuo commento a cui mi riferisco è qui:
    http://www.giosby.it/2009/09/20/la-stessa-idea-per-prodi-paolo-guzzanti-e-paolo-barnard-con-la-benedizione-di-giacomo-leopardi/#comment-586

    Nuovi gruppi? Tipo facebook?

    Non so se anche facebook può servire. In effetti è molto inflazionato. Parlo di gruppi di persone che realmente si incontrano.

    Partiamo da un dato: in Agosto 2009 La spesa media giornaliera per il Superenalotto è stata di 25 milioni di euro al giorno.

    Ciò significa che ogni italiano, da zero a cento anni spende almeno 3 euro alla settimana per il Superenalotto.

    Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200908articoli/46546girata.asp

    Possiamo anche immaginare da qualche dato un po’ vecchiotto che la spesa di ogni italiano sia di altre 3 euro a settimana per le sigarette

    Fonte per il calcolo: http://www1.inea.it/ist/curios.htm

    Diciamo che ognuno butta via 1 euro al giorno in modo stupido e/o autolesionista.

    Ok?

    Bene.

    Se siamo un gruppo di persone che pensano che questo denaro potrebbe essere utilizzato meglio per la collettività, anche semplicemente per trovare una sede dove potersi occupare della educazione dei ragazzi, dove poter giocare, incontrarsi, leggere, studiare e RICERCARE mettiamoci davanti alle ricevitorie per cercare questo denaro e sviluppare il nostro progetto …

    Perché è vero che gli aspetti affettivi sono più gratificanti, ma è anche vero che ogni iniziativa ha bisogno di un supporto economico.

    Per intenderci: in un paese di 5000 abitanti, come il mio, stiamo parlando di 5000 euro AL GIORNO con i quali si potrebbero fare MOLTE cose semplicemente rinunciando a un po’ di stupidità!

    Siamo sempre nell’utopia?
    Forse sì, certo. Ma chissà che ragionando non riusciamo a diventare più concreti!

    Quanto alla mia paura e omertà mi tocca darti ragione. Ma davvero tu ti fidi di polizia, carabinieri e istituzioni?

    Davvero pensi che mafia e Co. siano quattro gatti senza complicità a tutti i livelli?

    Io ne dubito, perché altrimenti sarebbero già stati sconfitti da molto tempo.

    O no?

    🙂

  3. Caro Giosby
    Mi piacerebbe che giudicassi e rispondessi alla mia proposta di un iter costruttivo e determinato a fare qualcosa di concreto per cambiare la scuola.
    Il tuo (invero interessante) suggerimento di convincere e convogliare un minimo di “spese inutili” alla creazione di un Fondo, troverebbe abbondante soluzione in quella che è la mia idea di “cammino di marcia”.
    I Partiti ricevono MOLTI e MOLTI soldi dallo Stato, MILIONI di euro fatti apposta per esercitare e intraprendere iniziative pubbliche e sociali.
    Non serve, quindi secondo me adoperarci per trovare altri “canali di finanziamento” usiamo quelli che ci sono già, usiamoli bene, che infatti provengono proprio dai soldi che lo Stato racimola con Superenalotto, lotto e altre tasse.
    Questa è la mia posizione che rimarco e ritravaglio. (mamma mia che comico sono, eh?)

  4. E no caro Nicola. Usare il denaro del sistema non farebbe altro che proiettare qualsiasi progetto proprio dentro il sistema stesso. Un qualsiasi progetto verrebbe inglobato, massacrato dal potere e dai modus operandi atti al potere.
    Replicare un qualcosa che si combatte non mi sembra affatto un buon modo per cominciare. Scusa, sono diretta e poco atta ai giri di parole.
    Non credo Giosby proponesse un gruppo tanto per tipo facebook. Credo (se interpreto male giosby bacchetta please :P) proponesse di cercare ognuno nel suo piccolo di crearsi una piccola comunità prodiga nell’operare quel che tanto andiamo sbandierando andrebbe fatto. E magari riportare ognuno la propria esperienza che sia di sostegno per altri, che sia di spunto, che serva a confrontarsi e a migliorare il proprio modo di agire in funzione dello scopo preposto.
    Quello che propone è un’autogestione separata che possa poi coinvolgere il maggior numero di persone possibile, senza imporre nulla, facendo vedere che condividendo,manifestando affetto, aiutandosi vicendevolmente, scambiandosi cultura e opinioni, amore e dialogo.
    Soluzione che forse può sembrare lenta e di difficile attuazione, ma l’unica rimasta. Sapiens fingit fortunam sibi diceva Plauto.

  5. S dice:
    E no caro Nicola. Usare il denaro del sistema non farebbe altro che proiettare qualsiasi progetto proprio dentro il sistema stesso.

