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La bugia a 5 Stelle – Vito Crimi

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La bugia non è mai stata una buona politica. La demagogia non ha mai aiutato a costruire qualcosa di buono, ma è sempre servita a prendere in giro i cittadini.

Vito Crimi si vanta di essere stato eletto dai cittadini per portare dentro il Parlamento la loro voce.

Allora non cominci a raccontare bugie e si metta d’accordo con la matematica e con la realtà.

Lo scritto sopra arriva dalla pagina Facebook di Vito Crimi

1500 € al giorno per ogni senatore SOLO PER IL LORO STIPENDIO.

Semplici operazioni di matematica elementare:

1500 x 365 = 547.500 €  – Mai sentita una cosa del genere!

LA REALTA’ è la seguente:

“attualmente l’importo lordo dell’indennità dei Senatori è pari a 10.385,31 euro che si riducono a 10.064,77 euro per i Senatori che svolgano un’attività lavorativa.
Al netto delle ritenute fiscali e dei contributi obbligatori per il trattamento previdenziale, per l’assegno di fine mandato e per l’assistenza sanitaria, l’indennità mensile si riduce ad euro 5.304,29 (5.122,19 per coloro i quali svolgano attività lavorative).

Rimborsi di spesa

Diaria. E’ prevista dalla legge n.1261/1965 e spetta a tutti i parlamentari, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno. Periodicamente aggiornata in funzione dell’aumento del costo della vita, la diaria è stata erogata dal 2001 al 2010 nella misura di 4.003 euro al mese. È stata poi ridotta a 3.500 euro a decorrere dal 1° gennaio 2011, per effetto della deliberazione adottata dal Consiglio di Presidenza in data 25 novembre 2010.

Rimborso forfetario delle spese generali. A decorrere dal 1° gennaio 2011 i Senatori ricevono un rimborso forfetario mensile di euro 1.650,

Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato. E’ un rimborso per metà assoggettato a rendicontazione e per metà forfetario, che ha sostituito, a partire dal mese di marzo 2012, il preesistente “contributo per il supporto dell’attività dei Senatori”. L’importo complessivo, rimasto invariato, è diviso in una quota mensile di euro 2.090 – sottoposta a rendicontazione quadrimestrale – e in una ulteriore quota di 2.090 euro mensili che era erogata forfettariamente, allo stesso titolo, al Gruppo di appartenenza. A decorrere dalla XVII legislatura anche tale quota è corrisposta direttamente al Senatore, in applicazione della deliberazione del Consiglio di Presidenza del 16 gennaio 2013.

Bene!

Facciamo il conticino?

10385,31 +

1650,00 +

2090,00 +

2090,00 +

_________

16.215,31 €

dividiamo poi per il numero dei giorni di un mese: 30

16215,31 : 30 = 541,70 €

Che è circa un terzo di quanto afferma CRIMI.

Gonfiare le cifre per fare demagogia è BECERA PROPAGANDA, è DEMAGOGIA.

Puzza di VECCHIA POLITICA lontano un chilometro!

Non abbiamo bisogno di gente come te CRIMI ! TORNA A CASA

Oltretutto dovresti anche ripassare la grammatica!

Tu scrivi:

” Invito tutti i partiti a guardare curriculum e presentazione del nostro candidato presidente Luis alberto orellana magari scopriranno che è il miglior candidato possibile e lo votano.”

“VOTERANNO”  Crimi, in Italiano è necessaria la concordanza dei tempi!

A CASA !!!

 

Aggressioni nel web

Si fa presto a criticare in questo mondo, è la cosa più facile.
Attacco e contrattacco, polemica mischia insulti e rissa.
Può essere un atteggiamento nella vita, dove si fa presto a trovarsi coinvolti in una rissa per futili motivi, ma anche sul web, che in fondo è un posto dove spesso ci si frequenta tra perfetti sconosciuti, il “vaffanculo” è un must.
Bastano due parole di troppo e scatta.
Su Facebook si toglie l’amicizia, amicizie create spesso anch’esse per futili motivi.
Sui blog ci si insulta e si banna. Si censura, si manda affanculo e poi si impedisce al “molesto” frequentatore di continuare a scrivere nel proprio spazio.

E’ anche una autocritica la mia.

Le cose che mi suscitano più rabbia sono due: le bugie e la censura.
Spesso, se ho tempo e se ho voglia, quando mi imbatto in queste cose mi esprimo, cercando di mettere in luce l’incongruenza e l’ingiustizia.

Divento aggressivo anch’io? Sì, a mio modo sì. Evito gli insulti, cerco di essere più efficace, di dimostrare l’inconsistenza degli argomenti che mi vengono proposti.
Ma, in un modo o nell’altro, manifesto una certa aggressività, non fosse altro che cercando di mettere in ridicolo l’interlocutore.

D’altra parte non ricordo mai, forse sbaglio, di qualcuno che, viste le mie critiche per lo più sensate, abbia scritto: “Sì, mi sono sbagliato. Credevo in un modo ma mi hai mostrato qualcosa di diverso, a cui non avevo ancora pensato…”
No, niente.
Solo gente che sparisce. Che ti scrive: “qui non scriverò mai più, è inutile”. Oppure che ti insulta. Che va via sbattendo la porta. Che cancella quello che ho scritto e chiude i commenti. E via dicendo.

Mi chiedo se il mondo abbia perso il senso della ragione. Se siamo abituati ormai soltanto ad un modo di pensare da tifosi: la ragione sta di qua ed il torto sta di là. Qualsiasi cosa accada.
Si sposa uno schieramento e quello è per sempre. Una bandiera da tenere alzata e da picchiare in testa a chi la pensa diversamente.

Eppure esiste un modo diverso di dialogare. Un modo che probabilmente sul web non è posssibile, perché riguarda anche la sfera privata.
Quando discutiamo con qualcuno bisogna pensare di mettere in discussione anche noi stessi. Così potremo forse insegnare ed imparare. Così discutere sarà una cosa utile.
Altrimenti continueremo a giocare a braccio di ferro, cercando solo la ragione ed il torto, il giudizio e la condanna, la sentenza e la fucilazione dell’avversario.

La nostra società è costruita con continui giudizi. La scuola che cosa è se non una continua verifica, una continua valutazione.

Aiuta a crescere? O aiuta a pensare che il mondo è semplicemente diviso tra buoni e cattivi, bravi e incapaci?