    Quale sarebbe il “sistema”? Qualcosa di indefinito da combattere?
    E se devi cambiare le cose DAVVERO, che altro modo c’è dal… cambiarle davvero? Non è che esista un “sistema” che si contrappone ai cittadini, esistono invece dei PARTITI POLITICI fatti da cittadini PER i cittadini.
    Questi Partiti ricevono MOLTI soldi dal “sistema” che dici tu.
    Quello che dico io è USARE una parte di questi soldi, senza chiederne a nessuno, dato che sono soldi PUBBLICI ovvero GIA’ NOSTRI, e cambiare la scuola usando quindi i GRUPPI (politici, di genitori, di docenti) che già esistono e già si occupano loro (propaganda, internet, pubblicità, etc.) di “diffondersi” presso la gente comune.
    Se devi cambiare la scuola, devi interloquire direttamente con il Ministero. Per farlo occorrre appunto un interlocutore accreditato, e quindi politico.
    Secondo me INDIVIDUANDO un partito politico e MUOVENDOSI dentro questo, è la strada migliore e più breve per cambiare le cose.
    Evitando la TRAPPOLA del torrente che si divide in sotto-rigagnoli fino a far mancare del tutto l’acqua…

    Un qualsiasi progetto verrebbe inglobato, massacrato dal potere e dai modus operandi atti al potere.

    Non se lo creiamo e gestiamo noi, ovvero chi lo vuole davvero fare. Non ho mai fatto parte di un partito politico, ma quando mi metto in testa qualcosa, ahimè… non c’è montagna che si possa mettere in mezzo.
    Chi viene al mio e nostro fianco?

    Replicare un qualcosa che si combatte non mi sembra affatto un buon modo per cominciare. Scusa, sono diretta e poco atta ai giri di parole.

    Non ti capisco, perdonami.
    Cosa c’è da combattere? Chi c’è da combattere? In che ehm… mondo vivi (senza offesa)?
    E poi, per ultimo… sai cosa vuol dire combattere, prendersene tante tante, venire arrestati, farsi sparare addosso e sentire le pallottole che ti passano a 10 cm dal naso? Io purtroppo sì… Ho avuto una giovinezza un po’ turbolenta.

    Non credo Giosby proponesse un gruppo tanto per tipo facebook. Credo (se interpreto male giosby bacchetta please ) proponesse di cercare ognuno nel suo piccolo di crearsi una piccola comunità prodiga nell’operare quel che tanto andiamo sbandierando andrebbe fatto. E magari riportare ognuno la propria esperienza che sia di sostegno per altri, che sia di spunto, che serva a confrontarsi e a migliorare il proprio modo di agire in funzione dello scopo preposto.

    E qui, mi dispiace, mi sembra proprio la strada solita e stantìa che abbiamo percorso tutti negli ultimi anni. Il fiume che diventa torrente, che diventa rigagnolo, che diventano due persone che si guardano in faccia per dire “qui bisogna fare qualcosa”.

    Quello che propone è un’autogestione separata che possa poi coinvolgere il maggior numero di persone possibile, senza imporre nulla, facendo vedere che condividendo,manifestando affetto, aiutandosi vicendevolmente, scambiandosi cultura e opinioni, amore e dialogo.
    Soluzione che forse può sembrare lenta e di difficile attuazione, ma l’unica rimasta. Sapiens fingit fortunam sibi diceva Plauto.

    Il saggio (o il sapiente) trova la strada più breve e diretta per fare le cose. E secondo me (vi invito a discuterne!!!!! ancora non si è fatto!!!!) le mie proposte non sono affatto un brutto inizio.
    Sempre se si vuole cambiare le cose: chi si accontenta di “opporsi” e “lottare contro” per tutta la vita certamente non le troverà praticabili.
    Ma se sono qui è perché mi è sembrato di capire che il cuore del buon Giosby è di quelli del primo tipo.

  6. Forse non ci siamo capiti troppo bene. Quello che io dico è che ritrovarsi senza PRETENDERE di cambiare NULLA, ma semplicemente SPERIMENTANDO un modo di stare insieme AFFETTUOSO e NON AGGRESSIVO che è già di per sé un CAMBIAMENTO.

    Non pensiate, cara S. e caro Nicola, che questo blog riceva centinaia di visite.
    In realtà siamo in 3 a discuterne …
    E già stiamo quasi litigando
    🙁

    Possiamo provarci e in fondo i soldi sono l’ultima cosa.
    Proponevo di cercare i soldi perché già proporre di INVESTIRE il denaro in modo ALTERNATIVO al gioco o all’autodistruzione può essere un aggancio che invita a qualche riflessione.

    Volete una parola datata, che non mi piace, ma giusto per rendere l’idea?
    Autocoscienza.
    Che brutta cosa. O anche no …
    Io penso a qualcosa di diverso. Non parliamo di coscienza ma di esperienze di comunicazione affettuose.

    In fondo un giro in discoteca non è un esperienza molto diversa …
    Non gasiamoci troppo …
    O no?

    🙂

  7. Mi delude molto questo tuo ultimo commento e mi spiace.

    Per far vivere una pianta avvizzita e logorata dal tempo e dalla noncuranza bisogna toglierla dalla terra arida e consunta dall’esagerato sfruttamento subito, estirpare l’erbaccia, arare concimare e ripiantare quello che ne resta di sano. Tu proponi di applicare un innesto fresco e spargere una secchiata d’acqua, forse potrai goderti un germoglio, ma la pianta è destinata a morire.

    Conosco e ho la testimonianza di tanti piccoli rigagnoli che son diventati mare proprio perché al momento giusto hanno deciso di evaporare per poi rigenerarsi e vedo tantissimi torrenti in piena che deviano il percorso prestabilito per poi tornare a confluire nella acque del medesimo stagno melmoso.

    Se vuoi procedere a metafore son pronta :P.

    In che mondo vivo? In quello reale dove non c’è partito politico sano. In un mondo dove chi predica il bene e punta il dito verso un modus operandi è il primo a comportarsi nella medesima maniera di colui che critica.
    Per cambiare è necessario cominciare da capo e non partire da un prodotto fallato. A forza di metter toppe alla lunga si peggiora solo il risultato avendo solo l’illusione di vedere un miglioramento.

    La conquista e la ridefinizione dei diritti viaggia sempre in termini di riduzione di libertà, infatti nella società attuale si discute di diritti solo per alleviarne la limitazione che subiscono. Per fa sì che diventi una vera conquista si deve per forza ripartire dalla base ricostruendo un modello ad artem di società partendo da zero o da un piccolo microcosmo esistente. Esplico meglio: la conquista e la ridefinizione dei diritti (già limiti di una libertà) viaggia sempre in termini di riduzione di libertà (già limitata in quanto discendente da un diritto), infatti nella società attuale si discute di diritti solo per alleviarne la limitazione che subiscono. Funziona così: limitazione esagerata di un diritto, finta ridiscussione dovuta a pseudo-sollevamento popolare, risultato è l’ottenere meno di libertà di quella che si aveva prima dell’intervento limitativo. È un gran bel giochino. Tutta questione di marketing e a quanto pare di “abbocconi” c’è la fila.

    Quando parlo di ripartire da zero, intendo proprio la ricerca di azzeramento quasi totale della società e delle sue regole (che differiscono da quelle della socialità).Parlare di diritti e libertà senza parlare di interesse lo trovo riduttivo, la libertà infatti non rispecchia altro che un mero interesse personalistico. Quando questo interesse diventerà non proprio del singolo, ma di una comunità si potrà parlare di diritto acquisito o da acquisire.

    Non credo in un crash forzato per un effettivo cambiamento. È da tempo che si raschia il fondo e così si può continuare all’infinito. Al contrario se piccole comunità riuscissero a sopravvivere proponendo un esempio di stile di vita, un micromodello sociale differente, etc, forse, e ribadisco forse, la convenienza (l’unica cosa che muove veramente l’essere umano) porterebbe alla creazione di diversi nodi di una nuova rete sociale. E magari ci si potrebbe finalmente rendere conto che la vera convenienza e il vero utile personale sono in realtà il perseguimento del benessere a priori dell’intera comunità (nel piccolo), dell’intera società (nel medio) e dell’intera rete sociale (nel grande).Di certo non basta un giorno o un anno, forse nemmeno una vita.

    Più si punta in basso meno si ottiene.

  8. Scusa giosby, ho scritto forse mente pubblicavi il tuo pensiero.
    Hai ragione, siamo solo in tre e abbiamo fatto baruffa.

    “Non parliamo di coscienza ma di esperienze di comunicazione affettuose.”

    Capisco quello che vuoi dire ed in effetti sarebbe una rivoluzione. Ma mi sembra dire di “ritrovarsi senza PRETENDERE di cambiare NULLA, ma semplicemente SPERIMENTANDO un modo di stare insieme AFFETTUOSO e NON AGGRESSIVO” sia solo un modo per celare un fine.
    Forse sono io che non ci arrivo…

  9. Giosby:

    Quanto alla mia paura e omertà mi tocca darti ragione. Ma davvero tu ti fidi di polizia, carabinieri e istituzioni?

    Ho buoni amici in Polizia, ma sono tutti più o meno politicizzati, e non mi piace troppo la cosa.
    Mentre i Carabinieri mi hanno sempre e totalmente aiutato, dandosi molto da fare per difendere e ristabilire i miei diritti. Avevo un ottimo amico nell’Arma, ma ora è morto (incidente in moto).

    Davvero pensi che mafia e Co. siano quattro gatti senza complicità a tutti i livelli?

    Beh, una volta ero a Budapest ad aiutare un mio amico che aveva appena aperto un ristorante italiano. Si è presentato uno dicendoci che era di Caserta, erano in tanti, e che dovevamo lasciargli 500 mila lire ogni settimana come “protezione” perché lui collaborava con la polizia ungherese e poteva far chiudere il locale o farlo bruciare.
    Abbiamo risolto la cosa in un paio di giorni (*) scoprendo che agiva da solo, per conto suo, senza nessuna conoscenza particolare. E nel tempo ho pensato che se lo lasciavamo fare e cedevamo alla paura, ci facevamo certamente l’idea di aver a che fare con mafia, criminalità, connivenza col potere etc. E il mio amico magari chiudeva il locale stretto dai debiti (chissà quante diventavano le 500 mila lire una volta iniziato a pagare) e convinto di aver avuto davanti chissà quale “muro di gomma” insormontabile.