E all’interno della famiglia non si riproducono gli stessi meccanismi? Premi e punizioni, a secondo del MERITO, altro grande mito dei nostri tempi.

Quando invece all’interno della famiglia l’amore e l’affettività esistono al di là di qualsiasi capacità e merito sia dei genitori che dei figli. Mentre il sistema scolastico e sociale cerca di insegnare ai genitori di “non amare” i figli “non meritevoli”.

E’ un concetto schematico, ma il gioco del ricatto in famiglia è quanto mai comune: “se sei buono e bravo poi…”

Ma tornando alle lotte nel web, il presupposto errato è forse quello che ognuno di noi non può più cambiare. Ha assunto determinate convinzioni e atteggiamenti e BASTA!
Per “discutere, ragionare, crescere” non c’è più spazio. C’è spazio solo per combattere!
Non voglio crederci e cercherò un poco più di umiltà.
Chiedo scusa a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ho ferito.
Anche se mi piacerebbe leggere qualche loro parola di apertura, di desiderio di confronto reale.
Fuori dal gioco “io ho ragione e tu hai torto!”
Possibile?

Certo è difficile per qualcuno come me che è cresciuto in mezzo agli scontri tra studenti e polizia, tra morti ammazzati e promesse di vendette…

 

Ma crescere non è un optional, è una necessità!

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Spezzagli le gambe! Lo sport, l’esempio e la buona educazione.

Fanculo Zombie !

Qualunque cosa,
basta non vedere la sua faccia
ho bisogno di cambiare
ho bisogno del nuovo

non sopporto
la sua espressione idiota
inutile sfida
del niente contro il nulla.

No grazie
il suo inquinamento
rischia di dilagare
e di causarmi nausea.

Aria fresca
idee libere
anche se sceme fa niente
qualunque cosa, ma non lui!

Eamon – F**k It

Articolo correlato: La censura dei rottamatori: Grazie Cosseddu!

 

Si ringrazia Alessandro Paddeu per la foto gentilmente concessa.

Clic sulla foto per vedere altre immagini in Facebook

La magia dell’abbraccio.

Ecco i protagonisti

Domenica 22 Maggio ad Ascoli Piceno alcuni ragazzi hanno lanciato l’iniziativa degli abbracci gratis, o Free Hugs.

Ho partecipato molto volentieri diffondendo anche un personale bigliettino:

L’azione nel centro cittadino di Ascoli Piceno ha suscitato un grande consenso. Quasi tutte le persone a cui è stato offerto un abbraccio lo hanno accettato con piacere, ricambiandolo affettuosamente e spesso commentando: “Bravi! Bravi!”

Il sorriso ha sempre accompagnato sia i ragazzi sia le persone che hanno avuto la fortuna di ricevere uno o, il più delle volte, numerosi abbracci.

Sembrava veramente di vedere passare una ventata che regalava serenità e gioia a tutti, anche se, magari, soltanto per pochi attimi.

Sono rimasto particolarmente colpito dall’approvazione delle persone anziane, sempre entusiaste.

Quattro signore non proprio giovanissime, già abbondantemente abbracciate da quasi tutto il numeroso gruppo, hanno “preteso” un caloroso abbraccio anche da me …

Questi ragazzi smentiscono il luogo comune che descrive i giovani come insensibili e indifferenti a tutto e a tutti.

I giovani hanno invece una grande energia, e una grande voglia di esprimere la loro affettività.

Nonostante un mondo che propone quasi esclusivamente “consigli per gli acquisti”.

Mi ha meravigliato invece il fatto che fossi l’unica persona oltre i 20 anni!

Sono stato accolto dal gruppo di ragazzi con la più grande semplicità.

Grazie ragazzi ! Siete grandi !

Le foto su Ascoli da Vivere
Le foto su Facebook

L’abbraccio ha una grande funzione sociale e terapeutica. Anche all’interno della famiglia è spesso trascurato. Soprattutto durante l’adolescenza si tende ad abbandonare il contatto fisico con i genitori, come fosse un segnale per manifestare la propria indipendenza.

Mentre è vero tutto il contrario: maggiore è la capacità di abbracciare i propri genitori, soprattutto l’omologo, maggiore è la propria reale autonomia.

Il rifiuto o il disamore per l’abbraccio dei genitori rischia di rendere difficile e impacciato anche il contatto fisico tra i coetanei. Anche i genitori, a volte, si “dimenticano” di coccolare un po’ i loro figli “ormai diventati grandi”.

Va bene così ragazzi!

Restiamo umani!

 

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Facciamo OPPOSIZIONE: Cambiamento e felicità SUBITO.

 

Facebook potrebbe anche salvare qualche vita.

Credo che Facebook sia uno strumento e, in quanto tale, può essere utilizzato in molteplici modi.

Ovviamente chi lo gestisce ne ricava immensi vantaggi economici, ma chi lo utilizza usufruisce di un servizio che può anche essere utile, oltre che dilettevole.

Ovviamente può essere anche alienante, può produrre dipendenza, come tutte le cose che, in qualche modo, piacciono. Non soltanto l’alcool la droga e il fumo, ma anche un certo abbigliamento, o una certa trasmissione TV, o semplici abitudini cui non riusciamo più a rinunciare.

In qualche caso però Facebook potrebbe anche salvare la vita.

Succede infatti che qualcuno annunci proprio in Facebook la volontà di suicidarsi. Un ultimo appello, lanciato nel mare di internet, sperando magari che qualcuno possa lanciare un salvagente prima di affogare irrimediabilmente.

Purtroppo succede.

Per cercare di prevenire i suicidi il social network ha varato una nuova funzionalità, battezzata Report Suicidal Content.

Si tratta di una form da riempire e inviare qualora ci si imbatte nelle dichiarazioni di qualcuno che minaccia di suicidarsi: una volta inseriti i dettagli, un amministratore di Facebook riceverà il messaggio e prenderà “ogni provvedimento possibile”.

Grazie a Zeusnews.com

Facebook potrebbe allora rivelarsi davvero un servizio di utilità sociale e il valore di una sola vita umana non è paragonabile a nessun altro valore.

O no?

🙂

Il Nichilismo di Paolo Barnard.

Sabato sera ho partecipato all’incontro con Paolo Barnard ad Ascoli Piceno.