    Recentemente, il 22 dicembre 2007, si sono presentati due tipi di Napoli in varie pizzerie e locali italiani a Berlino, lasciando un biglietto da visita che “invitava” a pagare a natale, ferragosto, pasqua e così via, da allora e per sempre, una somma considerevole per evitare “spiacevoli danni all’attività”.
    Dopo 8 giorni erano tutti in galera, perchè 40 e più locali che avevano ricevuto “l’invito” si erano rivolti subito alla polizia, che ha sgominato questi due DUE !!! D-U-E !! criminali italiani che si presentavano da “grande famiglia intoccabile e innominabile”.
    Di questo sono venuto a conoscenza guardando un servizio delle “iene” qualche mese fa.

    Quindi, dal mio punto di vista (che sarà sbagliato ma non troppo) la mafia vive appunto della sua “fama” tra chi la teme. E certo cinema, libri, romanzi, resoconti, sono appunto “romanzati” per mantenere, senza volerlo, quella cappa di mistero di una cupola insondabile, misteriosa, potentissima…. quando magari si tratta del politico locale, il suo amico con la pistola e due drogati che per due soldi fanno i “duri” in nome di una non chiara “legge criminale”.

    (*) questo qui non aveva nemmeno finito di fare la sua richiesta delle 500 mila che il mio amico gli ha scagliato subito una pinta in vetro da litro in testa, poi l’ha preso a calcioni e fatto rotolare giù dalle scale, che ricordo erano 18 scalini. Ogni scalino un calcione perché questo qui si attaccava alla gamba e non voleva rotolare.
    Quando si è assicurato che non era nemmeno armato e non si muoveva più se non per respirare, l’abbiamo lasciato lì in fondo le scale, e dato che nemmeno il giorno dopo si era presentato nessuno a reclamarlo, l’abbiamo caricato nel furgone e quella stessa notte abbiamo raggiunto il confine con la Romania e buttato in un boschetto appena prima del confine. A Chiular, Viulan, un nome così…

    Approfitto dello spazio per segnalare a questo signore o ai suoi “amici” che le 500 mila lire sono ancora là che vi aspettano nel ristorante “San Marco” che nel tempo ha già cambiato gestione.
    Magari i nuovi proprietari (polacchi) sono persone più impressionabili di questo mio vecchio amico.

    Io ne dubito, perché altrimenti sarebbero già stati sconfitti da molto tempo.

  10. Carissimi,
    sono invitata qui da giosby…….
    Da 20 anni ho laciato Milano e vivo in un bosco in Liguria in una grande casa aperta a tutti.
    Io ho già scelto 20anni fa di agire: dando l’esempio ed invitando qui a provare una vita diversa.
    Ma non una comunità new-age o scemenze deliranti del genere, ma vita reale, vera, fatta di contatto con il reale, che esso sia terra, mente, idee, soldi, malattie, corruzione, pazzia, passione, natura nel suo svolgersi e trasformarsi di ora in ora.
    Qui la parola chiave è CHIAREZZA.

    Se volete passare….il posto c’è e si attua sopratutto il baratto…ma ciò che è totalmente bandito sono le seghe mentali…eheh

    Au bien tot mon amis,
    elisa

  11. Il fine è chiaro e semplice: stare bene subito.
    Non pretendo di cambiare il mondo, ma di creare un VIRUS …

    Perché i Meetup di Grillo stanno fallendo e lì c’è sempre gente che non fa altro che litigare?
    Perché si continua a DISCUTERE su come COMBATTERE!

    Proviamo a pensare di non combattere proprio nessuno, ma di cercare SUBITO un modo di stare insieme NON COMPETITIVO.

    Se siamo in grado di creare esperienze dove la gente sta bene, queste esperienze si propagheranno come un virus …

    Freud e Jung, sbarcando negli USA, dissero che stavano esportando lì la peste.

    Potremmo cercare di fare qualcosa di simile. Senza combattere nessuno e senza ALLEARSI con nessuno.

    Si si see, sssembrrrra facile …

  12. ma si vuole davvero cambiare la scuola?
    Non si parlava di questo?
    Mi appare un tantino fuorviante il (bel) discorso che S e Giosby stanno portano avanti, nonostante mi senta di dargli incondizionata adesione.
    Stare bene e trasmettere il bene dovrebbe essere il fine ultimo e supremo di ogni essere umano.
    Concretamente, però, mi piaceva davvero l’idea di imprimere una nuova direzione, una prima “sbullonata” all’incartapecorito sistema nozionistico italiano, e mi sembravano decisamente percorribili e condivisibili i “passi” che suggerivo.
    Non lo sono? Discutiamone!
    Non commettiamo il solito errore che citate giustamente, il “trovarsi a discutere per discutere di COME discutere”.
    Sono troppo a destra? (non lo sono, eh!)

  13. Ciao Elisa,
    grazie per la tua testimonianza. Se non è un problema, ti a di raccontare un pò come si svolge la vita là?
    Grazie

  14. Caro Nicola, scusami ma tu hai appena confessato un GRAVE reato da te commesso!
    Ti rendi conto?

    Riferimento: http://www.giosby.it/2009/09/27/facciamo-opposizione-cambiamento-e-felicita-subito/comment-page-1/#comment-601

    Non credo che questo comportamento sia esattamente “civile”. Diciamo che è quantomeno eccesso di legittima difesa.
    Sbaglio?
    Scusami, ma la violenza non la sopporto, anche quando è reazione ad un sopruso.
    Comprensibile, certo. Ma la TUA soluzione ignora totalmente chi è arrivato davanti a te, perché e per come…
    Ogni individuo ha la sua dignità umana. Anche se è un aggressore merita un certo RISPETTO. Anch’egli ha i suoi DIRITTI.
    Questa è la civiltà. Un comportamento diverso è barbarie.

  15. ma Giosby, io non ero d’accordo e forse non mi sarei comportato come lui: mi riferisco al mio amico titolare (ex) del ristorante.
    Ma una volta in ballo, confesso di avere un poco poco ballato anch’io, ma proprio pochino.
    Non andiamo fuori tema, però, quella vicenda l’ho accennata giusto per chiarire il mio punto di vista (apparentemente strano) sui “quattro gatti che vivono della paura altrui” riferito ai mafiosi o sedicenti tali.
    Quando l’abbiamo scaricato dal furgone, era certamente vivo, e spero che nel frattempo abbia anche cambiato il modo di guadagnarsi il pane: taglieggiare i ristoranti degli onesti ragazzi che investivano all’estero NON E’ la strada giusta.

    Appena l’amico ha reagito così, mi sono trovato davanti un grave bivio comportamentale, e colpevolmente ho deciso di aiutare l’amico. Quando decido una cosa la porto solitamente fino in fondo, ed è andata com’è andata. Perdonami per aver “sporcato” inavvertitamente il tuo bel blog con questa inutile storia.

  16. Non è un problema Nicola. Volevo solo comunicarti il mio pensiero e non potevo far finta di niente …
    Se si crea un ambiente con un modo diverso di rapportarsi bisogna cominciare a non omettere e non censurare ciò che si sente e ciò che si pensa, mantenendo comunque il rispetto per gli altri.
    Vuoi cambiare la scuola? Bene! Da dove cominciamo? Da quale partito? Da quale associazione di genitori?
    Non ho molta voglia di “scontrarmi” con macchine burocratizzate, come purtroppo sono queste organizzazioni.
    Ho poco tempo a disposizione e se proprio voglio fare qualcosa mi piacerebbe pensare che sia qualcosa di fruibile SUBITO!
    Non ho più voglia di predicare ai mulini a vento.
    O ci sei o non ci sei.
    Se si vuole coinvolgere altra gente bisogna darsi da fare. Seminare e seminare.
    Ognuno con le sue competenze, ognuno con le sue conoscenze.
    Raccogliere qualche frutto tra qualche mese, magari con un bell’incontro da Elisa …
    Perché no?
    Il bello di questa storia è che non si sa neanche già più di cosa si sta discutendo …
    Non avere un obiettivo preciso permette in fondo di avere la massima libertà e scoprire magari che si ha semplicemente voglia di passare qualche giorno di relax …

    Non c’è mica niente di male …
    Troppo semplice?

  17. Giosby:

    Vuoi cambiare la scuola? Bene! Da dove cominciamo?

    Il mio ideale sarebbe una scuola in cui le valutazioni (i compiti in classe) non si riferissero agli studenti MA ai loro professori! Quanto sono stati in grado di insegnare? Quanto è stato recepito dagli scolari? Un po’ come accennato e descritto da Marianella Sclavi nel suo “L’Arte di ascoltare e Mondi possibili” http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=1474 oppure “Noi mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri…” (Il decalogo per la convivenza interetnica di Alexander Langer).
    L’insegnante è quindi al servizio dello studente, e deve continuamente ricercare e offrire il metodo più congeniale e affettivamente compatibile peculiarmente ai singoli alunni.
    Sembra una cosa insormontabile ma è il normale modo di insegnare dei Paesi nordici, mentre il nostro sistema punitivo/coercitivo deriva da una concezione nobilissima ma tremendamente superata che era l’educazione nello Stato della Chiesa, mitigato dal metodo Montessori e da poche spinte pedagogiche figlie della dittatura fascista e della “ricerca dell’ordine” poi fagocitate nell’odierno sistema-scuola facendo finta che andasse bene così e creando il carrozzone-scuola dove i più indiscplinati e svogliati (insegnanti) permangono a discapito dei più preparati e motivati.