Barnard ha concentrato in circa 90 minuti il suo lavoro Il  più grande.crimine

Non sono esperto di economia, ma indubbiamente la sua visione della realtà economica internazionale, la perdita di potere degli stati europei dovuti alla impossibilità di stampare moneta e di legiferare, delegando tutto ai burocrati non eletti dell’Europa, è molto affascinante.
Ripeto: a occhio e croce mi sembra che nella logica di Barnard  (per sanare il debito pubblico è sufficiente che lo Stato sovrano stampi moneta a piacere) ci sia qualcosa che non funziona. Ma proprio “a naso”.

Chi fosse interessato all’argomento e volesse leggere una voce critica propongo questa.

Ma al di là degli aspetti economici, sono interessato ad alcuni aspetti del pensiero di Barnard, che non erano in tema nella serata. Io credo che concentrarsi troppo sull’economia sia anche un modo squilibrato di affrontare l’esistenza, dove l’economico sembra essere il segreto della felicità e gli aspetti di relazione, affettivi, i nostri sentimenti, la modalità di rapporto di natura simbiotica vengono messi in secondo piano senza diventare oggetto di studio e di ricerca. Ciò non significa che non sia lecito e doveroso interessarsi di economia, ma che, a mio parere occorre sempre tenere presente che ci sono aspetti della vita anche molto più importanti. Non si spiegherebbe altrimenti come sia possibile trovare casi di suicidio anche tra persone ricche sfondate.

Vorrei fare alcune osservazioni, che ho tentato di proporre anche nel dibattito, ma che non ho avuto modo di sviluppare.

Nel corso della conferenza Paolo ha spiegato che non vi è più alcuna differenza tra destra e sinistra e che una democrazia che ti permette di scegliere soltanto tra 2 contendenti (“lo schifo e l’orrore”)…

Ascolta QUI
L’unica soluzione proposta da Barnard sarebbe quella di non votare e di aggiungere sulla scheda elettorale una casella per scegliere “nessuno di questi” al quale poi corrispondano sedie vuote in parlamento. In tal modo, secondo lui, sarebbe possibile infine mandare a casa l’intero parlamento.

Io voglio ancora illudermi che una differenza ci sia, che sia possibile un progresso magari molto lento, ma che la nostra limitata possibilità di scegliere abbia ancora un significato.

Certo, la rappresentazione in parlamento delle sedie vuote per gli astenuti (anche per i non votanti) potrebbe essere significativo. Tuttavia io preferirei avere in parlamento e al governo qualcuno con cui poter dialogare e richiamare ad alcuni principi di fondo. Lo scrivevo già quattro anni fa ne “La Ragnatela del Grillo” nel Capitolo 4:

Cerchiamo di capirci un po’ meglio: io non sono d’accordo che chiunque vinca tanto è tutto uguale ! Questa, secondo me, è la via della impotente depressione ! Intendiamoci: il mio cuore batte a SINISTRA. QUANDO PER SINISTRA SI INTENDE: DEMOCRAZIA, DIRITTI CIVILI, SVILUPPO DEL PENSIERO AUTONOMO E INDIPENDENTE DELLA PERSONA, RISPETTO DELLE MINORANZE ETC ETC. POI possiamo discutere su quale sinistra si muova in modo + intelligente, ma l’antifascismo è un valore FONDAMENTALE sul quale non ho neanche interesse a discutere. Io mi sto riavvicinando alla vita politica, e anche partecipando a questo group, sto indagando dove ci possano essere spazi per esprimersi e cercare strade per migliorare. Non è detto, per me, che in tutti i partiti non ci sia nessuno spazio e TUTTI siano solo una banda di ladroni ! Ci sono sicuramente persone oneste e preparate che cercano di dare il loro contributo (anche a destra capita …) Però si può indagare insieme e verificare quali aperture ci sono nelle varie realtà locali …”

O anche nel Capitolo 13:

“Non ho inventato io certe categorie, servono a tutti per orientarci nel mondo.

Destra richiama conservatorismo tradizionalismo, nazionalismo e reazione

Sinistra ha a che fare con progressismo, riformismo, socialismo, uguaglianza sociale, comunismo e anarchismo.

Far finta che queste categorie non esistano è pura ipocrisia, è in definitiva QUALUNQUISMO! Anche se le generalizzazioni non mi piacciono, ma bisogna pur avere qualche punto di riferimento.”

Nella storia la lotta tra destra e sinistra ha visto lacrime e sangue e io non credo, come pensa Barnard, che la storia sia finita negli anni 80. Credo piuttosto che la sinistra abbia perso completamente la bussola, non abbia più un riferimento ideologico, come il comunismo, che, nel bene ma soprattutto nel male, è rimasto per circa un secolo un punto di riferimento fondamentale, da criticare finché si vuole, ma comunque una meta ideale da raggiungere, sia pur dopo innumerevoli correzioni per le aberrazioni che quasi tutta la sinistra ha sempre riconosciuto, fin dagli anni 60, quando si criticava aspramente l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati dell’URSS.

La caduta del muro di Berlino ha rappresentato la fine di un epoca, di una minaccia per l’Occidente che soltanto Berlusconi continua ad evocare come uno spauracchio per motivi propagandistici.

Eppure non si capisce più quale potrebbe essere l’ideale per la sinistra. Se non rivediamo una posizione centrale della persona umana, un rispetto dei diritti, un’attenzione per i bisogni naturali, per la cultura, per la conoscenza del significato della propria esistenza non come puro e semplice meccanismo produttivo, ma come persona dove i sentimenti e le emozioni sono preponderanti nella bilancia del benessere.

Questo aspetto viene invece colto maggiormente oggi dalla chiesa (che si richiama alla spiritualità) e cavalcato da Berlusconi (con il suo “partito dell’amore”)

Sono modi rozzi ma efficaci per attrarre un consenso altrimenti perduto.

La sinistra di fronte a tutto ciò rimane ubriaca ed intontita, senza comprendere e valorizzare le esigenze di ogni persona e richiamandosi soltanto ad un vano “più soldi per tutti” che rischia di apparire come una semplice truffa (considerando l’ipocrisia di tutti i nostri ricchi politicanti).

Io credo che, nonostante tutto ciò, abbia ancora un senso essere di sinistra e mi dispiace che, alla fine dei giochi, una persona come Paolo Barnard, che apprezzo per la sua volontà di capire il mondo, si riduca alla fine dei giochi a pensarla come Beppe Grillo che tanto critica: parlamento tutti a casa, destra=sinistra, non votiamo e, in ultima analisi, il risultato, seppure infarcito di un’altissima coscienza dello stato delle cose, diventa un semplice qualunquismo. Un inutile nichilismo.

Infine Barnard si lamenta delle migliaia di opinioni che si possono incontrare in Internet o, ancora peggio su Facebook.

Ascolta QUI

Barnard ha messo in rilievo come la partecipazione della gente alla vita democratica sia praticamente scomparsa nel nulla e come gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione, come internet o Facebook, non facciano altro che aumentare la confusione con la creazione di innumerevoli fonti, gruppi e posizioni spesso contrastanti e incompatibili tra di loro che creano, secondo Paolo, una specie di overdose di informazione che porta la gente a disinteressarsi di tutto a causa della eccessiva confusione.

Cioè da un lato si lamenta delle scelte ridotte del bipolarismo, destra o sinistra interpretate come schifo od orrore, mentre dall’altra si lamenta delle voci troppo numerosi ed assordanti che ritroviamo su Facebook, dove centinaia di gruppi si affollano a gridare la loro opinione.

Ma Facebook ed internet non sono altro che uno specchio della società.

Siamo noi che decidiamo come utilizzarli. Sono spazi enormi pieni di tutto e di più, ma siamo noi che selezioniamo di cosa interessarci al suo interno.

Lo dice lo stesso Barnard rispetto alla informazione televisiva:

“Lo scadimento dell’informazione in questo Paese riflette ciò che noi siamo, in tv particolarmente.”

Noi siamo liberi di scegliere un programma televisivo premendo il tasto del telecomando, ma caro Paolo, io la TV la guardo veramente poco, ma devo dire che la nostra scelta è davvero molto limitata e quasi sempre ci porta a  trasmissioni a dir poco nauseanti. Risponderai che potevamo pensarci prima e scegliere di seguire programmi diversi piuttosto che Mediaset, ma tuttavia potrai riconoscere che l’occupazione degli spazi televisivi negli ultimi 30 anni da parte del Signor B. si è allargata a macchia d’olio. E il risultato odierno, al di là delle analisi delle colpe è che la TV è una schifezza!

Almeno Internet permette una scelta MOLTO più vasta.

Sul fatto poi che nessuno va più in strada perché rincoglioniamo tutti dietro a una tastiera, mi sa spiegare il nostro Paolo perché di fonte a queste rivolte popolari in Egitto come in Libia si cerca subito di chiudere Internet, Facebook e Twitter?

Al di là di tutto mi ha fatto veramente piacere poter salutare e stringere la mano a Paolo Barnard.

Siamo usciti così dalla comunicazione virtuale, ci siamo potuti guardare in faccia e sentire una vicinanza al di là di tutto, delle opinioni differenti. Una comune volontà di continuare a ricercare una verità che sta comunque in fondo al pozzo.

Qualcosa in comune l’abbiamo senz’altro: siamo entrambi psicologi e praticamente coetanei !

Non dargliela (vinta) Ruby!

Ma alla povera Ruby non ci pensa nessuno?

Già marchiata a fuoco come puttanella, piccola ladra e grande bugiarda.

Chi la strattona di qua e chi la tira di là, a parte la sua famiglia che (sembra) neanche la rivuole vedere (ma sarà vero?)

Eppure lei è la vittima di questa assurda storia.
Introdotta in un mondo più grande di lei grazie alla sua bellezza.

Ma trattata come semplice carne da macello, da chi la desidera a tal punto da far aprire la porta della sua cella, pur di ingraziarsela, fino a chi la usa come una clava per riuscire ad abbattere un Re Nudo, che più nudo non si può, laddove non è riuscito né Bersani né Di Pietro, né il popolo viola e nemmeno Fini.

Ruby  oggi diventa maggiorenne, almeno così ho letto, ed è corteggiata da tutta l’Italia.

Potrebbe fare un bel gesto, potrebbe dare un bello schiaffo a tutto questo Paese corrotto dove tutto è possibile grazie ai danè e grazie al potere, dove non bisogna essere bravi ma apparire per avere qualche merito.

Se davvero ha rubato potrebbe presentarsi in una qualunque questura e costituirsi.
Sarebbe proprio un bello schiaffo alla mentalità mafiosa di questo Paese.
Non è Berlusconi che sorprende, sono quelli che lo applaudono sempre e comunque.

Lui ormai potrebbe uccidere in diretta TV un bambino indifeso e troverebbe sempre qualcuno pronto a contestualizzare e a gridare al complotto contro di lui.

Vai in questura, Ruby!
Ruba il cuore di noi tutti!
Tu rappresenti la dignità di tutto un Paese.
A Zio Paperone non dargliela (vinta)!

Te lo chiede un Paperino qualunque!
Dolce piccola grande bocca di rosa!

Sadismo o lotta alla pedofilia?

Frequento Facebook.

E’ uno spazio pieno di stimoli, sollecitazioni di tutti i tipi.

Uno può perderci tranquillamente tutto il giorno e la notte, o può anche utilizzarlo in modo utile.

Scambi culturali internazionali, circolazione di idee, informazioni. Questo mi piace.

A volte aderisco ad iniziative o gruppi.

Uno di questi mi sembrava giusto e indiscutibilmente condivisibile:

COMBATTO CONTRO LA PEDOFILIA E LA VIOLENZA ALLE DONNE

E’ un gruppo molto attivo, segnala molte violenze ai danni di donne e bambini.

Però quasi tutti quelli che partecipano non fanno quasi altro che inneggiare a punizioni “esemplari” per i pedofili e i violentatori.

Ne riporto qualcuno tratto da una pagina dove vengono indicate le foto dei pedofili

dalla pagina di Stella Mari, fondatrice del gruppo.

(qui per chi non entra in Facebook)

Tra l’altro non tutti questi presunti pedofili sono stato condannati in modo definitivo, alcuni sono soltanto indagati, e, fino a prova contraria, sono innocenti!