    Da quale partito? Da quale associazione di genitori?

    Io sono qui perché tu hai scritto e ribadito di aver contattato, frequentato e conosciuto alcune associazioni di genitori e docenti con il medesimo interesse e fine, ricordo gli incontri a Verona oppure i Genitori Democratici (dalla “Ragnatela”) quindi saresti tu quello che può indicare (o sconsigliare) quali associazioni già esistenti potrebbero accoglierci per far loro le nostre richieste.
    I Partiti, passo fondamentale successivo.
    La Associazione DEVE contattare le segreterie di Partito e farsi mandare i relativi programmi sulla riforma scolastica, per scegliere qual è il migliore più vicino alle idee degli associati, da appoggiare e modificare o smussare per renderlo (agli associati) il “programma ideale”.
    Da una mia breve e insignificante presa visione, reputo interessante (a destra) il programma del PDL e altrettanto interessante (a sinistra) quello della Südtirolervolkspartei.
    Obbobrioso e ridicolo quello della UDC e della Lega, vergognoso quello del PD, sai perché? Perché non c’è… se ne parlerà FORSE dopo il congresso. Vergogna!

    Non ho molta voglia di “scontrarmi” con macchine burocratizzate, come purtroppo sono queste organizzazioni.

    Ecco perhé lasceremmo alle loro segreterie il compito di farlo!! Ecco perché non dobbiamo creare una nuova associazione, perché quelle più grosse avrenno già le persone e gli organismi preposti a farlo!

    Ho poco tempo a disposizione e se proprio voglio fare qualcosa mi piacerebbe pensare che sia qualcosa di fruibile SUBITO!

    Questa a mio avviso è la strada migliore e più diretta al cuore del cambiamento. E tra 20 anni magari avremo un Liceo Giosby da qualche parte d’Italia!

    Raccogliere qualche frutto tra qualche mese, magari con un bell’incontro da Elisa …
    Perché no?

    Volentieri, anche prima dei frutti!

  18. S.
    Conosco e ho la testimonianza di tanti piccoli rigagnoli che son diventati mare proprio perché al momento giusto hanno deciso di evaporare per poi rigenerarsi

    Davvero? E sono tanti? Questo sembra interessante. Ce ne citi qualcuno di questi tanti?
    Perché la mia idee del torrente che diventa mille rigagnoli e poi evapora nel nulla, per ora è preponderante, e mi dispiace.

  19. la mia vita è come tante, come la quella di chiunque altro..non è cosa si fa ma come si fa, ed è dal “come” che scaturisce il “perchè” motore del tutto………
    Descriverla non ha alcun senso, ed io, come ex-filosofa, aborro il mentale, che come si vede in qusti interventi, deborda, straborda, inonda, sotterra..qualunque possibilità..

    Baci, baci..
    elisa

  20. Brava Elisa,

    mi mancava un poco di concretezza enigmatica, perché in effetti mi sembra che qui ci si sta avvitando su se stessi senza vie d’uscita …

    Il tempo è sempre bello da te?

    🙂

  21. sì..qui sta molto bene per ora..è un’estate prolungata…molto gustosa direi…

    Non volevo essere enigmatica, ma la descrizione senza l’eesperienza si attiva inevitabilmente sul vissuto di chi legge e quindi si generano infiniti film…meglio la realtà, no?

    Se quando verrete farà freddo…accenderemo la stufa!eheh

    😉

  22. elisa:
    Non volevo essere enigmatica, ma la descrizione senza l’eesperienza si attiva inevitabilmente sul vissuto di chi legge e quindi si generano infiniti film

    Dici? Però senza descrivere ciò che ti viene chiesto e limitandoti a pontificare dall’ “alto” della tua superiorità morale ed esistenziale su come ragionerebbero gli altri se fossero te…
    Sei certamente di sinistra! hehehe (anzi, “comunista”!)

  23. Giosby ma…
    1) questa Scuola la vuoi cambiare o ti basta “discutere su cosa discutere” per passare allegramente il tempo (parole tue) ?
    2) Perché dopo avermi ripetutamente chiesto quali sono le mie idee per cambiare fattivamente la scuola, le hai lasciate cadere nel vuoto senza nemmeno commentare?
    3) non sei d’accordo che per cambiare la Scuola bisogna interloquire con il Ministero preposto? Quale altra strada suggerisci, invece?
    4) sono arrivato qui perché ti ho conosciuto dalla “Ragnatela” come di una persona forte, determinata, onesta, e piena di idee “vive”. Non sei / sei più così?
    5) Tu hai conosciuto Associazioni e Movimenti di persone che vogliono cambiare la Scuola. Mi racconti le esperienze? Me le consigli, sconsigli, boh? Se tu non vuoi più farne parte, mi metti cortesemente in contatto con loro?
    6) Esiste un Parito politico, un Movimente culturale, che sia vicino al tuo modo di intendere la Scuola che vorresti? Perché è facile dire “così non va bene” ma tu non sei qualunquista e hai ben chiare le cose che VANNO bene, giusto?