Ma ecco i commenti:

***

Marco Aurelio

lA CASTRAZIONE CHIMICA NN SERVE A NULLA, CI VUOLE LA CASTRAZIONE FISICA, E COME DETTO DA QUALCUNO , IN GALERA NEL BRACCIO DEGLI AFFAMATI CRONICI DI SESSO E BEN DOTATI, IN MODO DA FAR PROVARE LORO L’EBBREZZA DEL PRENDERLO IN QUEL POSTO, COME HANNO FATTO CON I RAGAZZINI/E DI CUI HANNO ABUSATO…………

Claudio Vergano

perchè la pena di morte? Utilizzateli per la sperimentazione scientifica, senza anestesia. almeno servono per qualcosa.

Gori Valter

devono morire di una morte lenta molto lenta ed atroce: diamoli a una giuria popolare altro ke kastrazione kimika

Aldo De Nicola Tinteggi

TORTURATI FINKE’ NON MUOINO I BAMBINI NON SI TOCCANO. NON SI POSSONO UCCIDERE I SOGNI

Jennifer D’ambrosio

purtroppo in uno stato di merda come l italia la pena di morte non esiste piu….pero da una parte non so se e meglio la pena di morte,o la tortura a vita…a volte opto x la seconda….perche dopo la morte non sentirebbero piu niente….!!!bastardi!!

Ilaria Nurra

Decapitazione e rogo…nn meritano sepoltura!!!!

Andrea Faustini

impalati come facevano i turchi !!!!!!!!!!!!

Donadon Monica

SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELLE GRANDI TORTURE.LA PENA DI MORTE PER QUESTE MERDE E’ SOLO UNA PRELIBATEZZA.

Mariarita Cedroni

morire in un sol colpo sarebbe troppo lusso per delle merde come solo, morire dal dolore, morire a suon di torture….e bruciati.

Sara Marchetti

Loro tolgono serenità e dignità alle donne…e noi togliamogli tutti e tre i gioielli di famiglia. Zaaaac…altro che castrazione chimica. Chiamarli animali sarebbe un’offesa ai nostri amici a 4 zampe…sono immondizia e malati di mente.

Vincenzo Runfola

io invece propongo una spece di “massoneria” per eliminarli in gran segreto. Lavoro pulito. Servizio garantito. e nessuno esce dopo due giorni perchè: “poverino ha problemi psichici”. Fatemi sapere che ne pèensate !

Loana Loana Marchetto

li vorrei avere tra le mani sti bastardi ! torturarli fino alla morte ! li odio !

Giuseppe Ielo

….ma quale castrazione etc. etc. un colpo di pistola nella nuca, sommariamentecome esecuzione come fanno in Cina.

Leroy Faccone

potatura di palle diretta senza anestesia…come si fa con i capponi

Luigi Mulargia

LEROY SONO DEL TUO STESSO PARERE,POI DISINFETTARE CON AGLIO SPELLATO .

Leroy Faccone

o con la fiamma ossidrica così si cicatrizza subito e non ci si vota le palle a medicarli e disinfettarli

Alessandra Morri

impalati in piazza insieme a quelle maledette dell’asilo di pistoia che picchiavano i bambini e delle quali si è parlato solo x 5 minuti

Filippo Quadracci

legati in piazza e poi ci pensa la gente!!!

Claudio Vergano

un autentuico museo dell’orrore umano.

Rimango della mia idea…..

castrazione con le pinzette da ciglia, molto lentamente, con calma !!!!

***

Io comprendo che la pedofilia e la violenza sessuale siano atti che suscitano orrore e che spesso lasciano un segno indelebile sulle vittime.

Comprendo che tutti noi vorremmo che questi fatti non accadessero.

Però noto che non viene fatto nessuno sforzo per cercare di capire come mai avvengono questi fatti e se possiamo fare qualcosa per prevenire questi tristi episodi.

Non dimentichiamo che molto spesso chi compie un abuso è stato a sua volta vittima di un abuso.

Io credo che persone che scrivono su Facebook frasi come quelle riportate qui sopra siano bisognose di aiuto quasi come i criminali che compiono questi tremendi abusi.

Non possiamo auspicare l’uso della tortura e della pena di morte per evitare i reati, anche perché non è affatto vero che nei paesi dove esiste la pena di morte, come negli USA o in Cina, tali reati abbiano meno rilevanza.

Inoltre non capisco il senso della vendetta brutale fine a se stessa.

Chi crede nell’uso di questi metodi barbari non ama la convivenza civile, non rispetta i diritti umani e non fa altro che continuare una spirale di violenza che non avrà mai fine.

Non sarebbe il caso di trovare sistemi più validi del solito occhio per occhio, dente per dente?

Se proprio volete torturare qualcuno, divertitevi con un videogioco!

O cantate una canzonetta!

Ma se sostenete la tortura non lamentatevi poi dei suicidi in carcere o della fine del povero Stefano Cucchi.

Siete complici di tanta bestialità!

La creatività sociale delle reti – Carlo Infante

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Riprendo da Facebook:

Carlo Infante Carlo Infante

Lo sviluppo della nostra società riguarda l’evoluzione dell’idea di spazio pubblico, dall’invenzione del teatro nella polis greca alle piazze del rinascimento. E’ in questo quadro che s’inserisce la creazione di ambiti ludico-partecipativi per l’aggregazione giovanile anche nel web.
Questo approccio può diventare un’opportunità per coniugare il principio basilare del sistema educativo, quello di formare cittadini, con la pratica culturale nel nuovo spazio pubblico che sta emergendo, quello di Internet.
In questo senso è importante la realizzazione di nuovi format culturali ed educativi di comunicazione interattiva per interpretare le potenzialità di ciò che viene definito il web 2.0, ovvero l’evoluzione della rete nel senso partecipativo, come il fenomeno dei blog e dei social networking ha reso evidente.
La rete come spazio pubblico
La scommessa principale in atto per quanto riguarda l’Innovazione è direttamente proporzionale alla capacità d’interpretare la Società dell’Informazione per ciò che può diventare: il nuovo spazio pubblico, quello di una polis fatta da informazioni prodotte dall’azione degli uomini che vivono e usano la rete come nuova opportunità di relazione sociale.
L’evoluzione del social networking ( e ancor prima dei blog) rifonda il concetto d’informazione: non più solo prodotta dagli specialisti (giornalisti e autori) bensì dagli utenti dei sistemi informativi che, attraverso l’approccio interattivo, esprimono il loro diritto-dovere di cittadinanza nella società dell’informazione. Si tratta di condivisione dello spazio pubblico rappresentato dalle reti: l’infrastruttura della società in divenire.
L’utente delle reti può trovare il modo per portare con sé, dentro la rete globale, la dimensione locale della propria soggettività e della propria comunità, per dare forma alla coscienza dinamica della propria partecipazione attiva. Educare dopotutto significa “tirar fuori” (dal latino “educere”).
E’ qualcosa che è già nell’aria da tempo nella cultura digitale ma che deve ancora compiersi nell’assetto generale della res pubblica ed è per questo che è decisivo saper guardare alle nuove generazioni. Sono loro i futuri soggetti attivi di una socialità nuova che darà forma e sostanza alla figura che è ben definita da uno dei soliti neologismi: prosumer, il produttore-consumatore d’informazione.
Verso una società dei saperi e dei pareri
Senza questa attenzione qualsiasi portale web apparirà come uno di quei gran portali di ranch visti nei film western degli anni Sessanta: una grande impalcatura con il deserto dietro. La fortuna delle piattaforme di social networking dimostra quanto sia possibile rilanciare una strategia di comunicazione pubblica che sia in grado di tradurre l’interattività in nuova forma d’interazione sociale e anche, diciamolo, emozionale.
Per accostare all’auspicata società dei saperi anche una società dei pareri. Le strutture relazionali della società di massa (amplificata dai mass-media) sono logore e necessitano un radicale ripensamento a partire da un più preciso orientamento della comunicazione verso target particolari, dai gruppi d’interesse alle diverse comunità della società multiculturale, fino alle diverse fasce generazionali, pensionati o adolescenti che siano.
È da considerare però che non è solo una questione di nuove funzionalità. Non è infatti solo un fatto di servizi più evoluti, di soddisfazione dei bisogni, bensì di strategia di comunicazione pubblica che solleciti il desiderio di mettersi in gioco: di partecipare a piattaforme web che sappiano fidelizzare e valorizzare il feedback dei cittadini on line. Perché si renda esplicito quanto la rete possa essere spazio pubblico.
[email protected]

Aggiornato circa 7 mesi fa
E poi i commenti, tra cui i miei:

Guido Basile

Guido Basile

Farò in modo di seguire la trasmissione. Per il momento , inizio, con il complimentarmi. Un saluto cordiale

27 maggio 2009 alle ore 10.44 · Segnala

Daniele Vinci

Daniele Vinci

Davvero interessante!

27 maggio 2009 alle ore 16.31 · Segnala

Andrea Garbin

Andrea Garbin

Una buona risposta a chi dice che facebook e i social network non servono, che è solo cazzeggio, ricerca di amici, di compagni di classe, di primi amori, che la piazza è fuori, che in rete non ci sono le emozioni. La rete non sostituisce la piazza, puMostra tuttoò amplificarla, può aprire nuovi spazi, può connettere le persone, aprire spazi di partecipazione, di condivisione e di informazione partecipata. E a fare questo sono i nuovi social network locali, sempre pronti a tenere aperte le porte verso il nuovo

27 maggio 2009 alle ore 22.28 ·

Mary Batella

Mary Batella

@andrea garbin condivido e condivido il link. La rete ha un potenziale enorme per aggregare tutte le voci fuori dal coro e creare un nuovo paradigma partecipativo, anche tra un cazzeggio semiserio e l’altro, senza demonizzare la voglia di giocare. Almeno per me, il gioco ha funzione terapeutica (ma i giochetti di facebook so’ veramente troppo scemi…ooops, volevo dire di livello intellettuale troppo elevato! 😛 )

27 maggio 2009 alle ore 23.55 ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

Le opere digitali hanno la forma e la dinamica delle idee e come le idee non hanno più proprietari, ma solo pensatori e ri-pensatori.

L’artista genera personaggi, storie ed opere originali da gettare in pasto alla moltitudine, rendendole collettive e mutanti.

Nasce cosi un nuovo teatro che si nutre di rappresentazioni individuali e collettive, che nascono sulla rete e chiedono di sfociare nelle piazze.Mostra tutto

Insorge una nuova letteratura che vede i suoi personaggi raccontarsi da soli, attraverso una scrittura atomica, dialogante e frammentaria.

Tutto questo avviene senza tregue ne traguardi, con un andamento esponenziale.

SEGUITE I LINK DEL NOSTRO PROGETTO :

http://zackor.fiveoclock.org/

http://fiveoclock.org/manifesto

28 maggio 2009 alle ore 0.16 ·

Paolo Valente

Paolo Valente

… LMostra tutto’arte in genere sembra meglio assecondare questo nuovo spirito del tempo e grazie al suo aspetto sperimentale e di avanguardia mette in evidenza alcuni aspetti culturali cruciali: il punto di vista con cui l’autore creava con un atto univoco la propria opera, è notevolmente cambiato poiché la dimensione sociale e interattiva del web ha coinvolto quello che fino a ieri era lo spettatore, facendolo diventare spesso coautore dell’opera stessa; le dinamiche di produzione delle opere artistiche inoltre sembrano superare il sistema di autoreferenzialità dato dalla logica autore – opera – critico – curatore – galleria – collezionista, a favore di una esposizione, orizzontale e dal basso effettuata direttamente nella rete; la dimensione globale del proprio fare artistico e creativo è affrontata a partire da una dimensione non solo cognitiva ma sempre più emozionale, la propria individualità, il proprio racconto o viaggio …
http://www.facebook.com/note.php?note_id=93451191618&ref=nf

4 giugno 2009 alle ore 1.22 ·

Laura Spampinato

Laura Spampinato

è affascinante prendere coscienza del fatto che tutti – disponendo di una connessione – possiamo diventare isole nella rete sia come singoli che come collettivi nel tentare di rappresentare qualcosa che ci preme, gioiosamente o con profonda sofferenza a seconda dei casi in cui siamo coivolti nella vita. Spesso avviene che le isole restano isolate, Mostra tuttovengono dimenticate, ma altrettanto spesso comunicano, si fan guerra o si alleano. Molte si ignorano (forse si scopriranno i seguito). Mi è capitato spesso di scoprirne con linguaggi che sento miei, come se ci fossimo già parlati chissà quando e dove, accomunati da uguali sensibilità e sensazioni. Ed è facile ora – impensabile qualche decennio fa – dichiararsi amici, compagni d’avventura, semplicemente rispondendo a un messaggio e augurarsi vicendevolmente che un buon vento accompagni la nostra navigazione.

Mar alle 11.15 ·

Giorgio Mancuso

Giorgio Mancuso

anche se la rete sembra diventare il regno della superficialità …

in rete gli stimoli sono veloci, e lo spazio per approfondire è quasi sempre tralasciato

Anche perché il CONTATTO VIRTUALE è ben diverso da quello FISICO e in rete il tempo si dilata e le interruzioni non sono un segnale di maleducazione, ma soltanto il segnale di una vita frenetica che non concede di fermarsi su qualcosa.

Un messaggio a volte riceve risposte dopo mesi, altre in pochi secondi, senza alcun senso allo scorrere del tempo che perde il suo significato.

Mostra tutto
O no?
😉

6 ore fa ·

Carlo Infante

Carlo Infante

qualcosa si perde e qualcosa si acquista.

cambia il senso del tempo.

bene

ciascuno troverà il modo x mixare le + dimensioni attraverso cui si vive. Mostra tutto
Ora, grazie al web, è solo + esplicito.

6 ore fa ·

Giorgio Mancuso

Giorgio Mancuso

bene?

male?

questa non è una osservazione scientifica …

il rischio è la dimensione PREVALENTEMENTE virtuale (ON LINE), con danni irreparabili alla comunicazione LIVE

6 ore fa ·

Carlo Infante

Carlo Infante

il virtuale non è in meno è in +.

non sottrae offre ulteriori opportunità.

i danni irreparabili è x chi soggiace all’addiction e si perde. Mostra tutto
ma vale x qualsiasi cosa buona: dai gianduiotti all’oppio passando x i romanzi.
Molta gente è disposta a vivere prevalentemente in un’altra dimensione.
Tutto dipende se se lo può permettere o meno.

E poi non ci penso proprio a fare osservazioni scientifiche, m’annoia solo l’idea.

5 ore fa ·

Giorgio Mancuso

Giorgio Mancuso

che l’oppio sia buono è tutto da dimostrare.

qualunque cosa è in +.

qualunque proposta aggiunge, ma non per questo possiamo dedurre che nulla toglie.

Infatti se faccio una cosa obbligatoriamente scelgo di fare QUELLA cosa PIUTTOSTO CHE qualcos’altro.

Mostra tutto
Così la rete si PROPONE come un facile SOSTITUTO di relazioni sociali LIVE.Questo comporta una evoluzione dei costumi con maggiori difficoltà nelle relazioni REALI, proprio perché MENO usuali.

Fenomeno da osservare soprattutto nelle giovani generazioni, o web generation, che non hanno neanche un’esperienza precedente a cui fare riferimento.

Osservazione scientifica? Noiosa? Può darsi, ma in quale altro modo possiamo avvicinarci alla realtà?

5 ore fa ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

Io penso che sia una questione puramente didattica.

Si deve capire che la rete non è un “luogo di incontro” un nuovo “spazio sociale”.

Questa è una falsa verità.Mostra tutto

La rete è un medium, qualcosa che fa da tramite, qualcosa di non diretto e reale, quindi filtrante e non realmente sociale.

La rete va utilizzata come un grande , enorme giornale, che è anche televisione che anche telefono, che è anche teatro e poesia.

Ma la socialità deve tornare nelle piazze e il goal è di chi riesce ad utilizzare la rete per catalizzare idee e contenuti partecipativi riusciendo a farli sfociare in luoghi di incontro pubblico, con dibattiti reali, fisici.

5 ore fa ·

Carlo Infante

Carlo Infante

invece è dimostrato: l’oppio allieva il dolore. E’ buono.

Ma non mi riguarda, non sono terminale…

Il fatto che qualcosa sia facile va bene…
il punto è nel dimostrare che ogni automatismo (facile e felice… qual’è appunto il navigare) va interpretato come scommessa evolutiva. Ciò che si risparmia in tempo e fatica usando le reti, dovrebbe essere reinvestito nella progettazione di nuove pratiche.Mostra tutto
L’idea di web come spazio pubblico si compie solo in questo caso. Altrimenti è solo cliccate a vanvera.
Io queste cose le faccio da 15 anni almeno, non ne parlo solamente. E i risultati ci sono, nonostante il fatto che questo Paese sia un colabrodo.
Si perde quasi tutto.
Se solo penso al lavoro che ho fatto nel sistema educativo: scrissi nel 1997 “Educare on line”.

5 ore fa ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

Sono d’accordo con Carlo.

Sarebbe come dire che la stampa è superficiale solo perchè in Italia si comprano giornali di gossip piuttosto he libri di filosofia..

5 ore fa ·

Carlo Infante

Carlo Infante

altra cosa: il medium è il messaggio…la rete è un ambiente non solo un mezzo.

x giocare la partita in corso c’è da fare un bel salto di qualità mollando tante zavorre (almeno la metà di quello che insegnano, male, nelle scuole…).

sto esagerando lo so… ma c’è il vero…

5 ore fa ·

Giorgio Mancuso

Giorgio Mancuso

Non sono esperto come te, Carlo.

Ma ho impressione che l’educazione in rete funzioni con un sistema binario, tipo Vero o Falso.

Vedo i ragazzi che hanno tendenza a studiare semplicemente mettendo una crocetta sul sì o sul no.

Il rischio di ridurre piuttosto che aggiungere non è da sottovalutare.Mostra tutto

Quanto all’oppio, forse il paragone è azzeccato: pensa se della rete potessimo fare soltanto un uso terapeutico …

Invece il cazzeggio impera sovrano …

Se parliamo di EDUCAZIONE non si può far finta di niente.

5 ore fa ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

E’ un ambiente si, ma non è realmente sociale.

Anzi credo che in alcuni casi la tecnologia sia disgregante, questo perchè si è fatta passare troppo l’idea “superficiale” di cyberspazio.

In realtà è solo un medium, le strette di mano si danno dal vero.Mostra tutto

Non voglio sminuire, piuttosto penso che sia usata male la rete.

5 ore fa ·

Carlo Infante

Carlo Infante

è una bella conversazione, densa e serrata, e ha trovato anche un buon ritmo. Dimostra come la rete possa espandere le potenzialità della conversazione.

E’ in quest’ultima parola che si trova uno dei perni x capire cosa sia l’interattività, realmente…

vi linko ad una vecchia pagina web (è del 2000) e si riferisce al nodo educativo

http://teatron.idratools.org/impararegiocando/

4 ore fa ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

La rete è una enorme opportunità se usata in maniera creativa. Questa cosa l’ho potuta sperimentare personalmente, con enormi risultati.