  24. Nicola, dalla Gelmini non ci vado! Non credo sia possibile un dialogo lì. Se hai letto la Ragnatela finisce con un invito al quale tu hai generosamente aderito. Grazie. Sei stato il primo !!! La pubblicazione risale a oltre 1 anno fa. Da allora ho anche ricevuto un anonimo contributo di 5 euro !!!
    A volte ho partecipato a incontri nella regione dove vivo, le Marche, ho proposto la mia collaborazione a due assessori provinciali, ma non ho avuto la fortuna di vedere aprire qualche spazio.
    Per cambiare la scuola occorre LAVORARE nel suo interno e per LAVORARE bisogna anche che il LAVORO venga PAGATO.
    Io ho fatto una esperienza come psicanalista molti anni fa, e le cose che ho compreso le ritengo ancora utili e condivisibili. Ma ciò non toglie che condividere questa esperienza è un vero e proprio lavoro con una fatica non indifferente, perché i coinvolgimenti emotivi conseguenti non sono assolutamente da sottovalutare. E’ un discorso piuttosto complesso, ma oggi la scuola non ha né risorse né apertura mentale per accettare esperienze diverse. Questa è la mia esperienza.
    Contatti? quelli che vuoi.
    Vuoi link?
    http://www.apritiscuola.it/genitori/inrete/centro/
    http://www2.genitoridemocratici.it/modules/news/
    http://www.amicocharly.it/
    http://www.comitatigenitori.it/news.php
    http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/219
    http://www.apefassociazione.it/
    http://www.age.it/
    http://www.apritiscuola.it/genitori/
    http://www.coogen.org/
    http://www.edscuola.it/mlfamiglie.html
    http://it.groups.yahoo.com/group/GES-genitoriescuola/
    http://www.giosby.splinder.com/archive/2007-08
    http://www.age.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=161&mode=thread&order=0&thold=0
    http://www.socialismolibertario.it/pedagogia.htm
    http://www.educazionelibertaria.org/
    http://www.edscuola.com/archivio/famiglie/scuola_e_famiglia.htm
    http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/index.php
    http://manifesto500.altervista.org/
    http://www.sinistra-democratica.it/documenti/contributi-111#comment-1236
    http://www.retescuole.net/
    http://home.rifondazione.it/dettaglio_dip.php?t=5&s=607&d=19
    http://www.scuolainweb.it/
    http://www.scuolidea.it/didattika/index.asp
    http://www.scuolaoggi.org/

    Questi sono un po’ di link che si addentrano nel mondo della scuola. Volendo navigare …
    Comunque, facendo i conti con la realtà, il mio tempo a disposizione è poco, devo utilizzarlo per lavorare e poi lo dedico alla mia famiglia. I miei tre ragazzi sono già un bell’impegno! Tutti vanno a scuola e anche essere propositivi all’interno delle loro scuole ci si scontra con una grande resistenza istituzionale che tende a mantenere lo status quo.

    Non voglio scoraggiare nessuna iniziativa, ma, ripeto, prima di diffondere un modo di essere bisognerebbe averne fatta un’esperienza.

    Per questo il gruppo libero, senza obiettivi e senza pretese è, forse, un passo indispensabile.

    Se non abbiamo un’esperienza di benessere e non riusciamo a identificare da dove deriva questo benessere come facciamo a proporre a qualcun altro di seguire una via piuttosto che un’altra?

    Grazie per il tuo contributo.

  25. caro nik..definiscimi come vuoi..mi è totalmente indifferente..eheheh…

    Agire e mandare a riposare la mente fa molto bene anche alle tasche, rinforza il fisico, previene le malattie, corrobora il sangue e ci evita di ascoltare bambinate…smak

    elisa

  26. Grazie Giosby.
    Mi piacerebbe che rispondessi ai miei “punti” così per semplifare la comprensione (a me che sono notoriamente molto duro di comprendonio) e agevolare la discussione attorno alla scuola che vorrei portare avanti qui, ma ancora non siamo riusciti a definire.
    Grazie per i link, anche se mi sembrano un po’ troppo ideologicizzati. Non che sia male, ma questi (la decina che ho seguito, certi non funzionano e altri sono obsoleti) mettono l’idea politica di generica “protesta e opposizione” davanti alle proposte fattive, e ne risulta (indicami per caso dove sbaglio) un qualunquismo caciarone e tremendamente e demagogicamente vetero populista.
    Perché oltre ai 25 link (e “idee”) postati non ce n’é nemmeno uno riconducibile alla destra? Non è che commetti anche tu l’errore di guardare il mondo solo con l’occhio che ti è più simpatico chiudendo l’altro?
    hehehe
    A parte scherzi, le idee buone vanno prese e fatte proprie, e non “lasciate” a una corrente politica piuttosto di un’altra antitetica.
    Se Bossi dice che il cielo è azzurro, non bisogna cercare di screditarlo inventandosi che sia giallo o verde…
    Se però non ti piace una presenza sul blog che ogni ti ricorda questo (si chiama “onestà intellettuale”) dimmelo senza tanti giri di parole e mi adeguo cortesemente (cambiando rapidamente aria, s’intende: la “democrazia” del “chi non la pensa come me è antidemocratico” la lascerei ai Grilli del nostro tempo).

    Se puoi rispondere, tornando a noi, ai miei “punti” di qualche post fa, ti ringrazio,

  27. elisa
    caro nik..definiscimi come vuoi..mi è totalmente indifferente..eheheh…

    autoreferenziale, supponente ed arrogante!
    hehehehe

    Agire e mandare a riposare la mente

    cosa vuol dire nello specifico?

    fa molto bene anche alle tasche

    sempre se per “riposare la mente” non intendi ricorrere a droghe.

    rinforza il fisico, previene le malattie, corrobora il sangue e ci evita di ascoltare bambinate…smak

    non capisco cosa intendi, a>saq

  28. non capisco cosa intendi, e a quali bambinate ti riferisci.
    Ci leggo semplicemente la già ribadita vuota arroganza di una superiorità che continui ad auto-attribuirti ma che finora non trova nessun riscontro né intellettuale né discorsivo né altro.

  29. Nicola, ho riguardato i links proposti e non sono così schierati a sinistra.
    Per esempio:

    “L’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori, fondata nel 1968, è la Federazione nazionale delle associazioni dei genitori. Le associazioni locali A.Ge. raccolgono gruppi di genitori volonterosi che, ispirandosi ai valori della Costituzione italiana e all’etica cristiana, intendono partecipare alla vita scolastica e sociale per fare della famiglia un soggetto politico.”
    http://www.age.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=1

    I Forum delle Associazioni dei genitori sono stati pensati per favorire il dialogo scuola-famiglia e per garantire il miglior funzionamento dei Consigli di classe e d’istituto. Istituiti con Decreto ministeriale n. 14 del 18 febbraio 2002, costituiscono un tavolo permanente di lavoro con il Ministero (Fo.N.A.G.S.) e gli Uffici scolastici regionali (Fo.R.A.G.S.). I Forum regionali si articolano a loro volta a livello provinciale tramite i Fo.P.A.G.S.
    Dei Forum fanno parte le Associazioni dei genitori operanti nella scuola riconosciute del Ministero dell’Istruzione: A.Ge., A.Ge.S.C. e C.G.D.

    Age e Genitori democratici ci sono.
    L’ndirizzo dell’A.Ge.S.C. è questo:
    http://www.agesc.it/

    Poi c’è tutto il resto …
    Il movimento anarchico e libertario ha una grossa tradizione nella pedagogia e mi sembrava opportuno segnalarlo, anche se lo conosco poco.

    Per il resto la destra sulla scuola mi sembra alquanto latitante (non che la sinistra sia molto presente) ma forse sono io che frequento poco quell’ambiente. Che ci vuoi fare?Ognuno ha la sua storia.

    Quanto ai tuoi punti, che fatica, ma se proprio vuoi:

    1) Sinceramente sarà tanto se riesco a cambiare qualche virgola nella scuola dei miei figli, almeno fintanto che ho un altro lavoro che mi assorbe quasi completamente.
    2)Le ho lasciate cadere perché da come la metti tu sembra che domani telefoni a un’associazione genitori e dopodomani hai un incontro dal ministro che è lì ad aspettare noi che abbiamo la verità in tasca.
    Siccome la realtà è MOLTO diversa non mi sembrava il caso di correre dietro a queste fantasie.
    3) La risposta è contenuta nel 2)
    4) Io sono quel che sono, e faccio quel che posso e quel che ho voglia. In realtà, purtroppo, non mi sembra di incidere molto nel senso del cambiamento. Non mi sono ancora arreso, ma non sono neanche lanciato verso il traguardo … Anzi sinceramente il traguardo non è neanche all’orizzonte.
    5) Già fatto. Consigli? Viviamo abbastanza lontani. Ho conosciuto una mamma di Ancona che era piuttosto interessata, ma poi ci siamo persi di vista. Al di là delle associazioni penso che l’intesa dipenda dalle persone che puoi incontrare.
    6) No. Se ci fosse un partito vicino alle mie idee ne farei parte.

    D’altra parte il mio non vuole tanto essere un discorso politico ma un modo di rapportarsi che presuppone una coscienza diversa. La politica in genere della coscienza se ne frega, è solo un mezzo per raggiungere degli scopi.

    Infine, lascia in pace Elisa. E’ una mia vecchia amica, anche se sono quasi 40 anni che non ci vediamo …
    Non credo proprio che sia la “saccente” che tu descrivi, ma semplicemente una persona molto concreta.

    Ma magari mi sbaglio, non sarebbe una novità.
    Ciao

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