4 ore fa ·

Odrah Zackor

Odrah Zackor

Imparare giocando è proprio un bel testo 🙂

4 ore fa ·

Giorgio Mancuso

24 minuti fa ·

Il tema è interessante, almeno per me …

Articolo correlato: Paolo Barnard – La Cultura della Visibilità vi ucciderà. E anche Facebook.

News dal Popolo Viola: Scurdammece o’ passato simm’e Napoli Paisà

Ecco che dice Gianfranco Mascia …

Questa è la sintesi, ma andiamo ai dettagli:

Il 2 gennaio Gianfranco Mascia, dopo un periodo di meritato riposo dalle fatiche dovute all’organizzazione del No B Day si prende la briga di rispondere sul suo blog alle numerose richieste di chiarimenti.

Da notare che risponde alle domande di un post, (questo: http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/12/09/le-mie-dieci-risposte-al-no-berlusconi-day/)

in un altro post … (questo: http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/12/16/no-b-day-la-mia-versione-su-quel-che-e-accaduto/#more-280 )

Ma questo è solo un piccolo problema.

Risponde nella fattispecie a Francesco Beato, in data 2 Gennaio 2010 a un commento di Francesco Beato del 10 Dicembre 2009.

Diciamo che di tempo per riprendersi il povero Mascia ne ha avuto abbastanza …

In queste risposte voglio osservare soltanto un PICCOLO particolare:

Mascia scrive:

” Ho scambiato con Franco (Lai) alcuni messaggi in cui lui si rammaricava del fatto che non si sia fatto molto per evitare l’anonimato di San Precario.”

Guardate adesso qui:

Dai Gianfranco, tutta la rete ha parlato dell’episodio di Franco Lai, tu stesso dici di aver scambiato dei messaggi con lui e poi dici che non lo conosci?
Mah!

AGGIORNAMENTO DEL 7 GENNAIO: GIANFRANCO MASCIA AFFERMA SUL SUO BLOG DI AVERE SCAMBIATO MESSAGGI CON FRANCO LAI SOLTANTO IL 21 DICEMBRE E PERTANTO CHE NELLA DATA DEL VIDEO, 5 DICEMBRE, NON CONOSCEVA FRANCO LAI.

ANCHE LO STESSO FRANCO LAI CONFERMA CIO’ CHE AFFERMA MASCIA.

MI SCUSO PERTANTO CON GIANFRANCO MASCIA, ANCHE SE IL PARTICOLARE E’ PIUTTOSTO IRRILEVANTE E RESTIAMO SEMPRE IN ATTESA DI ALTRE RISPOSTE …

Ma andiamo oltre …

Alla fine Mascia scrive:

“Io spero di aver risposto. Faccio cortesemente notare che sono da due ore al computer e che – sinceramente – preferisco parlare del futuro piuttosto del passato.”

Ecco i miei commenti sul suo blog:

Caro Gianfranco,
grazie per aver passato ben 2 (due!) ore al computer per rispondere a qualche domanda.
L’impresa mi sembra quasi eroica.
Io, che non godo della tua popolarità, a volte ci passo molto più tempo solo per cercare qualcosa che mi convince poco.
Ma probabilmente sono uno stupido maniaco …

Ad ogni modo manca qualche rispostina e io, umilmente ti ripropongo le domandine, anche se aspetto dal 14 Dicembre alcune risposte, specie sugli insulti di San Precario che ho riportato nell’altro post da te completamente abbandonato …

http://www.gianfrancomascia.it/index.php/2009/12/09/le-mie-dieci-risposte-al-no-berlusconi-day/comment-page-1/#comment-2708

Riporto domande inevase poste più sopra:

1)
Gianfranco Mascia scrive che controlla il sito ilpopoloviola.it di cui è intestatario Rosario Mascia. (sono curioso e sono andato a vedere …)
E’ un parente? Mah.

2)
La situazione è ben poco chiara:
quanti POPOLI VIOLA ci sono?
se Gianfranco pensa, finalmente, che l’Anonimato non sia accettabile in un movimento che ha bisogno di TRASPARENZA e correttezza, cosa ci fa nell’altro Popolo Viola?

Cosa possiamo imparare da tutta questa strana storia?

3)
Aggiungo che San Precario è anche un utente del sito
—.popoloviola.it, gestito da Gianfranco Mascia.

Quanti sono i POPOLO VIOLA?

L’anonimato nel popolo viola è accettato?
E’ accettabile?
4)
Aggiungo un’altra richiesta: Tu scrivi sopra ->

“perchè non pubblicate le scansioni di chi ha firmato le richieste di autorizzazione?
Ho risposto sopra su chi siano i firmatari dell’autorizzazione. Spero che ti fidi”

Perché dovrei fidarmi Gianfranco?
Sono anni che assilliamo Berlusconi (GIUSTAMENTE) dicendo che non ci fidiamo di LUI, che vogliamo andare a fondo, vedere i documenti, i processi, le indagini della magistratura e TUTTO ciò che lo riguarda e INVECE di TE dobbiamo FIDARCI !
In base a quale PRINCIPIO?
Una LEGGE AD PERSONAM giusto per te e il Popolo Viola?

La Trasparenza o vale per tutti oppure non vale niente!

Ho la pazienza per aspettare ancora.
Buona Befana!
______________________________________

Dopo aver letto il PREZIOSO CONTRIBUTO di Susanna Ambivero scrivo ancora:

“leggo nel blog di Susanna Ambivero, a proposito di una tua risposta:

(Gianfranco Mascia)”Mi stupisce rivelando che la data del 5 dicembre è stata decisa unilateralmente da Di Pietro e Ferrero salvo poi presentarla come una data proposta dal “popolo della Rete”.

http://susannaambivero.blogspot.com/2010/01/le-verita-di-gianfranco-mascia-sul-nbd.html

E’ vera questa affermazione di Susanna?

O smentisci?”

Aspettiamo trepidanti le tue risposte Gianfranco Mascia.

Le aspettiamo qui, o da Susanna Ambivero, o dal Tafanus che ringrazio per aver riassunto e anche fatto partire qualche domanda, o da Francesco Beato, o su Facebook dove pubblico un NOTA

Insomma dove vuoi …

in attesa di …

Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato …

🙂

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